INTERVISTA TC Cucciari: "Vorrei riprendere da dove ho lasciato"

INTERVISTA TC Cucciari: "Vorrei riprendere da dove ho lasciato"TMW/TuttoC.com
© foto di Gennaro Masi
martedì 29 maggio 2018, 20:50Interviste TC
di Ludovica Scardia

Alessandro Cucciari, ex tecnico della Lupa Roma, alla vigilia dei quarti di finale playoff, interviene ai microfoni di TuttoC. com per esprimere la sua opinione rispetto alle compagini arrivate a contendersi il salto di categoria tra cui il Siena, dove ha militato da giocatore e concludendo poi con un pensiero rivolto al futuro. Ecco le sue parole:

Con l’ingresso di Catania, Siena e Sudtirol, siamo giunti ai quarti dei playoff, cosa si aspetta da questo turno?
"Il Catania per quanto riguarda il girone C è la grande delusa nel senso che c’è stato un momento in cui sembrava potesse passare sopra il Lecce, e credo tutti la considerassero la preferita, non solo per il blasone ma anche per la grande rosa che ha a disposizione. C’è da dire però che Siena e Sudtirol sono squadre che stanno facendo molto bene e sopratutto Siena, è una piazza competitiva che merita il grande calcio, io poi sono anche legato affettivamente e gli allenatori sono miei amici, Mignani e Vergassola, credo abbiano ottime possibilità anche loro. Però ci sono anche altre squadre, come ad esempio la Viterbese, che sono competitive, forse la sorpresa è stata l’eliminazione dell’Alessandria che aveva un vantaggio notevole, tutti ipotizzavano potesse andare avanti con il turno invece ha trovato la Feralpisalò che ha nel suo organico ottimi giocatori e un bravo tecnico che hanno stravolto il pronostico"

La più attrezzata al salto di categoria quindi, chi è?
"E’ difficile, io credo che il Catania abbia le carte in regola per poter dire la sua ma molto spesso è più complicato del previsto, perché entrano in ballo altri fattori; ricordo qualche anno fa il Como di Sabatini fece una cosa strabiliante, entrò nei playoff l’ultima giornata e poi li vinse contro i favori del pronostico. La squadra di Lucarelli la vedo come quella più attrezzata però è una bella lotta per tutti"

L’anno prossimo in Serie C ci saranno squadre come Rieti e Vibonese, entrambe a lei vicine nell’estate scorsa. E’ rammaricato di non aver trovato un’intesa?
"No, nel senso che a giochi fatti è facile dire hanno vinto, quindi ho perso una chance. No perché, non per presunzione ma è un percorso che io ho già fatto e non volevo tornare indietro. Oggi si trovano queste due società e credo anche con grandi meriti a dover affrontare nella prossima stagione un campionato importante come la Serie C e credo che sia giusto così, hanno fatto grandi risultati. La cosa strana è che ci sono allenatori che pur facendo bene non riescono mai ad ottenere una chance in categorie superiori, che li ripaghi. Molto spesso vengono accantonati, anche i più giovani e non si riesce a capire perché"

Dopo le tre annate vincenti con la Lupa Roma, culminate con la promozione e la successiva permanenza in Serie C, è stata una sua scelta non accasarsi, oppure non è arrivato nessun progetto serio all’altezza delle sue aspettative?
"E’ stata una mia scelta anche perché c’è povertà di domanda, di progetti, nel senso che in C ho avuto qualche colloquio ma solo chiacchierata. Io ho vinto l’Eccellenza con il Terracina, dopo ho vinto con la Lupa la Serie D, ho fatto una finale scudetto, ho ottenuto la permanenza della C e l’anno dopo sono stato esonerato a tre giornate dalla fine del campionato. Più di questo cosa deve fare un allenatore? Dopo aver conquistato con lavoro e dedizione grandi risultati non riesco a capire perché delle volte, non arriva ciò che uno merita" 

Quindi cosa si aspetta dal futuro?
"Io aspetto un progetto serio in Serie C, vorrei riprendere da dove ho lasciato perchè anche se il calcio non è meritocratico, sopratutto per gli allenatori, non voglio tornare indietro, son convinto che non aiuta, non è vincere in un’altra categoria che ti fa rimettere in discussione, io voglio guardare avanti. Il calcio che m’interessa è il calcio che conta perché come i giocatori hanno l’ambizione di calcare grandi palcoscenici lo stesso vale per l’allenatore. Io ho l’ambizione di salire non di scendere, senza presunzioni; se ci sono le condizioni per fare calcio a certi livelli bene altrimenti staremo a vedere. Poi certo se t’arriva il progetto importante con la squadra blasonata uno può mettersi a tavolino e capire se vale la pena fare il sacrificio"