Banchieri: "Ascoli gioca il miglior calcio di C. Brescia solido come Corini. E il fattore campo non inciderà"
Simone Banchieri, tecnico con quasi 200 panchine in Serie C, tra le altre, alla guida di Novara, Vis Pesaro e Messina, ai microfoni di TuttoC.com, ha analizzato le ultime novità in Lega Pro, tra playoff, iscrizioni e mercato.
Manca l’atto finale: Ascoli-Union Brescia.
“Due squadre molto forti, entrambe con giocatori di categoria superiori. La vedo molto equilibrata, entrambe meriterebbero di salire per quanto fatto fin qui. L’Ascoli è probabilmente la squadra che gioca il miglior calcio di Serie C ma dall’altro lato c’è la grande solidità portata da mister Corini. E non credo potrà incidere troppo il fattore campo. Già la sfida d’andata è stata giocata ad alti livelli. La bellezza della partita è stata determinata sia dalla bravura dei ventidue in campo sia dalla bellezza dei tifosi sugli spalti. Sembrava una gara di categoria superiore”.
La sparizione di club, ormai, è diventata un’abitudine. Quasi non fa più notizia…
“E questo non va bene. Sarebbe opportuno certi club non arrivassero all’iscrizione, per evitare cancellazioni, penalità e altre problematiche che rischiano di falsare i campionati. Ovviamente è un dispiacere vedere piazze di un certo livello in difficoltà, penso alla Ternana ma a tante altre prima".
Mister, cosa si aspetta dalla prossima stagione?
“Una buona opportunità in una società che abbia regole, idee di calcio e, insomma, le condizioni giuste per allenare. L’auspicio è quello di poter iniziare la stagione dalla prima gara, come accadde a Novara, quando poi vivemmo una grandissima annata.
Intanto mi godo i playoff di Serie C ma anche quelli di Serie B, ho potuto seguire con attenzione i miei ex: Bellich della Juve Stabia e Cassandro al Catanzaro”.
A livello tattico, chi prende Banchieri cosa deve aspettarsi?
“Ho potuto formare molti giocatori nelle giovanili a Novara, arrivati anche in A e B, guidando in seguito la prima squadra fino alla semifinale playoff per la B, anche grazie al 4-2-3-1 e al 4-3-2-1. Anche a Messina, sul campo, giocammo così e arrivarono grandi risultati. Questa è la filosofia che prediligo, perché così puoi giocare con tre o quattro attaccanti contemporaneamente. Circostanza che rende il calcio più bello, ovviamente mantenendo un certo equilibrio. Amo gli esterni che saltano l’uomo, con i terzini bravi ad attaccare. Mi piacerebbe avere ragazzi con quelle caratteristiche per poterne schierare sempre quattro in attacco, senza speculare troppo. Imporre il proprio gioco e non subirlo. Serve anche a far crescere i giocatori. E se crescono quest’ultimi, arrivano i risultati”.
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