INTERVISTA TC - Lecco, Fall: "Ritorno in C splendido risultato di squadra"

INTERVISTA TC - Lecco, Fall: "Ritorno in C splendido risultato di squadra"TMW/TuttoC.com
© foto di Giuseppe Scialla
giovedì 4 aprile 2019, 19:50Interviste TC
di Dario Lo Cascio

Il Lecco è la prima squadra ad aver matematicamente conquistato la promozione in Serie C. Un ritorno al professionismo per i lombardi, retrocessi in D nel 2012. In quella stagione vestiva la maglia bluceleste Ameth Fall. L'attaccante è tornato a Lecco nel dicembre scorso, giusto in tempo per vivere, nuovamente da protagonista con questi colori, il ritorno della squadra in Lega Pro. TuttoC.com ha intervistato in esclusiva il giocatore di Dakar: 

Iniziamo ovviamente dalla gioia personale e di squadra per questa splendida impresa.
"Assolutamente, un grandissimo traguardo. Una vittoria che personalmente aspettavo da anni. Da quando sono arrivato in Italia non ho mai potuto avere soddisfazioni del genere, anche avendo sempre dato il massimo nelle squadre dove sono stato. Desideravo una vittoria del genere a livello personale ma anche di squadra ed in una piazza del genere. Sono davvero molto felice".

Qual è stato il segreto di questo Lecco, che ha dominato un girone sulla carta decisamente competitivo.
"Questo gruppo è formato da giocatori davvero importanti, di categoria superiore, in molti hanno fatto la Serie C, davvero forti. Gruppo condotto da un allenatore davvero competente, mister Gaburro è stato bravo a mettere tutti gli ingredienti insieme, chi c'era prima e chi è arrivato quest'anno. Senza tralasciare ovviamente la serietà di una società che ha sempre mantenuto le sue promesse, il presidente Di Nunno non ci ha mai fatto mancare niente. Tutti gli strumenti hanno suonato insieme, è stata una bella orchestra". 

Il Lecco può ritornare ad essere una certezza in una Serie C che, soprattutto ultimamente, sta vivendo momenti complicati?
"Questo club ha sempre militato in Lega Pro, è una piazza importante e il professionismo è il minimo che merita. Le società le fanno i presidenti, che investono denaro. A Lecco c'è una persona che investe e ci mette passione, il presidente, come ho detto, anche parlando con chi c'era l'anno scorso, non ha mai fatto mancare nulla alla squadra. D'altra parte ci vuole anche programmazione, ci vuole un lavoro impegnativo, perché la Lega Pro è più difficile rispetto alla Serie D e necessita di costi maggiori. Credo però che il Lecco abbia tutte le carte in regola per consacrarsi come una bella piazza per la Serie C". 

C'è una volontà di cambiamento in Lega Pro, vedi la luce in fondo al tunnel?
"Io ho giocato tanti anni in C, ma purtroppo i ricordi belli sono pochi. Ad esempio a Barletta, nonostante avessimo fatto bene, la società poi è fallita, cosa che mi è accaduta anche con Ischia e Rimini. Bisognerebbe rivedere un po' tutto il sistema, le regole, la gente che lavora nel mondo del calcio. Se ci sono persone serie, che hanno voglia di lavorare, ne beneficiano tutti. Invece se si dà spazio a soggetti che guardano solo ai propri interessi personali, senza considerare quelli dei giocatori e dei tifosi, succede quello che succede. Un anno ti salvi e quello dopo non ci sei più. Bisogna però sempre credere che questa categoria può risollevarsi, e per farlo dobbiamo contribuire tutti". 

La precedente esperienza di Lecco si era chiusa con la retrocessione. Questa è un po' una rivincita tua.
"Sì, è una bella rivincita. Siamo retrocessi ai playout contro il Mantova, i tifosi se lo ricordano come ieri e infatti non vedono l'ora di incrociare i biancorossi alla poule scudetto. Questa chiaramente è una società diversa, sicuramente più solida, con un gruppo di giocatori bravi, che hanno fame. All'epoca forse qualcuno non aveva proprio motivazioni. Ma non voglio entrare nei dettagli, meglio parlare del presente e del futuro mio e della squadra".

A proposito del presente, il ricordo più bello del campionato e quando vi siete accorti che potevate vincere il campionato?
"Sicuramente il ricordo più bello è stato il ritorno allo stadio "Rigamonti-Ceppi" dopo sei anni e mezzo, ho fatto subito doppietta. E' stato davvero bello rimettere piede su quel campo. E subito dopo il gol con lo Stresa, una rete al novantesimo che ha portato alla squadra una bella vittoria. Invece ci siamo accorti che era fatta nel match con la Folgore Caratese. Loro erano carichi, noi avevamo margine ma non tantissimo, eppure siamo andati lì, su un campo molto difficile, contro una squadra allenata davvero bene da mister Longo, e abbiamo vinto. E' stata una gara determinate, perché avendo giocato contro una squadra così forte, battendola, abbiamo capito che non ci avrebbe fermato più nessuno". 

In Serie C chi ti ha impressionato di più e chi alla fine riuscirà ad approdare in B?
"Io seguo molto Catania e Catanzaro, perché lì giocano i miei amici Ramzi Aya e Mamadou Kanoute, oltre ovviamente alla Casertana e Mancino che seguo pure. Ma proprio il Catanzaro è forse la squadra che mi ha più impressionato, per il bel gioco che ha. Hanno avuto degli infortuni ultimamente, mister Auteri è un allenatore molto bravo che fa lavorare duramente, e gli stop fanno parte del gioco. In questo raggruppamento secondo me il Trapani, per esperienza e per il momento che sta vivendo, potrebbe spuntarla sulla Juve Stabia. I campani sono partiti molto forte, per vincere un campionato devi stare sempre sul pezzo, mentre in questo momento sono in calo. Nel B di recente ho visto il Pordenone che merita di vincere, è una squadra quadrata, che gioca semplice ma con grandissima efficacia. Infine per il Girone A ho visto il match della Virtus Entella a Novara e i liguri, per la rosa che hanno e per la bravura del loro allenatore, credo che la spunteranno". 

Quest'anno il Lecco e la promozione conquistata, nella prossima stagione dove vedremo Ameth Fall? 
"Qui a Lecco sono arrivato a dicembre, ho dato il mio contributo e con i compagni di squadra abbiamo ottenuto un grande risultato. Mi trovo benissimo in questa società e con questo gruppo. Nel calcio non sai mai cosa può succedere. Questa sicuramente è una piazza che conosco bene, dove ho fatto bene e dove vorrei proseguire. A me piace fare le cose per bene. Questa è una società seria, i giocatori sono fantastici e l'allenatore è bravo. I presupposti per fare ancora bene qui ci sono tutti. I matrimoni, come si suol dire, si fanno sempre in due. Da parte mia il sì c'è".