ESCLUSIVA TLP - Riccardo Solaroli: "Calcio moribondo con troppi presidenti senza portafoglio. Dalla cultura del pallone alla sottocultura del pettegolezzo"
Un passato remoto da procuratore, un presente da dirigente, un futuro da...decifrare. Riccardo Solaroli, responsabile dell'area tecnica della Lupa Castelli Romani nella passata stagione, si è raccontato ai microfoni di TuttoLegaPro.com. Pronostici sul campionato, storture del sistema e futuro della terza serie tra gli argomenti trattati.
Quest'anno senza squadra, come mai?
"In estate ho avuto un paio di contatti con squadre di Lega Pro e Serie D. Ma arrivavo da una situazione logorante come quella della Lupa Castelli, soprattutto dal punto di vista mentale. Non me la sentivo di prendere decisioni, ho preferito aspettare per ritrovare un equilibrio interiore al posto di buttarmi in avventure poco convinto e poco convincenti. Al momento sto girando molti campi, vedendo molte partite, per capire cosa fare da grande (ride NdR)".
E quali conclusioni hai tratto?
"Che il calcio è moribondo, pieno di problemi extra-calcistici. Dalla cultura del calcio stiamo passando alla sottocultura del pettegolezzo, fatta di tanta invidia, moltissimi millantatori e pochissimi fatti. Da fuori sembra un ambiente bellissimo, da dentro ha tantissime criticità. Ho visto tanti amici validi scappare da questo mondo perché tende a inghiottirti e modellarti nel modo sbagliato, obbligandoti al compromesso. Bisognerebbe togliere tanta immondizia e riportare una giusta cultura all'interno. Dal momento osservo la situazione da fuori con occhio abbastanza critico e curioso: ma per cambiare la mentalità delle persone ci vuole tempo".
Quale pensi possa essere il problema principale?
"In tanti si lamentano che nelle categorie minori non ci siano più soldi: non è proprio così, provate a chiedere a tanti presidenti quante migliaia di euro hanno speso senza mai riavere indietro nulla. Il vero problema è che tutti sventolano la bandiera dell'onestà come se fosse un valore aggiunto e invece dovrebbe essere un punto di partenza. Questo perché viene permesso ancora a speculatori disonesti di 'fare pallone': il mondo del calcio inizierà a migliorare quando determinati organi di controllo inizieranno a respingere i cosiddetti presidenti senza portafoglio. Questa è gente senza passione che ciclicamente riappare per fare danni, speculando su centinaia di famiglie di calciatori e lavoratori. E mi fa rabbia pensare che determinati personaggi non avrebbero problemi a speculare in qualsiasi ambito lavorativo ma riescono a trovar spazio soprattutto nel calcio. Da qui bisogna partire per capire come mai negli stadi vanno sempre meno persone. Prendete società come il Bassano: un imprenditore che può permettersi la Lega Pro, investimenti mirati e mai il passo più lungo della gamba. Il risultato è una programmazione sana con tanta gente sugli spalti compatibilmente con il bacino d'utenza. Questo perché a guidarla c'è una persona che tratta la squadra come le altre sue aziende, in maniera onesta e con logica, senza la smania di risultati o di fare soldi facili. Purtroppo, però, non tutte le società sono così ma bisogna ripartire da club come quello veneto per poter dare nuova linfa al calcio".
Per qualcuno la colpa è anche dello strapotere dei procuratori, con molti di loro che sono diventati anche dirigenti...
"Io sono passato dal ruolo di agente a quello di dirigente e non credo sia stato un male, anzi: è importante vivere entrambe le situazione per provare a conoscere la struttura da più sfaccettature. Da procuratore, ad esempio, non riuscivo a comprendere certe dinamiche che ho poi ritrovato nelle mie esperienze da dirigente, dandomi finalmente delle spiegazioni. Naturalmente chi vuol lavorare in un club deve mollare la precedente professione, come ho fatto io: il conflitto d'interesse non può essere possibile ed è giusto essere in regola: io ad esempio non ho potuto sostenere il corso da diesse per un disguido temporale ma non esiterei a farlo se dovessi lavorare in un club con quella specifica mansione. E sul potere dei procuratori permettimi di esprimere qualche dubbio: qualcuno si è arricchito a dismisura, è vero, ma la professione sta morendo e in tanti ci stanno rimettendo: c'è gente che ha speso tanti soldi e tante energie per diventare agente, ricordo che passai l'esame insieme ad altre otto persone. Ed eravamo in 900 a sostenerlo. Adesso, invece, l'albo è stato abolito, quasi sotto silenzio: tutti giocano a fare il procuratore, senza averne minimamente le competenze. E' come se domani chiunque potesse fare l'avvocato o il medico".
Passando al calcio giocato, analizziamo i tre raggruppamenti, partendo dal Girone A.
"La favorita d'obbligo è l'Alessandria, con la Cremonese che proverà a darle filo da torcere mentre la Viterbese è la scheggia impazzita: farà un buon campionato, vedremo fin dove arriverà. Sulla carta anche Livorno e Arezzo sono buone squadre ma più deboli dei piemontesi. Per la zona salvezza c'è grande equilibrio: credo che la Lupa Roma, se troverà la quadratura del cerchio e la giusta tranquillità, potrebbe risollevarsi facilmente. Il Racing è una squadra molto giovane e volenterosa, la definirei simpatica: sulla carta parte sempre sfavorita ma alla fine un paio di risultati importanti li ha già portati a casa. Il valore aggiunto è l'allenatore, Giannichedda, rivelazione per la categoria: con un paio di innesti di esperienza potrebbero trovare la salvezza senza patemi".
E nel Girone B?
"E' spaccato a metà: 8-9 squadre sono da Serie B, le altre da Lega Pro. Parma e Venezia hanno organici importanti con giocatori provenienti dalle serie superiori ma questo non sempre è un bene: per partire al meglio servono giocatori esperti della categoria. Per questo stanno un po' faticando ma col tempo verranno fuori, anche perché sono ancora tutte lì. Pordenone, Bassano e Reggiana le vedo molto bene mentre mi aspettavo che nel gruppo di testa ci fosse anche il Teramo. In zona retrocessione credo che il Forlì potrà dire la sua: è vero che è ultimo ma ha incontrato tutte le prime della classe. Inoltre ha un allenatore molto bravo come Gadda".
Chiusura con il Girone C.
"Come esattamente si pensava dall'inizio sarà una lotta a due tra Lecce e Foggia che hanno qualcosa in più rispetto alle altre. Meluso e Di Bari hanno lavorato molto bene: il primo nel riportare entusiasmo, ricostruendo quasi da zero con un ottimo mercato. Il secondo è stato bravo nel gestire al meglio il caso De Zerbi. La Juve Stabia ha una buonissima struttura, non mi meraviglia che sia lassù. Non mi aspettavo onestamente che il Cosenza si ripetesse. Il Matera, invece, costruisce sempre squadre importanti ma ogni anno si trova contro vere e proprie armate. Come sorprese dico la Reggina, fin qui molto meglio di quanto si potesse immaginare, e il Fondi che da ripescata in extremis sta facendo bene in un girone difficile. Il Catania pagherà lo scotto della penalizzazione esattamente come l'anno scorso: qualche mese fa ottenne una salvezza all'ultimo secondo mentre quest'anno, se supera questo problema a livello mentale, potrebbero finire nei play-off. Messina? Ce l'ho nel cuore, mi dispiace vederlo così in basso. Mi auguro che risolva le problematiche societarie al più presto visto che i tifosi si meritano categorie molto più alte".
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