ESCLUSIVA TLP - Lo svincolato Max Fusani: "Le regole sui giovani costringono i calciatori 30enni a smettere"
Duecentottanta presenze fra i professionisti non gli sono valse quest'estate neppure un ingaggio, stranezze di un calcio italiano che fagocita sempre più rapidamente calciatori, innalzandoli in un primo momento a protagonisti assoluti del mondo del pallone e per poi inchiodarli a rango di sconosciuti pedatori disoccupati. Uno dei casi più clamorosi riguarda il centrocampista Massimiliano Fusani, scoperto dall'allora osservatore dell'Inter Riccardo Mazzola quando era un'illustre sconosciuto dell'Aosta all'età di 15 anni. Dopo aver effettuato tutta la trafila nel settore giovanile nerazzurro, Fusani muove i primi passi da professionista in Prima Divisione, all'epoca denominata Serie C1, con il Brescello prima di conquistarsi un posto al sole delle Serie A nella fila di Perugia e Chievo. Terminata l'esperienza con i clivensi veste le maglie di Bari e Modena prima di sbarcare a Sassuolo dove vive una seconda giovinezza con quattro annate da protagoniste. Ora a 32 anni è alla ricerca di una nuova sfida per la sua carriera, ma c'è ancora posto nel nostro campionato per calciatori esperti? TuttoLegaPro.com ha intervistato appunto in esclusiva Max Fusani per scoprirlo meglio.
Com'è possibile che un giocatore con quasi 300 presenze da professionista sia ancora senza squadra?
"Partiamo dal presupposto che viviamo in un periodo di crisi economica che si ripercuote anche sul mondo del calcio, inoltre le regole introdotte sui giovani ci svantaggiano. Anche perchè noi trentenni abbiamo ancora fame di calcio e in termini di esperienza possiamo dare tanto ancora".
Come valuti le regole della Lega Pro sui giovani?
"Le reputo sbagliatissime. Infatti ai miei tempi i giovani emergevano comunque se erano davvero bravi, così facendo invece si obbligano le società a far giocare gli under che nel giro di un paio d'anni sono costretti a ripartire dall'eccellenza o peggio ancora rimangono a spasso. Bisogna fare chiarezza: se vogliono che le carriere di noi calciatori finiscano intorno ai 30 anni che lo si dica, almeno ci mettiamo il cuore in pace...".
Le ultime quattro stagioni a Sassuolo sono state di alto livello...
"Purtroppo dopo quattro anni si era chiuso un ciclo e la società ha deciso di rinnovare l'organico non rinnovando i contratti ai giocatori in scadenza, però le stagioni in neroverde sono state importanti e piene di soddisfazioni".
Nelle scorse settimane si è parlato di un interessamento del Piacenza nei tuoi confronti...
"Sinceramente ti confesso che ci sono state tante chiacchere, ma poche trattative concrete".
Saresti disposto a scendere anche in Lega Pro?
"Certamente. Non metto barriere a nessuna categoria, purchè credano nel sottoscritto. Desidero solamente continuare a fare il mio mestiere, la categoria non conta".
A proposito di Lega Pro: un tuo ritorno a Perugia è da escludere o ci possono essere probabilità?
"A Perugia ho vissuto stagioni fantastiche in Serie A. Sono legatissimo alla piazza e alla tifoseria, inoltre la presenza del direttore Mazzola che mi scoprì da ragazzino portandomi all'Inter è indice di un progetto ambizioso. Lo seguirei ovunque, oltretutto In biancorosso andrei di corsa a prescindere dalla categoria".
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