Bacchetti: "Scafatese, piedi per terra. La classifica non conta: dobbiamo costruire qualcosa di importante"
Esperienza, leadership e duttilità. Dopo un triennio alla Casertana, Loris Bacchetti ha scelto la Scafatese per una nuova sfida della sua lunga carriera nei professionisti. Classe 1993, con oltre un decennio trascorso nel calcio professionistico, il difensore si sta ritagliando un ruolo importante all'interno di una squadra che, da neopromossa, si trova in zona playoff e può ambire a recitare il ruolo di mina vagante. Una presenza preziosa anche per la capacità di leggere le diverse situazioni tattiche, maturata attraverso una carriera vissuta sia nella difesa a quattro sia in quella a tre. Ai microfoni di TuttoC.com, Bacchetti racconta l'avvio di stagione, il cambio in panchina e le ambizioni di una Scafatese che vuole costruire qualcosa di importante senza perdere di vista la propria dimensione.
La Scafatese è partita con ambizioni importanti, ma forse era difficile immaginare una neopromossa già in zona playoff. Come state vivendo questo inizio?
"Bene. Da quando sono arrivato ho capito subito che la squadra e la società si portano dietro il grande entusiasmo della passata stagione. Al di là di questo, sappiamo che il campionato è lungo e complicato. Siamo una neopromossa, quindi la classifica adesso conta poco: è più importante fare punti, fare prestazioni e costruire qualcosa di importante per il futuro."
Quanto vi ha aiutato l'entusiasmo portato dai giocatori più esperti, considerando anche il ricambio fisiologico legato al cambio di categoria?
"Secondo me tanto. C'è stato un ricambio normale, fisiologico, anche con il cambio di categoria, ma comunque l'ambiente rimane lo stesso e si porta dietro l'entusiasmo delle vittorie della scorsa stagione. Questo fa sempre bene, perché durante la settimana si vive tutto il lavoro con uno spirito diverso e questo ti fa esprimere al meglio. Speriamo di riuscire a portarlo fino in fondo."
Arriva il Sorrento, una delle sorprese di questo avvio insieme al Potenza. Può essere un test per capire la reale forza della Scafatese?
"Noi dobbiamo approcciare tutte le partite alla stessa maniera, con il dovuto rispetto. Siamo una neopromossa e quindi qualsiasi avversario, sulla carta, parte davanti a te ai blocchi di partenza. Il Sorrento nelle prime partite ha raccolto il massimo dei punti a disposizione, quindi ha dato conferma di avere un organico di qualità, organizzazione in campo e situazioni già ben amalgamate. Sarà sicuramente un test importante per capire a che punto siamo e per dare continuità a quello che stiamo facendo. Dobbiamo pensare a fare punti contro chiunque: questo campionato ce lo dimostra ogni settimana. Si può vincere a Catania fuori casa, si può pareggiare con il Cosenza che sembrava in difficoltà economiche. È un campionato complicato."
La società ha dichiarato ambizioni importanti. Sentite la pressione, soprattutto dopo i risultati ottenuti contro squadre come Catania e Salernitana?
"Al momento è presto. Si potrà fare una stima, una sorta di idea di dove si può arrivare alla fine del girone d'andata, però adesso è presto perché la classifica ti illude facilmente. Si può essere tra le prime o tra le ultime, ma è sempre molto corta. Dopo due settimane si è di nuovo in ballo per qualche altro obiettivo diverso. È più importante costruire qualcosa di solido, dare continuità, non perdere fiducia, piuttosto che guardare la posizione attuale in classifica."
Con la Casertana hai vissuto tre stagioni importanti. Pensi che anche a Scafati si possa costruire un ciclo pluriennale?
"Ti ringrazio. Questo dipenderà da tante situazioni. Io mi limito a dare il mio massimo dove sono, con tutte le mie capacità e la mia esperienza. Poi le valutazioni non spettano solo a me. Vedremo. Io me lo auguro, ma questo lo potremo dire alla fine."
Il cambio di allenatore è stato repentino, ma i risultati sembrano aver dato ragione alla nuova guida tecnica. Cosa è cambiato nello spogliatoio?
"Su questo ti posso rispondere ovviamente. Io sono arrivato alla fine del mercato e l'allenatore precedente l'ho praticamente conosciuto pochissimo, quindi non so esattamente cosa sia cambiato. Sicuramente, da quando è arrivato il mister Facciolo, abbiamo lavorato su un'idea e su determinati principi che in questo momento ci stanno dando risultati. Più avremo tempo di lavorare insieme e più si potrà avere un risultato e un'identità di squadra. Rispetto a quanto si facesse con il precedente allenatore non me la sento di esprimermi, perché sarebbe scorretto e poco centrato come risposta."
Hai seguito anche il Cosenza e le sue difficoltà. Che squadra hai visto?
"Ho visto diverse partite del Cosenza, sia prima sia dopo. Al netto delle difficoltà, ti posso dire che una volta che uno staff e un allenatore sono coinvolti in una situazione cercano di esprimere tutto il loro potenziale, per qualsiasi obiettivo personale: andare via a gennaio, mettersi in evidenza in una situazione difficile, salvarsi nonostante tutte le difficoltà. Io non ho visto una squadra spenta o rassegnata, anzi, tutt'altro. La classifica è corta e in determinate situazioni magari basta anche una piccola scintilla per cambiare una stagione."
Sei uno degli elementi più esperti della Scafatese. Cosa senti di poter portare a questo gruppo da qui al termine della stagione?
"Come sempre ho cercato di fare, vorrei portare l'esempio positivo di un giocatore professionale, che dà l'esempio su tanti aspetti, non solo su quello calcistico. In campo invece proverò ad aiutare e a dare il mio contributo soprattutto per quello che posso avere come mio trascorso personale, avendo giocato sia a quattro sia a tre. Posso dare una mano soprattutto dal punto di vista tattico."
Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 7/2017 del 29/11/2017
Partita IVA 01488100510 - Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore Responsabile: Ivan Cardia
© 2026 tuttoc.com - Tutti i diritti riservati
