ESCLUSIVA TLP - Samb, pres Fedeli: "Primi? Meritavamo più punti. Parma e Venezia corazzate? No, 11 loro e 11 noi. E su Di Massimo..."
Parma, Reggiana, Venezia, Pordenone. Sono solo alcune delle squadre messe in riga, finora, dalla Sambenedettese. I rossoblù, grazie al vittorioso recupero di ieri pomeriggio contro il Padova, guardano tutti dall'alto al basso nel Girone B. TuttoLegaPro.com ha intervistato in esclusiva il patron dei marchigiani, il passionale Franco Fedeli.
Dopo otto gare siete in testa al campionato. Ve l'aspettavate?
"Onestamente no: se mi avessero letto questa classifica a inizio stagione avrei pensato a una presa in giro, visto che a detta di tutti le favorite erano altre. Ma questo primo posto al momento lo meritiamo tutto quanto visto il gioco espresso. Purtroppo c'è anche un po' di rammarico: se non avessimo subito qualche torto arbitrale la classifica sarebbe nettamente migliore. Il Venezia ha segnato nettamente con la mano, tra loro e il Parma ci hanno fischiato contro tre rigori. Ma il passato è passato ed è inutile pensarci ancora".
A prescindere dalle decisioni arbitrali, contro due corazzate come Parma e Venezia avete disputato due ottime gare...
"Corazzate? Non mi piace come parola, mi suona male. I loro sono undici ragazzi, i nostri pure: si parte sempre alla pari. Sono gli stimoli, la determinazione, la tattica e anche la fortuna a determinare chi vincerà. Non basta avere un bel nome dietro la maglia per avere assicurata la vittoria: non sempre il migliore o il più forte vince".
Adesso non potete più nascondervi. Dove può arrivare la Samb?
"Prima ci sottovalutavano, ora cominciano a rispettarci. Da parte nostra non cambia nulla: ho sempre detto ai ragazzi che io non voglio fare il comprimario ma il protagonista. Quando ho visto il nome delle avversarie ho pensato di essere in un girone di ferro: lo è ma noi ce la stiamo giocando alla pari con tutti. Non siamo nemmeno a metà del girone d'andata, ancora la strada è lunghissima. L'obiettivo minimo, comunque, restano i play-off".
Eppure non eravate partiti benissimo, con la netta sconfitta all'esordio casalingo contro il Mantova...
"Contro i virgiliani avevamo giocato veramente male. Dopo quel match è scattata la molla giusta. Sono andato negli spogliatoi e ho detto quello che dovevo dire ai miei, senza mezzi termini e senza filtri. Io non sono un presidente che sta in tribuna a farsi bello con i giornalisti: sono uno che sta vicino alla squadra e voglio che i miei giocatori sentano la mia vicinanza".
E pensare che un anno fa eravate in Serie D...
"Ho preso la Samb dai dilettanti e siamo arrivati in Lega Pro disputando un gran campionato nonostante in pochi credessero in noi. E adesso siamo primi: questa piazza da oltre un decennio non era in cima a un campionato professionistico. Per riuscirci serve una base societaria solida: io faccio tutto con passione, onestà e serenità. Ogni mese i miei giocatori prendono regolarmente lo stipendio: hanno delle famiglie da mantenere, è giusto che siano tranquilli".
Il momento magico è anche sugli spalti, con uno dei pubblici più numerosi della Lega Pro...
"La nostra tifoseria non è seconda a nessuno. Ieri da Padova, una delle piazze più importanti, sono arrivati in 50. Noi in trasferta siamo in media 500. E nelle gare più vicine sfioreremo anche le mille unità".
E avete anche il secondo attacco del girone.
"E' un bel dato che testimonia il bel gioco messo in piedi da Palladini. Il tecnico ci ha messo molto del suo, è stata una sorpresa positiva. Però non basta segnare tanto: la squadra deve essere completa e forte in tutti i reparti".
Dalla Juve alla Samb: cosa può dare Di Massimo ai rossoblù?
"Lo volevo fortemente da tempo, il suo arrivo è stata una scelta mia. E ieri mi ha regalato un gol da antologia. E' vero che a volte è discontinuo ma i geni sono così: non puoi dirgli quello che devono fare, devi dirgli di fare quello che vogliono. Tecnicamente Alessio è una spanna sopra a tutti, in questo gruppo potrà togliersi e farci togliere belle soddisfazioni".
Nel week-end arriverà il Sudtirol, in piena zona retrocessione. Non c'è il rischio di sottovalutare l'avversario?
"I pericoli veri vengono adesso: non dovrà mancarci la concentrazione, l'ho già detto ai miei. Mai abbassare la guardia, altrimenti tutto quello che abbiamo costruito fin qui sarà stato vano".
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