INTERVISTA TC - Giacchetta: "Giocare con Maradona coronamento di un sogno"

25.11.2020 21:30 di Raffaella Bon   Vedi letture
INTERVISTA TC - Giacchetta: "Giocare con Maradona coronamento di un sogno"
TMW/TuttoC.com
© foto di Federico De Luca

"Sono stato fortunato perché ho coronato il sogno di un ragazzino: giocare in Serie A accanto al giocatore più forte di sempre o comunque della sua epoca". Simone Giacchetta, attuale direttore sportivo dell'Albinoleffe, agli esordi della sua carriera da calciatore ha potuto dividere il campo a Napoli con Diego Armando Maradona, scomparso nelle scorse ore. 

"Parliamo di un giocatore che non è stato solo un campionato, è andato oltre. Il Giotto del calcio. Ho avuto questo privilegio, di giocare nel Napoli di Maradona nell'anno in cui vincemmo la Coppa UEFA. Ho un ricordo bellissimo, il ricordo di un ragazzo che nel suo essere diverso, altrimenti non sarebbe stato Diego Armando Maradona, era comunque semplice, alla mano. Con noi giovanissimi si comportava sempre bene e una parola che arrivava da lui era eccezionale. Nel 1988, quando sono arrivato al Napoli, non era come oggi, non c'era la televisione o internet. Sono passato dal vederlo negli spezzoni di 90° Minuto al giocarci insieme, passargli la palla e ricevere la palla da lui".

Si ricorda quando lo ha conosciuto?
"Lui non veniva mai nella prima fase di ritiro estivo, arrivava poi nella seconda in Trentino. Una mattina si sparse la voce, "arriva Diego". Ci riunirono tutti insieme e ci presentarono uno a uno a Maradona. Indossava una maglietta rossa, un bermuda a fiori e scarpe da tennis. Carletto Iuliano, l'allora addetto stampa anche lui purtroppo scomparso, quando venne il mio turno, disse a Maradona: 'Questo è un giovane, è arrivato quest'anno'. Lui mi strinse la mano, mi diede una pacca sulla spalla e disse che gli avevano parlato bene di me. Io ero già contento così, il mio sogno si era già realizzato. Questo è stato l'impatto con Maradona. E non finì lì, perché segnai all'esordio in campionato contro l'Atalanta, con quel gol vincemmo 1-0 al 92°, grazie a una giocata di Maradona. Ricevere i complimenti da lui per me che ero un ragazzino, fu magnifico. Di lui ho sempre un ricordo positivo, anche quando stavamo in ritiro, nonostante quello che si dicesse sui giornali. Con noi non è mai capitato niente di particolare, aveva un sorriso per tutti e si faceva capo di tante responsabilità. Era un ragazzo a modo suo semplice, diverso certo ma un ottimo ragazzo. Avrebbe potuto benissimo avere un atteggiamento diverso, era un capitano particolare ma era positivo, vincente, la sua sola presenza ti dava carica, energia. Poi avevamo il privilegio di vederlo in allenamento, con i piedi faceva delle cose impensabili alla velocità della luce". 

Una grande perdita per il calcio.
"Dispiace molto. Ai campioni andrebbe riservato un finale da campioni, con l'onore delle armi e il riconoscimento da parte di tutti. Perché Maradona appartiene un po' a tutti. Nelle nostre case ci è sempre stato, anche per chi non ha mai praticato sport. In Italia non è mai stato un giocatore qualsiasi. Sapevamo tanto di lui e credo dispiaccia un po' a tutti sia scomparso prematuramente. Forse negli ultimi anni stava già soffrendo, ma a me piace ricordarlo come un vincente, magari capriccioso agli occhi degli altri, ma con quelle giocate che hanno fatto venire voglia a tantissimi a giocare a calcio".

Lui ha fatto tanto anche per i ragazzi di Napoli.
"Veniva da una famiglia povera, umile, si è sempre interessato alle difficoltà degli altri. Non ha mai rifiutato una foto o un autografo. Doveva fare una vita particolare, era idolatrato all'inverosimile. Ho un ricordo bellissimo di una persona per bene, un calciatore eccezionale e un compagno di spogliatoio che veneravamo. Questi sono i ricordi di un ragazzino di diciannove anni, vederlo palleggiare con Careca e Alemao era favoloso. Sono stato fortunato ad aver vissuto questa esperienza e dispiace che se ne sia andato prematuramente".