INTERVISTA TC - Lucarelli: "Catania, fatto il possibile. Ok Entella e Pordenone"
Conclusa a novembre l'esperienza con quello che da sempre è il "suo" Livorno, mister Cristiano Lucarelli osserva da spettatore il mondo del calcio, con un occhio anche sulla Serie C, e sulle formazioni che ben conosce.
Di tutto questo, proprio l'ex attaccante ha parlato ai microfoni di TuttoC.com.
Il Catania, mercoledì, ha lasciato il "Massimino" tra i fischi: cosa sta succedendo all'altalenante formazione etnea?
"E' difficile spiegarlo, si devono vivere le situazioni per potersi dare motivazioni esaustive. Quel che di certo c'è, e che Catania ama la squadra della città, e gli umori della piazza sono condizionati dai risultati: non si deve però mai fare l'errore di esaltarsi quando le cose vanno bene nè quello di deprimersi quando vanno male. Questo, però, fa parte della bellezza di Catania, una piazza sprecata per la Serie C. Ma il troppo amore, che alle volte può portare a delle pressioni, rischia di far venire il braccino nelle situazioni più ostiche".
Nel Girone C la vetta è quindi ormai appannaggio delle prime due, Juve Stabia e Trapani?
"Domenica, quando le due formazioni si affronteranno, il campionato potrà prendere pieghe o strade diverse a seconda dell'esito del match. Se la Juve Stabia vincesse, metterebbe sicuramente un tassello fondamentale verso la B".
Entella e Pordenone, le capoliste degli altri raggruppamenti, hanno invece più certezze?
"Entella per molti anni ha giocato campionati differenti dalla C, ma nonostante tutto, anche grazie alla società solida che ha, ha dimostrato di saper giocare anche in C, confermandosi sul campo, cosa mai facile. Con quello che hanno passato, hanno grande motivazione per stare ai vertici, e a ogni modo è una squadra forte allenata da un grande tecnico. Come il Pordenone, Tesser è stata la ciliegina sulla torta di un progetto messo in atto da una proprietà forte, che con il lavoro ha regalato anche consapevolezze ai giocatori. In entrambi i casi, si vede proprio la programmazione".
Per contro a questi virtuosismi, ci sono fallimenti e squadre a rischio: con le nuove norme si riuscirà a evitare quel che si è visto finora?
"I mezzi per fronteggiare le situazioni che ogni anno si ripetono ci sono. Gli zoppi è difficile che guariscano, si deve intervenire prima facendo a esempio versare il 100% del budget che si vuole spendere come garanzia o facendo depositare fidejussioni vere che vadano a coprire tutto il campionato. Altrimenti il problema va sempre a peggiorare. Sono anche convinto che, proprio per questo, si debba guardare alla Serie D diversamente, cambiando un po' i parametri dei ripescaggi, perché piazze come Avellino, Messina, Bari, Cesena, se corredate da club forti, darebbero lustro alla categoria, che necessita comunque anche di un ritorno al campionato di C2 o dell'introduzione del semiprofessionismo, concetti simili: sono d'accordo a ridurre il numero dei club in C, ma anche ad abbassare le tasse le tasse, non tenerle troppo sopra il 20-22%. Il divario con A e B è troppo ampio".
Tornando al campo, una nota personale: ha qualche rimpianto per l'esperienza a Catania?
"Alla luce del campionato che il Lecce sta facendo adesso in Serie B, confermo che anche lo scorso anno i salentini avevano qualcosa in più del mio Catania, anche se comunque noi siamo andati fuori per un rigore, una traversa: a ogni modo, siamo stati anche un po' sfortunati perché ci siamo trovati a dover duellare con una vera big. Chiaramente mi sarebbe piaciuto continuare, dando continuità al percorso intrapreso, anche perché, con la rosa attuale e un parco attaccanti che nessuno può permettersi, saremmo partiti come favorita: cosa successa, anche perché gli allenatori scelti, prima Sottil e poi Novellino, sono ottimi. Come club, il Catania ha fatto tutto il possibile, va sollevato da ogni responsabilità".
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