Intervista TC

Ferri: "Renate isola felice. Pro Patria in D? Un dispiacere"

Ferri: "Renate isola felice. Pro Patria in D? Un dispiacere"
Ieri alle 17:00Interviste TC
di Giacomo Principato

Un lungo percorso da calciatore toccando piazze importanti spaziando dalla A alla B, passando anche dalla C nel finale di carriera nella sua Busto Arsizio. L'ex difensore Michele Ferri, adesso allenatore in Eccellenza con i lombardi della Caronnese, dà uno sguardo tra presente e passato parlando della terza serie.

Cominciamo da lei, partendo dall'esperienza come allenatore. Come si sta trovando alla Caronnese?

"Mi sto trovando benissimo, sono arrivato qui grazie al direttore generale Emiliano Nitti che ho conosciuto alla Pro Patria in C. Ricordo bene quell'annata, lui affiancava la presidente Testa e feci la trattativa per il mio ingresso nel club proprio con lui. Sul campo fu un'annata disgraziata, partita in ritardissimo, e chiusa con la retrocessione. Di quella stagione mi porto di buono il rapporto con Nitti, con cui dopo aver smesso e fatto il corso d'allenatore ci siamo ritrovati a Caronno".

Le cose sul campo sono andate bene, nel complesso c'è da essere soddisfatti.

"Al primo anno abbiamo sfiorato la vittoria del campionato, venendo condannati da un pareggio con l'Ispra alla penultima giornata e poi perdendo ai rigori nella semifinale playoff della fase nazionale contro i veneti del Sandonà; sulla falsariga dello scorso anno siamo ripartiti con entusiasmo ed ambizione, raggiungendo, anche grazie al supporto del nostro DS Zampaglione con cui mi congratulo per il salto di categoria alla Folgore Caratese, il terzo posto. Il rammarico è per qualche infortunio di troppo, vedi quelli degli attaccanti Iacovo e Colombo, che hanno ridotto le scelte, perciò siamo stati più altalenanti, ma la stagione è comunque da considerarsi positiva vista la presenza nel girone di due corazzate quali Solbiatese e Arconatese".

Prima parlava della Pro Patria, un club che non sta certo vivendo i suoi momenti migliori...

"Vengono da due anni negativi, tra l'altro dopo un'annata dove forse hanno fatto gli investimenti maggiori sulla rosa. Purtroppo il risultato dipende da tanti fattori, difficile da esterno dire cosa non abbia funzionato ma è palese che siano stati commessi degli errori".

Diamo uno sguardo più in generale alla C: è favorevole alle Squadre B?

"Credo possano essere assolutamente positive, un modo migliore per tenere sotto controllo i propri giovani e dare spazio a tanti italiani nella speranza che qualcuno, vedi il caso di Palestra con l'Atalanta Under 23, possa venir fuori e fare il salto di qualità".

Quest'anno ben 12 squadre lombarde in C, che rimane la Regione più rappresentata.

"Ci sono tante piazze, non soltanto le big. Mi viene da pensare al Renate, un'isola felice costruita su una realtà familiare e ricca di competenze. Dispiace vedere scendere in D un club importante come la Pro Patria che meriterebbe altre categorie, così come altre formazioni storiche come il Varese e non solo. La Lombardia offre tanto, anche a noi allenatori".

E sul suo futuro?

"Sono un allenatore giovane, quindi l'ambizione è di crescere, migliorarmi e imparare sempre di più. Punto in alto, non lo nascondo, sperando di trovare presidenti e dirigenti che possano darmi fiducia in un calcio ormai sempre più frenetico dove il risultato fa da padrone e noi allenatori non abbiamo il tempo di poter mostrare capacità e valore. Questo è comunque il mio mondo, la passione è tanta e darò il massimo insieme alla Caronnese".