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Ds Pineto: "Vogliamo rilanciare Delle Monache. E arrivare al sogno senza presunzione"

Ds Pineto: "Vogliamo rilanciare Delle Monache. E arrivare al sogno senza presunzione"TMW/TuttoC.com
Marcello Di Giuseppe
Oggi alle 17:30Primo piano
di Valeria Debbia

Marcello Di Giuseppe, direttore sportivo del Pineto, è stato ospite di 'A Tutta C', trasmissione in onda su TMW Radio iL61, ed ha parlato delle emozioni e delle sfide dell'imminente stagione calcistica. 

Direttore, siamo alla settimana che porta all'inizio della stagione. Come arrivate alla gara di Latina? Come vede la squadra?

"Siamo curiosi e vogliosi. È vero: mare, vacanze… ma ci siamo fermati tutti poco. I giocatori un po’ di più, ma ormai lavoriamo da oltre un mese per l’inizio dell’attività agonistica. Il prologo c’è già stato e siamo un po’ “avvelenati” perché la prima l’abbiamo persa: è Coppa Italia, è calcio di precampionato, ma domenica si fa sul serio. Vogliamo essere pronti, competitivi e vogliosi per ribadire una stagione che ci auguriamo ricca di soddisfazioni".

Siete soddisfatti del mercato? Manca qualcosa per completare l'organico?

"Siamo soddisfatti. Il mercato lo aggrediamo dall’inizio, è sempre stata la nostra politica: per noi è un vantaggio. Il finale di mercato, in teoria, ci interessa poco… ma il mercato è aperto e può succedere di tutto. Potremmo anche subire una trattativa in uscita, perché abbiamo giocatori richiesti: in quel caso dovremmo compensare. Finché il mercato è aperto, dobbiamo essere pronti ad agire".

L'innesto di Delle Monache è uno dei più interessanti: che giocatore è?

"Sulla carta è un giocatore con un pedigree importante, uno che doveva fare un altro tipo di carriera. Ha avuto un intoppo. La nostra volontà è rilanciarlo: è giovane, è del territorio, è un talento indiscutibile. Il talento va coltivato e riportato in campo: noi gli stiamo dando la possibilità di rilanciarsi, e lui ci metterà del suo. È una scommessa che vogliamo vincere".

Quest'anno il Girone B è più competitivo: come lo valuta? Dove può arrivare il Pineto?

"Rispettiamo il campionato: in tre anni il Girone B è sempre stato molto competitivo. La Serie C è una categoria difficile ovunque: ogni girone è quasi un campionato a sé. Quest’anno, sulla carta, ci sono piazze importanti: tre retrocesse dalla B, il Latina che ha fatto la finale di Coppa Italia… È un girone affascinante e complicato. Il nostro obiettivo? Far bene. Per noi far bene significa: arrivare intorno ai 40 punti (salvezza), arrivare ai 50 (playoff), dai 50 in su… il sogno. Vogliamo arrivare al sogno, ma con step quotidiani e mensili, senza presunzione ma con ambizione".

Il salary cap ha cambiato il vostro lavoro?

"Onestamente no. Abbiamo la fortuna di lavorare in una realtà con una proprietà forte, solida e territoriale: questo ci permette di lavorare tranquilli. Il Pineto è un’oasi felice: il nostro progetto nasce per valorizzare i giovani, crescere, fare plusvalenze, investire nel settore giovanile e nelle infrastrutture. Anzi ben venga il salary cap. Capisco che per certe piazze sia problematico, ma la sostenibilità è la strada giusta. La Lega Pro deve continuare così: troppo spesso finiamo sui giornali per società che spariscono, non per i meriti sportivi".

È il secondo anno di FVS, cioè il cosiddetto VAR a chiamata: come si può migliorare?

"La tecnologia è migliorativa. Ci saranno altre innovazioni regolamentari per aumentare i minuti giocati. Il FVS è positivo, ma va migliorato: servono più telecamere, più angoli, più qualità nelle immagini. È uno strumento che responsabilizza anche i giocatori. La Lega Pro deve continuare su questa strada".

La sua griglia di partenza nel Girone B?

"Mi trovo d’accordo con Foschi: il Ravenna è una squadra che può dire tanto. Ma non sarà la sola. Per piazza e blasone, oggi vedo: Perugia, Pescara, Spezia, Reggiana, Campobasso, Ravenna. A queste si aggiungeranno un paio di sorprese. Sarà un girone difficile ma affascinante: bisogna essere bravi a lottare".