Campobasso, durissima replica a Vetrini: "Delegittimazione personale e insinuazioni diffamatorie"
Il Campobasso risponde a Filippo Vetrini. Dopo le dichiarazioni rilasciate dal direttore generale del Grosseto al termine del 2-2 dello Zecchini, con particolare riferimento al comportamento della panchina rossoblù, all'episodio dell'espulsione di Andrea Spurio e alle sei giornate di squalifica inflitte in precedenza a Devis Mangia, il club molisano ha affidato a un comunicato ufficiale la propria replica.
Una presa di posizione molto dura, nella quale il Campobasso contesta le ricostruzioni di Vetrini e interviene anche sulle parole rivolte al direttore sportivo Giuseppe Figliomeni e sul precedente rapporto con Paolo Indiani ai tempi del Crotone.
Di seguito, il comunicato integrale del Campobasso.
"Il Campobasso FC, preso atto delle dichiarazioni farneticanti rilasciate dal direttore generale dell’US Grosseto 1912, Filippo Vetrini, al termine della gara Grosseto-Campobasso, rompe il silenzio. Non lo fa per alimentare una polemica da cortile, ma perché esiste un limite invalicabile che separa la legittima dialettica sportiva dalla delegittimazione personale, dall’insinuazione diffamatoria e dal dilettantismo comunicativo. Il silenzio, di fronte a tanta bassezza, non è più un’opzione.
In merito alle sue affermazioni, il Club ristabilisce la realtà dei fatti con fermezza millimetrica: a proposito dell’intervento di Andrea Spurio, Vetrini si improvvisa giudice e censore parlando di «fallo killer» e invocando squalifiche esemplari prima ancora che gli organi competenti si siano pronunciati. Una sceneggiata che diventa intollerabile ipocrisia quando lo stesso Vetrini commenta con cinismo la precedente squalifica di mister Devis Mangia, ironizzando sulle sei giornate ricevute. Vetrini non sa – o finge di non sapere – che quella reazione nacque in un momento drammatico, con il calciatore Cristian Celesia a terra privo di sensi dopo un colpo alla testa. Strumentalizzare quel delicatissimo episodio per colpire un uomo e un professionista è un esercizio moralmente deplorevole. L’incolumità fisica per noi è un valore sacro. E lo è nei confronti di chiunque.
Accostare pubblicamente il nome di Devis Mangia a presunti danni materiali, invocando ispettori e Procura Federale, è altro fatto miserevole. Al Campobasso FC non è stata rivolta alcuna contestazione, richiesta di verifica o segnalazione nell’immediatezza dei fatti. Lanciare simili accuse a mezzo stampa senza un formale accertamento è la prova di una totale mancanza di stile e senso delle istituzioni.
Se esiste un danno, lo si dimostra nelle sedi opportune; il resto è solo fango gettato per screditare l’immagine di un professionista, di un Club, di un territorio.
Definire il dialogo regolamentare tra la nostra panchina e il direttore di gara come un «mercato del giovedì» non è una battuta: è un’insinuazione gravissima. Nel disperato tentativo di colpire il Campobasso, Vetrini finisce per offendere l’imparzialità e l’onorabilità della classe arbitrale, proiettando ombre complottiste su dinamiche di campo che evidentemente non è in grado di comprendere. Trasformare ciò che non si è potuto ascoltare in un’accusa di collusione è un atto di una gravità inaudita.
Grave, infine, è quanto dichiarato nei confronti del direttore sportivo del Campobasso FC, Giuseppe Figliomeni.
Vetrini ha ritenuto opportuno affermare che Figliomeni, durante la propria esperienza da calciatore, sarebbe stato allontanato da Paolo Indiani perché «non era un calciatore all’altezza», aggiungendo che oggi dovrebbe «migliorare anche come direttore».
Riguardo al passato di Giuseppe Figliomeni al Crotone, la ricostruzione di Filippo Vetrini è totalmente smentita dai fatti: il difensore non fu mai allontanato, ma concluse regolarmente la stagione 2007/2008 con Paolo Indiani. L’anno successivo (2008/2009), sotto la guida di mister Francesco Moriero, fu invece un protagonista assoluto della promozione in Serie B del Crotone.
L’intenzione di Figliomeni era unicamente quella di ricordare un aneddoto sul piano umano ed etico, legato a un episodio che all’epoca ferì la sensibilità di un giovane calciatore di soli 19 anni. Le insinuazioni su dinamiche palesemente non conosciute risultano quindi del tutto fuori luogo.
Alla luce dei fatti, le dichiarazioni gratuite di Vetrini si dimostrano offensive e incompatibili con il rispetto dovuto alla persona. Giuseppe Figliomeni non necessita di patenti o giudizi sulla propria capacità professionale come Direttore Sportivo del Campobasso rilasciati dal direttore generale dell’U.S. Grosseto 1912.
Questa non è dialettica sportiva. Il Campobasso FC ha una storia fatta di valori, rispetto, inclusione, ospitalità e sport. Tanto sport. Valori sani che, ne siamo certi, appartengono profondamente anche alla città e alla tifoseria di Grosseto, da sempre custodi di una grande tradizione civile e sportiva".
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