Pro Patria, Novelli a TLP: "A Busto siamo vicini alla morte calcistica"

Pro Patria, Novelli a TLP: "A Busto siamo vicini alla morte calcistica"TMW/TuttoC.com
Raffaele Novelli
© foto di Tommaso Sabino/TuttoLegaPro.com
venerdì 14 gennaio 2011, 12:35Interviste ESCLUSIVE
di Valeria Debbia

Dopo l'incontro avuto nella giornata di mercoledì con la nuova proprietà della Pro Patria, il tecnico dei bustocchi Mister Raffaele Novelli ha sfogato in esclusiva ai microfoni di TuttoLegaPro.com tutta la sua rabbia e la sua frustrazione per una situazione che non vede via d'uscita: "C'è stato il passaggio dalla vecchia alla nuova proprietà, ma da noi sono venuti dei personaggi a raccontarci solo chiacchiere senza darci nessuna forma di garanzia. Non so come si possa prendere una società di calcio senza guardare i costi di gestione e analizzare i bilanci. Per noi non ha nessuna credibilità questo passaggio".

STIPENDI - Novelli spiega poi quali sono state le loro richieste al nuovo proprietario: "Noi abbiamo chiesto alla nuova presunta proprietà almeno uno stipendio: dopo sei mesi in cui non abbiamo visto un soldo, chiedere almeno una mensilità era il minimo per poter garantirci il quotidiano".

PROBLEMI NELLA QUOTIDIANITA' - L'attuale situazione di vita di tutti i componenti della Pro Patria è veramente devastante: "Qua abbiamo giocatori che sono stati sfrattati - spiega il tecnico, - altri che si sono visti tagliare luce e gas. Ristoranti che non ci fanno più mangiare perché non sono state pagate le fatture come quelle per i pullman. C'è una grande difficoltà nel quotidiano e neanche questi presunti nuovi proprietari riescono a far fronte ad una fattura di 3-4 mila euro. E allora mi domando come si possa coprire un budget se non si hanno le possibilità del vivere quotidiano". "Qua si ha difficoltà anche a comprare la vernice per il campo - continua Novelli, elencando tutte le limitazioni a cui stanno facendo fronte i bustocchi - oppure per comprare il detersivo per lavare le divise: queste sono grandi difficoltà che questa squadra con grande dignità e professionalità sta vivendo da metà settembre. Se poi negli spogliatoi entrano dei personaggi che ci raccontano solo chiacchiere...".

TUTELE - Il mister non le manda a dire e sottolinea con forza l'intenzione di tutelarsi a livello legale: "Noi agiremo sia sotto il profilo civile sia sotto il profilo penale. Faremo un esposto alla Procura della Repubblica e agli organi che devono fare le verifiche. Chi ha stipulato i contratti con noi si assumerà le sue responsabilità".



APPELLO - Sotto il profilo agonistico, Novelli assicura l'impegno fino a quando la forza mentale e fisica sarà dalla loro: "Noi continueremo fino a quando avremo le forze, perché le stesse stanno per finire visto che non si riesce più a vivere nel quotidiano". Per questo il tecnico della Pro Patria si appella anche agli esponenti politici: "Faccio appello alle istituzioni non solo sotto l'aspetto economico, ma faccio appello anche a tutte le risorse umane e professionali della città di Busto - una città di grande cultura - per salvaguardare il patrimonio del calcio a Busto. Noi siamo vicini alla morte calcistica: è questa la realtà delle cose".

I TESORO MAI NOMINATI - "La tifoseria sta dando grande senso di maturità e di attaccamento" svela Novelli, sottolineando anche i contributi ricevuti dagli stessi tifosi e ricordando: "Non sono loro a doverci aiutare, ma chi ha assunto degli impegni con noi e non sta rispettando 50 famiglie compresi magazzinieri, fisioterapisti...". Il tecnico non nomina mai la famiglia Tesoro, ma afferma: "Sono scappati, dichiarando di mettere in liquidazione e fare fallimento. Poi hanno fatto un passaggio di quote che non ha nessun senso e non ha riscontro. E' solo un passaggio 'giusto per farlo'. Noi non ci faremo prendere in giro, perché di chiacchiere ne abbiamo già sentite abbastanza". 

RISPETTO - "Nessuno ha diritto di poter calpestare il patrimonio di una città - tuona ancora Novelli. - Il calcio è un mezzo per poter vivere nel sociale in modo diverso: c'è tanta gente che vive di fede e passione, che dopo una settimana di lavoro stressante, va allo stadio per potersi divertire e alcuni personaggi si permettono di sopprimere e offendere intere città. Quando un piccolo operaio non rispetta qualcosa, viene subito prelevato. Non vedo perché chi sta creando a noi delle difficoltà, non possa essere sottoposto a verifica di tutto quello che ha commesso. Nella vita è facile prendere un impegno e non rispettarlo, ma ne va della propria dignità e della propria professionalità".

SISTEMA CALCIO AL COLLASSO - La reprimenda del tecnico dei bustocchi va oltre la mera situazione che stanno vivendo i suoi, per abbracciare tutto un sistema calcio che sta fallendo: "Alcuni personaggi nel calcio dovrebbero scomparire perché creano solo grandi difficoltà. Oggi come oggi i campionati non si vincono più sul rettangolo di gioco, ma attraverso i bilanci. E' giusto che tutte le società siano in regola: tutto il sistema deve esserlo. Ma se andiamo a vedere, ultimamente ci sono tante penalizzazioni e quindi non si parla più di calcio giocato, ma solo di sopravvivenza. Ogni 2/3 mesi un nuovo deferimento a partire dalla Serie A. Questo non è più calcio! Non stiamo offrendo più uno spettacolo: lo stiamo offendendo".

SOFFERENZA - Novelli tira una stoccata anche al sindaco di Busto Arsizio: "Anche il primo cittadino che ha fatto delle cene incontrandosi in buona fede con la proprietà è stato ripagato dai vecchi proprietari con l'ingresso di questi personaggi". E chiosa ancora una volta ricordando gli impegni non portati a termine dalla famiglia Tesoro: "A mio avviso si è stati troppo soft. Adesso è il momento di agire perché la nostra sofferenza è immensa. Da soli non possiamo più andare avanti. Qui non si sta chiudendo per un aspetto economico, ma perché non c'è più voglia. Quando un uomo assume degli impegni, deve rispettarli e se non ci si riesce, bisogna informare: da noi si è deciso di scappare dal mese di settembre. Solo attraverso i giornali noi abbiamo appreso le cose che ci riguardavano da vicino".