Pavia, Roselli a TLP: "La salvezza è ancora lontana ma siamo sulla strada giusta"

Pavia, Roselli a TLP: "La salvezza è ancora lontana ma siamo sulla strada giusta"TMW/TuttoC.com
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domenica 11 marzo 2012, 00:00Interviste ESCLUSIVE
di Massimiliano Marino

Il suo arrivo è combaciato con la rinascita della squadra. Una resurrezione alla quale anche i tifosi hanno iniziato a crederci, oltre che una squadra obbediente ed una società che gli ha dato carta bianca, fornendogli tutto l'appoggio necessario affinchè la Prima Divisione permanga anche la prossima stagione. TuttoLegaPro ha intervistato in esclusiva il tecnico del Pavia, Giorgio Roselli, per la precisione il quarto a sedere su questa panchina in questa tribolatissima stagione.

Mister, domenica scorsa è arrivato il quarto risultato utile consecutivo: si direbbe che il periodo buio è ormai alle spalle….

“Francamente, non so se sia ancora arrivato il momento di dire questo anche se bisogna riconoscere che qualche miglioramento, soprattutto dal punto di vista morale, c’è stato. D’altronde, sappiamo che per noi questo è un campionato talmente difficile e talmente imprevedibile da indurci a tenere sempre alta la guardia perché non si sa mai cosa può accadere e a cosa possiamo andare incontro".

La squadra è in grande ripresa però la classifica rimane per certi versi allarmante...

“Sì, la classifica era allucinante prima ed è difficile adesso. L’unico modo per fare strada e convincere anche noi stessi della funzionalità del nostro operato è fare risultato. Solo in questo modo possiamo dimostrare di aver effettivamente superato quel periodo nero in cui questa squadra subiva sconfitte su sconfitte sconfitte ed il morale era inevitabilmente a terra. Ecco, ribadisco, è su questo punto di vista che ci siamo rialzati: ora, per lo meno, giochiamo a tre risultati e non più ad uno solo. Abbiamo finalmente acquisito consapevolezza in noi stessi e questa è di per sé è una vittoria per me e per noi”.

Sicuramente, dal momento in cui è arrivato a Pavia le cose sono cambiate. A cosa attribuisce il merito di tutto questo?

“È sempre difficile parlare di meriti. E se davvero esiste, è di tutti. Mio, dei ragazzi, della società”.

Suvvia, non faccia il modesto…

“Il merito che posso attribuirmi si limita all’aver trasmesso fiducia e consapevolezza all'ambiente. Credo che la qualità di questa squadra non sia molto differente da un Foligno o da un Viareggio o da un Monza: purtroppo la differenza l’ha fatta, in negativo, la perdita della convinzione e della fiducia, la diretta conseguenza delle tredici sconfitte in quindici partite. Il mio arrivo ha portato una ventata di aria fresca, sono riuscito a farmi capire dai ragazzi i quali fanno quello che chiedo e piano piano stiamo cambiando atteggiamento e ci stiamo risollevando”.

E' cambiato anche Falco al quale lei pare aver consegnato carta bianca....

“La mia lunga esperienza di allenatore mi ha portato ad enfatizzare il concetto che estrapolare i punti di forza di ciascun giocatore debba per forza di cose essere la priorità assoluta. Filippo è decisamente un giocatore incredibile sotto l’aspetto qualitativo. Essendo stato relegato sull’esterno del campo, ho pensato che un giocatore come lui rendesse di più altrove. Accorciandolo e facendolo giocare in una posizione a lui più congeniale senza richiedergli particolari sacrifici, pensavo potesse rendere di più. Sono strafelice per lui e per tutto quello che sta dimostrando”.

Anche Alessandro Cesca pare giovare della sua vicinanza: due gol nelle ultime due partite….

Cesca è un giocatore di un’importanza vitale per noi perchè tiene la palla, fa salire la squadra, si sbatte e si sacrifica molto. Il fatto che abbia trovato il gol ha indubbiamente fatto ricredere molta gente ma io ho avuto sempre fiducia in lui, fin da subito”.

Lei ha anche lavorato sulla testa dei giocatori più che sulla tattica ed i risultati in questo senso si sono visti....

“Guarda, solitamente i calciatori non obbediscono ai comandi dell’allenatore, loro fanno quello che vogliono recepire dall’allenatore. Il giocatore non ti segue perchè tu chiedi a lui di seguire te ma perché condivide ciò che tu chiedi a lui di fare. Il mio compito è stato quello di convincere loro a seguire la mia linea di pensiero ed il mio modo di lavorare: se ho fallito o meno, questo lo dirà i risultati”.


Questi continui stravolgimenti tattici, cioè questo non avere un modulo prestabilito ma variare in base allo stato di forma dei giocatori e dalle circostanze, sembrano funzionare…

“Noi non abbiamo un modulo, non ero dell'idea di partire delineando uno schema di gioco predefinito. Noi siamo una squadra che fa e che deve fare sempre la partita. Certamente, ci sono dei giovani da utilizzare e ci sono delle regole da rispettare che ti portano a variare i giocatori ma non il modulo”.

Capitolo Gheller: prima era fuori rosa, poi è stato reintegrato ed ora il suo nome compare sul libro degli indagati.Come sta vivendo il giocatore questa situazione?

“In maniera serena. Lui è entrato in questo contesto perché ci sono entrate tantissime persone, ho parlato con Mavillo il quale mi ha assicurato la sua estraneità ai fatti. Conosco Mavillo fin dai tempi di Varese, la società mi ha dato la possibilità di decidere circa il suo reintregro, chiaramente ho detto sì. Ci tengo a ringraziare personalmente la società stessa che mi ha dato fiducia affidandomi questo incarico. Posso assicurare che nel panorama di Lega pro è una delle poche che crede veramente nei giovani, è molto seria, puntuale, corretta: sono contento di essere qui e di aver avuto questa opportunità”.

Si aspettava concretamente e realmente di poter cambiare le carte in tavola al Pavia dal momento in cui lei è arrivato?

“No, cioè, sì ma non in maniera così rapida. Avevo visionato più volte questa squadra e pensavo ci volesse più tempo per ricompattare il gruppo ma Pavia è stata un’eccezione perché la squadra era talmente in difficoltà che non vedeva l’ora di venire fuori. Piano piano ci stiamo riuscendo”.