INTERVISTA TC - Perna: "Io vice al Legnago? Dopo 23 anni passo più logico"
Armando Perna ha detto addio al calcio giocato ma non al Legnago. Il capitano della prima stagione dei veneti in C ha infatti fatto il suo ingresso nello staff tecnico, affiancando mister Giovanni Colella nel ruolo di allenatore in seconda. Ai microfoni di TuttoC.com ha raccontato le sue emozioni: "Diciamo che devo ancora capire bene che effetto mi farà, lo capirò meglio quando metterò piede in campo. Però la cosa positiva è che continuerò a lavorare appunto sul campo e quindi questo mi aiuterà ad abituarmi nel cambiamento. Dopo 23 anni di calcio giocato, è un passo che a un certo punto della carriera toccava fare. L'ho ammorbidito diventando allenatore".
Come è nata questa idea di appendere gli scarpini al chiodo?
"Decidere di smettere di giocare è una idea nata dopo una riflessione di parecchi giorni. Ho pensato dentro di me: ho 40 anni, ho chiuso in bellezza lasciando un bel ricordo in campo, con una salvezza in una stagione particolare, con una squadra che per la prima volta faceva la Lega Pro. Non c'era niente di meglio. Poi ho deciso io e non hanno deciso gli altri per me. Quando si arriva ad una certa età spesso si viene spinti con frasi tipo 'è arrivato il momento di smettere', 'Perna non ce la fa più'... Ma non è stato il mio caso perché ho fatto un gran finale di campionato e anche una buona stagione: di questo sono felicissimo ed aiuta anche ad assimilare meglio la scelta da fare. A 40 anni bisogna iniziare a pensare al futuro: sarei potuto durare ancora 1-2 anni e non so nemmeno in che categoria e in che condizioni. E' vero che ero ancora integro fisicamente, ma era giusto anche guardare al dopo".
E il passo successivo? Come è nata invece l'idea di fare il viceallenatore?
"Già l'anno scorso il Legnago mi aveva proposto un biennale, con l'idea di sederci ad un tavolo per decidere se continuare o iniziare un nuovo percorso. Quando è arrivato quest'anno mister Colella, è nato subito un feeling importante. Abbiamo raggiunto l'obiettivo, poi ho conquistato la sua stima, avendo già quella della società. Si è quindi creata la possibilità di questo nuovo ruolo: era quello che cercavo per cominciare. E poi attenzione: non è detto che io ci sia portato, perché quando si gioca è una cosa, ma passando dall'altra parte cambia tutto. Ma ho sempre avuto grande stima e mi sono buttato".
Cosa si porta dietro dal calcio giocato?
"Gioie e dolori. Emozioni bellissime, anche se negative. Avrei tante cose da raccontare: dal debutto col Palermo, ai tanti anni di Modena, fino al debutto col Parma in A. Nessuno me li potrà mai cancellare. Sono un ragazzo, anzi un uomo, fortunato. Con tanti sacrifici, miei e dei miei genitori, ho fatto diventare la mia passione un lavoro. Ci rifletterò sempre quando dovrò fermarmi e ripartire".
Che campionato farete?
"Credo ci siano già le basi dalla scorsa stagione. Anche se bisogna sempre cercare di alzare l'asticella e migliorarsi. Quindi cercare di migliorare la posizione di classifica dell'anno scorso, dare continuità al lavoro cominciato con mister Colella. Sarà un campionato affascinante, anche se leggermente differente. Sarà sempre più equilibrato. Ci sarà umiltà, ma anche le basi già gettate".
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