INTERVISTA TC - Gaburro: "Il Renate non mi sorprende, flop Novara"

27.12.2020 17:00 di Raffaella Bon   Vedi letture
Marco Gaburro
TMW/TuttoC.com
Marco Gaburro

Marco Gaburro, ex allenatore del Lecco è intervenuto ai microfoni di TuttoC.com trattando i temi caldi della terza serie, tra analisi di sorprese e delusioni di questa prima parte di stagione, ma soprattutto spiegando quale potrebbe essere il suo futuro a breve termine: "Credo che rientrerò a breve. Ho sempre detto che se non arrivava la C avrei cercato qualcosa di stimolante in D e così farò. Al nord ormai ho fatto molte esperienze, vedremo se riuscirò a provare il fascino dei gironi più caldi. Credo sarebbe un'esperienza che mi farebbe crescere".

Quanto il calcio viene influenzato dalla pandemia da Covid-19?
"Impossibile dire che non lo influenzi: lo si vede dagli impegni mal distribuiti e quindi la difficoltà a programmare, con relativo aumento degli infortuni. Senza parlare dell'assenza di pubblico che sicuramente penalizza soprattutto chi giocherebbe in casa in una grande piazza".

Analizzando i tre gironi, quali le sorprese e le delusioni?
"Nel girone A per me non ci sono particolari sorprese, perché il Renate non mi sorprende. È una società seria, solida, che programma bene e cresce da anni. È davanti, ma ce lo si poteva aspettare. Il resto della classifica rispetta i valori, con un Alessandria che per me farà un grande girone di ritorno. Mezza delusione per ora può essere considerata la Juve 23, mentre il vero flop è del Novara.
Nel B Padova e Perugia erano le favorite e sono lì. Per il Suedtirol vale il discorso del Renate. Interessante la crescita di Modena e Cesena, che per me stanno stupendo. Un pelo in ritardo la Triestina, per il resto tutto secondo copione.
Nel C la Ternana è una sorpresa relativa, perché veniva da un flop nella passata stagione ma era forte. Certo era difficile non aspettarsi il Bari davanti, anche se c'è ancora tempo. Per il resto tutto prevedibile, anche se per ora va fatto un plauso al Foggia. Non mi aspettavo un avvio del genere della Cavese, questo si
".

Il Girone A è stato influenzato dal caso Livorno...
"Non restano ormai molte parole per commentare la situazione del Livorno. Resta solo da capire come finirà la vicenda. Di sicuro era importante salvare il girone di andata. Da lì a concludere la stagione, però, ce ne passa. Se dovesse saltare agevolerebbe oltremodo la corsa salvezza delle altre. Ormai non conta più fare bene tecnicamente, ma basta reggere economicamente rispetto ai peggiori... questo però non può far bene alla qualità dei campionati".
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Come sta andando il Lecco, suo ex club?
"Il Lecco per me è in linea con le aspettative. Dopo la salvezza sofferta della scorsa stagione hanno investito parecchio e quest'anno sono partiti meglio. A volte mi stupisco per il mal di pancia della piazza, non mi pare si possa pretendere il primo posto. Se andranno ai playoff, saranno in linea col potenziale".

Lei è cresciuto nel settore giovanile AlbinoLeffe: in C è sempre una realtà solida che si conferma.
"Dell'AlbinoLeffe ho un bel ricordo. È una realtà sana, soprattutto brava a far quadrare i conti e a lanciare i giovani. È una vera e propria azienda e il deus es machina è il suo presidente Andreoletti, che stimo molto. Dieci anni fa mi propose di fare il responsabile del loro settore giovanile, magari sarebbe cambiato il mio percorso, ma io mi divertivo troppo ad allenare, come accade tutt'oggi".