INTERVISTA TC - Ciccone: "Albissola? Pensavo più apertura territorio"

23.06.2019 07:30 di Valeria Debbia Twitter:    Vedi letture
Michele Ciccone
Michele Ciccone

Il 24 giugno si avvicina inesorabilmente e con esso la scadenza perentoria per le iscrizioni al prossimo campionato di Serie C. Per un commento su quanto sta accadendo in queste ore, tra squadre che hanno già alzato bandiera bianca (vedi Albissola e Siracusa), chi naviga a vista e chi invece ha già regolarizzato la propria posizione è intervenuto ai microfoni di TuttoC.com Michele Ciccone, direttore sportivo di grande esperienza con un passato in Serie B al Bari, ma anche in C al Campobasso dove riuscì a conquistare una salvezza insperata prima della scomparsa dei molisani a causa dei debiti societari e nella stagione 2017/18 alla Carrarese, dove ha posto le basi per l'ottimo campionato degli azzurri, giunti fino ai playoff ed eliminati solo dal (poi promosso) Pisa.

Direttore, si avvicina il termine ultimo per le iscrizioni alla prossima stagione di Lega Pro e Albissola e Siracusa hanno già comunicato che non saranno ai nastri di partenza. Sarà la solita estate calda?
"Ogni estate, per un motivo o per un altro, si ripetono le stesse cose. Io sono rimasto esterrefatto dalla decisione di Colla, anche se mi rendo conto della problematica stadio che non sono riusciti a risolvere. Pensavo però ci fosse più apertura da parte del territorio, visto quanto di buono hanno fatto in questa stagione, salvandosi da matricola. Dispiace che venga disperso un così buon lavoro, una società sana e un presidente serio. Mentre per quanto riguarda il Siracusa, già era cosa nota che il presidente avrebbe avuto bisogno di un po' di ossigeno da un punto di vista economico. Oggi è difficile fare calcio in terza serie. Sono tanti i soldi che servono per portare avanti una società professionistica e non è facile trovare imprenditori pronti a buttarsi in queste avventure, rimettendoci i soldi delle proprie aziende e delle proprie famiglie. Purtroppo poi capita anche che si faccia il passo più lungo della gamba".

Tante anche le situazioni in bilico, come ad esempio quella della Lucchese e del Foggia
"Dal blasone del passato, avendo fatto categorie superiori come la B, è incredibile la situazione in cui si trova ora. Io ci ho lavorato un anno a Lucca  e non riesco a comprendere come una piazza di quel tipo, con una città ricca, non trovi imprenditori che portino avanti la società. Per quanto riguarda il Foggia so che c'è stata una riunione col sindaco e spero che si arrivi ad una soluzione perché è una piazza veramente importante, non merita quanto sta accadendo. A me onestamente piange il cuore".

A Viterbo il presidente Camilli ha deciso di cedere e, in caso di mancato passaggio di proprietà, di non iscrivere la squadra.
"Ho lavorato qualche mese con lui. Non so dire se è stata veramente la lunga squalifica patita dal figlio a portarlo a questa decisione. Penso però che Camilli possa preparare un coup de théâtre e alla fine iscriversi. Ha un potenziale economico non indifferente, è un pagatore puntuale e serio e io - lo ripeto - con lui farei molta attenzione, perché il passo indietro è sempre probabile".

Ha stupito anche quanto accaduto all'Arzachena, con il disimpegno del presidente Fiorini.
"Anche lì stupisce perché ci troviamo di fronte ad una società sana, con persone che hanno dimostrato la loro serietà nei pagamenti".

L'altra faccia della medaglia è che società come la Virtusvecomp Verona possono già festeggiare la riammissione.
"Il presidente-allenatore Fresco ha sempre fatto fede agli impegni. Sono società che non sono mai andate in affanno, anche se sono piccole realtà non hanno mai dato problemi. Ed è meglio avere una piccola realtà, ma concreta e solida".

Per quanto riguarda il progetto riguardante le seconde squadre, che ne pensa?
"Purtroppo anche quest'anno ci sarà solo la Juventus. Non siamo ancora attrezzati per fare questo tipo di discorsi, anche perché mancano principalmente le strutture".