Verona, Mandorlini a TLP: "Lo Spezia? Ho il contratto con l'Hellas"

Verona, Mandorlini a TLP: "Lo Spezia? Ho il contratto con l'Hellas"TMW/TuttoC.com
© foto di Tommaso Sabino/TuttoLegaPro.com
venerdì 20 maggio 2011, 00:00Interviste ESCLUSIVE
di Orlando Savarese
"Ci prepariamo per i playoff. Parte in vantaggio il Sorrento, dobbiamo invertire questa tendenza"

Il Verona può tornare in Serie B, e poi chissà. Il compito di guidare di nuovo alla cadetteria i gialloblù è difficile, ma il tecnico Andrea Mandorlini sa quanto i suoi giocatori possono dargli. Subentrato dopo la sconfitta in casa della Salernitana, Mandorlini ha lavorato sulla tattica e sulla mentalità dei giocatori, riportando ben 37 punti in 22 partite. Comunque agli spareggi ci sarà di fronte un Sorrento che ha tutto per fare bene, ne nascerà quindi un gran bel confronto. Grazie agli scaligeri Mandorlini si è rimesso in mostra e ora lo Spezia sarebbe interessato a lui per tornare a pensare in grande. Intervistato in esclusiva da TuttoLegaPro.com, l’allenatore romagnolo dà comunque la priorità al Verona.

“Aver centrato il primo obiettivo dei playoff è stato importante – ha dichiarato Mandorlini – La squadra l’ho trovata anche bene: abbiamo ripreso la preparazione mercoledì, quindi questa settimana la impieghiamo per recuperare ancora, e la prossima penseremo concretamente al Sorrento”.

Il Verona a inizio stagione era stato costruito per un campionato ancora migliore di questo: al primo posto ci è arrivato il Gubbio. È meritato secondo lei questo trionfo della squadra di Torrente?

“Senza dubbio il trionfo del Gubbio è meritato: i numeri hanno parlato chiaro, quindi, complimenti a mister Torrente, alla squadra  e a tutta la società, perché hanno vinto un campionato importante. Non so quali dovessero essere i nostri obiettivi in partenza, ma sicuramente dovevano essere migliori di questi. Non sempre la stagione parte come uno vorrebbe, ma siamo riusciti a rimetterci in discussione e raggiungere questo primo obiettivo”.

Possiamo dire che, rispetto alla precedente gestione, la svolta è stata nella tattica: il Verona lei lo ha impostato con quella precisa idea del 4-3-1-2, e rispetto a prima le cose sono andate un po’ meglio.

“Sinceramente non so quale fosse l’idea tattica di chi mi ha preceduto. È chiaro che i risultati penalizzavano il valore di questa squadra, ma chiaramente abbiamo dato un po’ di punti di riferimento che secondo me erano importanti e le cose sono migliorati. Secondo me, l’idea di Giannini era diversa: magari ci voleva un po’ di tempo in più per assimilare le sue idee, ma adesso conta poco dire queste cose qui”.

Questo Sorrento, che dovrete affrontare nei playoff, che squadra è?

“I numeri dicono che è stata l’antagonista principale del Gubbio. Ha disputato una stagione importante, e parte con il favore del pronostico, visto che ha ottenuto il secondo posto in classifica: a parità di risultati andrebbero avanti loro, quindi partiamo in rincorsa. La percentuale è ancora a favore del Sorrento, almeno un 60-40. Speriamo di cambiare questa tendenza”.

È meglio giocare l’andata al “Bentegodi”, oppure sarebbe stato meglio giocare il ritorno davanti al pubblico amico?

“Giocare il ritorno in casa avrebbe significato per noi arrivare al posto del Sorrento: ormai questi discorsi sono relativi. Sono sempre partite che bisogna calcolare nei centottanta minuti. Bisogna fare sempre bene la prima, e poi il campo del Sorrento è particolare, perché loro sono abituati di più a giocare in spazi stretti”.

Sappiamo che lei è di Ravenna, quindi crediamo che le pianga il cuore dopo aver visto il Ravenna fare harakiri in così poco tempo: ha perso 7 punti e da una comoda salvezza ora si trova a fare i playout.

“Dispiace, perché è la squadra della mia città. Chiunque commette degli errori, paga. Non vorrei entrare in merito, perché c’è chi deve stabilire e giudicare. Il giudizio è stato severo e amaro, e vuol dire che qualche errore c’è stato. È la realtà e bisogna accettarla”.

Ventisei anni fa, praticamente in questo periodo dell’anno, il Verona vinceva lo scudetto. Ora ci sono i playoff che dovranno portare alla Serie B e costituire un viatico, magari per un futuro ritorno in A.

“La storia dell’Hellas la conosco: ai tempi dello scudetto io giocavo nell’Inter, fummo antagonisti del Verona nel nostro campionato. Anche loro furono nostri antagonisti, ma alla fine arrivarono primi, quindi è una gioia che rimane nella storia di questo club glorioso. Magari si riuscisse a tornare ai fasti di un tempo: sarebbe una cosa indescrivibile riportare il Verona almeno in Serie B. I programmi si fanno di volta in volta: bisogna prima vincere questi playoff che sono difficili, ma affascinanti”.

A proposito di scudetti, forse non tutti sanno che lei un anno fa divenne campione di Romania con il Cluj, e poi vinse Coppa nazionale e Supercoppa. Cosa rimane dell’esperienza rumena?

“Restano le vittorie, perché credo che nessun allenatore straniero avesse mai vinto tanto in quella terra lì, quindi fu un’esperienza importante. Fui alla guida di una squadra che si qualificò per la Champions’ League, e il rovescio della medaglia è stato quando, ventiquattro ore prima della Champions’, lasciai. Rimane l’amarezza, ma le vittorie non te le porta via nessuno. E poi, bisogna anche vedere la scelta che hanno fatto: in campionato sono oltre il decimo posto e sono fuori da tutto. A volte le scelte si pagano, ed è giusto che abbiano pagato amaramente questa scelta che hanno fatto, dopo che uno aveva vinto tutto”.

Torniamo in Italia: cosa prevede il suo impegno con il presidente del Verona Martinelli?

“Ho un altro anno di contratto: sono in una botte di ferro, sto bene a Verona e sono orgoglioso di allenare questo club. Poi, io e il presidente abbiamo un rapporto che va oltre quello lavorativo, ci troveremo, parleremo di tutto e mi auguro soprattutto che si possa programmare in base anche alla vittoria del risultato sportivo. Se così non dovesse essere, sarà sempre un discorso tra me e lui, con molta serenità”.

Quindi il patron dello Spezia Volpi dovrà mettersi l’anima in pace? Lei proprio in queste ultime ore è stato accostato insistentemente allo Spezia del futuro.

“A La Spezia lavorammo bene: vincemmo un campionato senza mai perdere, poi per due stagioni disputammo i playoff in C1. Quanto a Volpi, non lo so cosa farà. So solo che ho un contratto col Verona, mi auguro di poter essere ancora qua e di parlare di nuovo con Martinelli. Poi vedremo insieme quello che sarà il futuro, ma per quanto mi riguarda, il mio futuro è già siglato da un contratto col Verona. Punto e basta”.