ESCLUSIVA TLP - Arzachena, Giorico: "Per molti siamo una squadra materasso senza giocatori di Serie C. Ma finora nessuno ci ha messo sotto"

ESCLUSIVA TLP - Arzachena, Giorico: "Per molti siamo una squadra materasso senza giocatori di Serie C. Ma finora nessuno ci ha messo sotto"TMW/TuttoC.com
lunedì 18 settembre 2017, 23:30Interviste TC
di Sebastian DONZELLA

Un anno fa tutti dilettanti, oggi tutti pronti a salvare l'Arzachena. Nella rosa del club sardo, al al primo anno di sempre tra i Professionisti, non vi è nessun calciatore che ha disputato la passata stagione in Serie C. Guai, però, a pensare che il club isolano sia la squadra materasso del Girone A, come conferma anche lo stesso tecnico dei biancoverdi, Mauro Giorico, in esclusiva a TuttoLegaPro.com, 48 ore dopo il primo successo interno in Serie C contro il Pontedera.

Sabato avete vinto la prima partita casalinga della vostra storia tra i professionisti.

"Una splendida emozione, soprattutto perché il successo col Pontedera è arrivato una settimana dopo la sconfitta patita a Siena a causa di una rete negli ultimi 10 secondi. Proprio all'ultimo istante, una settimana dopo, abbiamo vinto la prima gara in casa. Diciamo che non potevamo non vincere questa gara per come l'avevamo giocata".

Nessuno dei suoi ha disputato la precedente annata in Serie C. Dove pensate di arrivare?

"A onor del vero diversi giocatori della nostra rosa vantano diverse annate in carriera in C. Penso a Curcio che è sceso solo un anno fa tra i dilettanti dopo tanti anni in Lega Pro. Detto ciò, per molti addetti ai lavori eravamo e siamo una delle squadre candidate alla retrocessione: per tanti siamo una squadra materasso visto che abbiamo tanti giovani e pochi calciatori esperti per la categoria. Eppure prime quattro gare nessuno ci ha messo sotto, anche quando abbiam perso contro corazzate come Viterbese e Siena. E vogliamo arrivare alla salvezza senza play-out: dobbiamo metterci alle spalle quattro squadre. Anche se non saprei dire quali dal momento che la classifica non è ancora molto leggibile: i valori dei vari club non sono ancora stati espressi in maniera chiara anche perché alcune delle big non si stanno esprimendo al massimo".

Cosa ha detto ai suoi per prepararli a questa stagione contro formazioni più esperte e blasonate?

"Ho un gruppo di ragazzi intelligenti che sanno di scontrarsi contro team e giocatori sulla carta più forti di loro. Ad Arezzo, dopo i primi minuti, hanno preso contezza della difficoltà di questo campionato. Nel contempo, però, la vittoria contro i toscani al debutto ha fatto capire ai miei che possono giocarsela con tutti in stagione. Ma solo se mettono sempre in campo la loro arma migliore, cioè l'agonismo. E vorrei sottolineare che pur senza grossi nomi una certa qualità c'è sempre perché, pur senza grandi spese, la squadra è stata costruita con criterio. Vogliamo dimostrare che la C può essere disputata anche da un paese di 13mila anime, con uno staff e giocatori che con impegno e lavoro possono competere con mostri sacri sia come giocatori che come società".

Pensate di pescare qualcuno dal mercato degli svincolati?

"Potremmo concludere un'operazione a breve ma non vi è nulla di certo. Dipende tutto dal budget rimasto al diesse Antonello Zucchi. Nomi e ruoli, però, preferiamo non farne".

Per lei è un ritorno tra i professionisti dopo quasi un decennio.

"Era la 2^ Divisione 2008/09: l'Alghero aveva ottenuto il ripescaggio dopo aver disputato un buon cammino nei play-off di Serie D. Non è però un'esperienza che ricordo molto volentieri: la notizia dell'ammissione tra i professionisti arrivò dopo Ferragosto mentre il club cambiava gestione. Chiesi di rinforzare il team ma di quattro giocatori richiesti non ne arrivò nessuno e venni esonerato poco dopo. Poi, però, presero di botto 10 calciatori nel mercato di dicembre".

Per la prima volta disputerete in Serie C il derby con l'Olbia anche se ancora c'è un mese e mezzo davanti.

"Fermo restando che prima ci sono altre sei gare da disputare, sarebbe falso dire che si tratterà di una sfida come le altre. Il derby è sentito, c'è un po' di sana rivalità tra i tifosi. E poi dobbiamo rifarci della sconfitta subita in Coppa Italia. La cosa particolare è che pur giocando in casa dovremo disputare questa partita proprio a Olbia".

Lo stadio "Pirina" non è ancora pronto per la terza serie. Quanto influisce ciò sul vostro campionato?

"Riporto un dato statistico: in tre anni di Serie D abbiamo perso solo quattro volte nel nostro fortino. E per raggiungere la salvezza in un campionato di livello nazionale è fondamentale giocare nel nostro impianto. Speriamo che i lavori vengano conclusi nel più breve tempo possibile in modo da poter giocare una buona fetta di campionato ad Arzachena".

La distanza dal continente è problematica o è vantaggiosa quando giocate in casa?

"Il rammarico è non trovare collegamenti diretti con la Toscana, visto che ci sono 10 avversarie da affrontare in quella regione. Un po' di disagio la cosa ce lo crea ma eravamo comunque abituati a trasferte fuori dalla Sardegna: in Serie D ci siam spinti fino in Abruzzo. Però c'è di positivo che abbiamo giocato in stadi fantastici come quelli di Arezzo e Siena e giocheremo anche negli impianti di Pisa e Livorno. Senza contare giocatori come Moscardelli e Tavano o allenatori come Baldini (questi ultimi due alla Carrarese NdR). Arrivare in Toscana sarà faticoso ma ne vale e ne varrà la pena".