ESCLUSIVA TLP - AIC, Calcagno: "Ancona, nessuna rinuncia agli emolumenti. Lunedì novità anche per altri due club"
Niente sconti sulla pelle dei calciatori. L'avvocato Umberto Calcagno, vicepresidente dell'Assocalciatori, ha voluto chiarire in esclusiva ai microfoni di TuttoLegaPro.com la situazione dell'Ancona, con il club che sta vivendo giorni difficili dal punto di vista societario.
Lunedì è l'ultimo giorno utile per saldare gli stipendi di luglio e agosto. Qual è la situazione ad Ancona?
"Siamo andati a trovare i ragazzi settimana scorsa. Abbiamo concordato di aspettare la scadenza dei controlli federali di lunedì per poi valutare il da farsi. Circolano in queste ore notizie infondate su un ipotetico accordo che i nuovi acquirenti avrebbero già stipulato con l'AIC: non c'è nulla di vero. Noi non conosciamo la nuova cordata, solo dopo un eventuale incontro potremo valutare eventuali provvedimenti. Inoltre i ragazzi hanno lavorato molto bene in questi mesi, basti guardare la classifica: sarebbe ingiusto chiedere a loro questo sacrificio. In ogni caso questa situazione non può incancrenirsi: non si può continuare a far giocare squadre senza emolumenti per tutelare la professionalità dei calciatori e la correttezza del campionato. La speranza è che le trattative vadano a buon fine altrimenti potremmo ricorrere all'escussione della fidejussione e all'utilizzo dei contributi ad hoc della Lega".
Sembra che un altro paio di club del Sud Italia abbiano lo stesso problema con gli stipendi...
"Confermo che ci sono un altro paio di società in arretrato con i pagamenti (per correttezza Calcagno preferisce non far nomi NdR) ma entro fine settimana speriamo risolvano la loro situazione. Dobbiamo comunque aspettare giorno 16: solo dopo potremo saperne di più".
Prima scadenza e primi problemi di solvibilità: non è che la Lega Pro a 60 squadre è troppo ambiziosa?
"Credo più che altro che debbano essere migliorate le norme sull'iscrizione ai campionati: bisognerebbe renderle ancora più stringenti ed efficaci in modo da evitare eventuali club insolventi, per lasciare spazio, ad esempio tramite ripescaggio, a società più virtuose. Per questo credo che sul format a 60 ogni valutazione dovrà essere data dal sistema: se col tempo vedremo che non vi è la sostenibilità sperata allora si potrà pensare a una diminuzione. Ma, al momento, non mi pare questo il caso".
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