ESCLUSIVA TLP - DS Multineddu: "Ecco come sarà la nuova associazione dei direttori sportivi. In Lega Pro c'è troppo abusivismo"
Gianfranco Multineddu, direttore sportivo che ha lavorato, tra le altre, con Pescara, Fondi e Campobasso, in queste settimane, insieme ad altri colleghi, ha deciso di creare una nuova associazione per la tutela dei diritti dei diesse. TuttoLegaPro.com lo ha intervistato in esclusiva per saperne di più sull'iniziativa.
Pochi giorni fa vi siete incontrati a Roma. Come è andata?
"La riunione è andata molto bene con gente arrivata da tutta Italia. L'argomento è molto caldo. Dopo il nostro incontro in tanti ci hanno chiamato per avere notizie, per capire come muoversi".
Sappiamo che nascerà una nuova associazione? Che può dirci?
"Abbiamo già ottenuto una sessantina di adesioni. Ci tengo a precisare che non sarà l'associazione dei direttori sportivi disoccupati ma l'associazione dei diesse incazzati. Qualcuno vuol far credere che siamo degli 'sfigati' in cerca di occupazione ma non è così. Molti nel nostro gruppo lavorano o stanno per approdare in un nuovo club. La realtà dei fatti è che la categoria dei direttori sportivi è bistrattata. La nostra è una delle figure professionali più importanti nel mondo del calcio ma non abbiamo nemmeno la forza di sedere nel Consiglio Federale".
Cosa pensa dell'Adise, l'associazione dei direttori sportivi?
"L'Adise, semplicemente, non rappresenta la categoria: ci sono quasi 2mila sportivi iscritti all'Albo e una gran parte di questi non è iscritta all'Adise. Non voglio far polemica ma semplicemente chiedere come mai il malcontento sia così diffuso".
Non siete un po' troppi?
"Purtroppo si: negli ultimi anni tantissime persone hanno ottenuto il diploma. Ci sono sempre meno squadre professionistiche e sempre più direttori sportivi: bisogna porre un freno. Anche perché non è giusto illudere in questo modo persone che spendono migliaia e migliaia di euro per i corsi e che poi rimarranno a spasso. Spendere una fortuna per poi avere, come unico risultato, il nome sull'almanacco Panini, non credo sia il massimo della vita".
Come pensa che possa essere risolto il problema?
"Basterebbe seguire quelle leggi che esistono ma non vengono rispettate: con l'invenzione della figura del responsabile dell'area tecnica l'abusivismo è diventato quasi una regola. Ormai per aggirare l'ostacolo basta pochissimo: allenatori, consulenti vari, addirittura procuratori, magicamente prendono il nostro posto. Rivestono un incarico altamente professionale senza però averne alcun diritto. Questa, purtroppo, è un vizio insito nella Lega Pro che non trova riscontro nelle altre leghe: mi domando quest'anno, con club del calibro come Parma e Venezia che parteciperanno alla terza serie, come sia possibile permettere certe situazioni".
Come vi muoverete con la nuova associazione?
"Parleremo con le varie Leghe e con le altre associazioni di categoria: dobbiamo fare squadra perché continuano a metterci i piedi in testa. Tra le varie richieste che faremo, vi sarà anche il riconoscimento della figura del direttore sportivo anche in Serie D. E' vero che si tratta di un campionato dilettantistico ma allenatori e giocatori lì hanno le loro tutele, non capisco perché non possiamo averle anche noi".
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