INTERVISTA TC - Ciccone: "Playoff facoltativi? Mi sembra assurdo"

30.05.2020 17:00 di Raffaella Bon   Vedi letture
INTERVISTA TC - Ciccone: "Playoff facoltativi? Mi sembra assurdo"

Michele Ciccone, esperto dirigente con esperienze, tra le altre, tra Bari e Carrarese, intervenuto in esclusiva ai microfoni TuttoC.com ha analizzato la delicata situazione attuale della terza serie: 

Si punta a chiudere sul campo con playoff e playout, è possibile?
"Il protocollo in Serie C non può funzionare così come avviene in Serie A, come possono queste società fare tutti questi tamponi e rispettare le regole? Lo trovo molto molto difficile".

Eclatante il caso Rimini, che retrocederebbe seppur a pari punti col Fano. 
"I biancorossi dovrebbero avere l'opportunità di giocare i playout. Un presidente serio come Grassi, onesto, che ha sempre rispettato tutti gli impegni, non può rischiare tutti questi sacrifici su una partita secca. E' un terno al lotto. Per dire che sono scettico su questo scenario. Ma la chance bisogna concederla a tutti". 

Si parla anche di playoff facoltativi...
"Lo trovo assurdo. Mi sembra uno scherzo. Io onestamente non lo ritengo giusto perché, ripeto, ci sono presidenti che hanno fatto sacrifici enormi - seppur altri non hanno rispettato gli impegni, ci sono tanti club in difficoltà - si ritrovano a dieci partite dal termine dove potevano ottenere qualsiasi risultato. Potevano salvarsi o vincere. Lo stesso Ravenna è nei playout e su una partita secca rischiano un campionato. Mi dispiacerebbe buttare un anno all'aria così". 

A proposito di club in difficoltà, il Catania sembra appeso a un filo.
"I rossoazzurri hanno fatto la storia del calcio italiano ma ora sono sull'orlo del fallimento. Bisogna essere realisti, meglio puntare a esempio sui giovani ed essere sicuri che a fine mese gli stipendi vengano pagati". 

Sul tavolo c'è un'ipotesi di riforma con una B a due gironi.
"Come si fa un campionato a 40 squadre? Io l'unica riforma che farei è riformare la vecchia C2 rendendola semiprofessionistica, dando così possibilità a tanta gente. Ci sono i calciatori che pagano il mutuo e non solo. Ci sono i custodi, i ragionieri, i manager".