INTERVISTA TC - DG Perugia: "Sistema rischia di implodere"

26.10.2020 21:30 di Gianmarco Minossi   Vedi letture
INTERVISTA TC - DG Perugia: "Sistema rischia di implodere"
TMW/TuttoC.com
© foto di Loris Cerquiglini/LR Press

Il direttore generale del Perugia Gianluca Comotto, sulla scia dell’ultimo comunicato emesso dalla Lega Pro, analizza ai microfoni di TuttoC.com la delicata situazione in Serie C, commentando anche l’avvio di stagione della sua squadra: “È vero che la situazione è critica per tutta l’Italia, però anche lo sport rischia di essere messo in ginocchio e visto che stiamo parlando di una vera e propria industria, è giusto che venga considerata tale, dato che ogni anno versa nelle casse dello Stato un miliardo. C’è tanta demagogia e una superficiale sottovalutazione del fenomeno calcio, sia a livello sportivo, che sociale, che come tale comporta tante cose. Il pensiero è sempre quello dei grandi calciatori di Serie A che guadagnano milioni di euro, quando poi nella Lega Pro ci sono famiglie che grazie a questo sport arrivano alla fine del mese, per non parlare di tutto l’indotto, quindi bisognerebbe sempre stare un po’ attenti quando si toccano questi argomenti”.

Cosa pensa, dal punto di vista sportivo, dell’ultimo DPCM emanato dal Governo?

“Parlando nello specifico della nostra categoria, credo che ci sono tantissime cose che vadano risolte, altrimenti il sistema rischia di implodere: spese come quelle che vengono fatte per la salute, con i tamponi che alla fine dell’anno arrivano a costare 150.000 euro e passa, non hanno alcun rientro, perché si sa che in Serie C le entrate sono in biglietteria, dove stiamo a zero e gli sponsor sono sempre meno. Questi numeri fanno capire come non ci siano ritorni economici e come gli imprenditori debbano tirar fuori i soldi di tasca loro alla fine dell’anno e con la crisi e la mancanza di utili diventa tutto più difficile”.

Alla luce del fatto che a differenza di marzo ora si continua a giocare nonostante le limitazioni del caso, ritiene che il sistema calcio e soprattutto la Serie C risentano maggiormente dei provvedimenti messi in atto adesso piuttosto che qualche mese fa?

“Assolutamente sì, infatti le strade da percorrere sono due: o il governo dà una mano a queste categorie in grande difficoltà, oppure si fa come successo in Inghilterra, dove le leghe superiori aiutano anche quelle inferiori, senza pensare che esista soltanto la Premier League. Serve un aiuto dall’alto, come è successo appunto in Premier: è chiaro che qui non è facile, perché c’è un dislivello netto tra le varie categorie, quindi bisogna fare un discorso nuovo e diverso, perché è una situazione inimmaginabile che rischia di far morire il sistema e se muoiono le categorie inferiori non ha più nemmeno senso che esista la Serie A”.

Cosa chiedete al governo per aiutare il movimento calcistico e la Lega Pro in particolare?

“Chiediamo interventi immediati, perché la categoria deve sostenere nel breve termine delle spese che non può permettersi, a meno che non siano i presidenti a mettere mano al portafoglio, ma bisogna vedere per quale motivo lo devono fare e soprattutto se sono nelle condizione di poterlo fare. Nel lungo termine, invece, credo sia necessaria la stagione delle riforme, perché in Serie C questo sistema non ha più senso di esistere”.

Passando invece al Perugia, da quella sua conferenza stampa post Mantova la squadra ha inanellato tre vittorie consecutive: si può dire che il suo intervento abbia fatto bene al gruppo?

“Quando uno fa quel tipo di interventi significa che ritiene sia il momento giusto per farli e io cerco di intervenire sempre in maniera positiva, magari andandoci anche un po’ pesante e ricevendo delle critiche per averlo fatto, però in quel momento sentivo la necessità di unire il gruppo, perché avevo la sensazione che lo spettro della maledetta retrocessione dell’anno scorso aleggiasse ancora sulla squadra. Il primo passo doveva essere quello di dimenticarla e di calarsi nei panni della categoria; mi sembra che i ragazzi l’abbiano fatto, grazie ad un’unione di intenti tra loro, l’allenatore e i dirigenti. Il difficile deve ancora arrivare, perché abbiamo due trasferte complicate e le trappole in Serie C sono sempre dietro l’angolo”.

Il campionato sta già delineando quelle che secondo lei saranno le vostre avversarie per la vittoria finale o pensa che possano subentrare delle outsider in corsa?

“Io penso che le qualità stiano uscendo fuori: vero che ci sono ancora molte squadre racchiuse in pochi punti, però penso che si stiano delineando i valori che ad inizio campionato erano ancora nascosti, magari per via di una preparazione iniziata in ritardo, però le potenzialità di quelle quattro-cinque compagini più forti mi sembra che si stiano vedendo e credo che saranno presenti durante l’anno. Bisognerà essere bravi ad avere continuità, a non mollare e a superare i momenti di difficoltà che ci saranno: vincere in tutte le categorie è difficile, lo dice uno che ne ha fatte diverse, farlo in Serie C è particolarmente complicato, perché il margine d’errore è veramente basso”.