Casertana, Stellone non ci sta: "Classifica? Non guardo indietro, alla lunga saremo davanti"

Casertana, Stellone non ci sta: "Classifica? Non guardo indietro, alla lunga saremo davanti"TMW/TuttoC.com
Roberto Stellone
© foto di Paolo Baratto/Grigionline.com
Oggi alle 21:00Primo piano
di Valeria Debbia
Il tecnico alla vigilia della sfida col Casarano blinda il gruppo e difende De Lucia: "Nessun esperimento sulle rotazioni, sto cercando la quadratura".

Una Casertana senza vittorie da tre turni - nel frangente ha conquistato solo due pareggi e andando ko sul campo del Giugliano - sarà impegnata domani contro il Casarano, scivolando ai margini della zona playoff. Alla vigilia è quindi intervenuto in conferenza stampa mister Roberto Stellone.

Mister, si torna al Pinto in un momento delicato. La Casertana non vince da tre partite e alle spalle la zona playout si è avvicinata. Quanto pesa la necessità di tornare subito al successo?

«La classifica, sinceramente, non la guardo. Con la squadra che abbiamo e per come stiamo lavorando, il pensiero di doverci guardare alle spalle non mi sfiora minimamente. Non è presunzione, ma conoscenza del campionato e dei giocatori a disposizione. È vero che nelle ultime tre partite abbiamo raccolto meno di quanto meritassimo, ma bisogna analizzare le prestazioni. Con il Monopoli abbiamo disputato una grande gara, creando tanto e ottenendo una vittoria meritata. Con il Sorrento abbiamo reagito bene allo svantaggio. A Picerno abbiamo interpretato la partita nel modo giusto su un campo difficile e, con un pizzico di fortuna in più, avremmo anche potuto vincerla. Il pareggio, comunque, è stato un risultato corretto. Con il Bari, invece, meritavamo qualcosa in più. L'unica vera prestazione sottotono è stata quella con il Giugliano».

Che cosa non ha funzionato nella gara contro il Giugliano?

«Non parlerei di presunzione, ma di un calo di concentrazione. Dopo essere andati sotto avevamo tutto il tempo per recuperare la partita, ma siamo stati poco ordinati sotto il profilo tattico. I dati ci dicono che abbiamo corso anche più che contro il Bari, però abbiamo corso male, spesso in ritardo, costringendoci a rincorrere le ripartenze avversarie. Quando non hai equilibrio, coperture preventive e una struttura corretta, sei costretto a fare cinquanta o cento metri all'indietro a ogni perdita di palla. Da questo punto di vista è stato un passo indietro. Sull'impegno, invece, non ho nulla da rimproverare ai ragazzi».

Che partita si aspetta contro il Casarano?

«Mi aspetto una gara per certi aspetti simile a quella con il Giugliano. Hanno cambiato allenatore e Luciano (Zauri, ndr) è un tecnico bravo che sta già ottenendo risultati importanti. Hanno modificato sistema di gioco e strategie. È una squadra che aspetta, concede il possesso e difende con un blocco basso. Dovremo essere intelligenti nel non concedere ripartenze e nel mantenere equilibrio mentre attacchiamo. Vogliamo vincere e creare occasioni, ma senza perdere compattezza. Sarà fondamentale la concentrazione immediatamente dopo la perdita del pallone e la capacità di riconquistarlo velocemente».

In settimana si è discusso molto delle sue scelte di formazione. Continuerà a ruotare gli uomini oppure stanno emergendo delle gerarchie ben definite?

«In alcuni ruoli le gerarchie sono abbastanza chiare. Sugli esterni Vezzoni e Oukhadda rappresentano oggi le prime scelte, mentre davanti Manconi e Castelli sono due attaccanti sui quali faccio grande affidamento. Per il resto non sto facendo esperimenti. Ho sei difensori affidabili e diversi centrocampisti che mi danno ottime garanzie. Li alterno perché credo nelle loro qualità. Più che trovare undici titolari fissi, sto cercando di individuare il giocatore che sappia fare da raccordo tra centrocampo e attacco. In quella posizione abbiamo diverse opzioni e voglio capire quale possa offrire maggiori garanzie».

Quindi la ricerca della quadratura definitiva continua?

«Assolutamente sì. Le mie scelte dipendono da ciò che vedo ogni giorno in allenamento e dalle caratteristiche dell'avversario. Io e il mio staff analizziamo tutto nei minimi dettagli. È normale che quando si vince le scelte vengano considerate corrette e quando si perde vengano criticate. Fa parte del calcio. Però io continuo a lavorare seguendo le mie convinzioni e ciò che vedo quotidianamente sul campo».

Nonostante la sconfitta di Giugliano, resta convinto che questa squadra possa lottare nelle posizioni alte della classifica?

«Sì, ne sono convinto. Oggi non mi interessa fare calcoli. Stiamo costruendo qualcosa. Quando arrivi in una squadra devi conoscerla sotto tutti gli aspetti: fisici, tecnici, mentali e caratteriali. È un processo che richiede tempo. Quello che conta è il miglioramento quotidiano. Ho detto fin dal primo giorno che questa è una rosa composta da ottimi giocatori che devono diventare una squadra forte. Se continuiamo a lavorare così, lo diventeremo».

Quindi l'obiettivo resta ambizioso?

«Senza dubbio. Può sembrare che io sia troppo ottimista, ma conosco il campionato e conosco i miei giocatori. La Casertana, alla lunga, sarà davanti. Ci mancano ancora alcuni passaggi per diventare la squadra che vogliamo essere, ma sono molto fiducioso. Con il lavoro e con qualche intervento mirato a gennaio nei ruoli in cui siamo numericamente più scoperti, possiamo crescere ancora tanto».

In questi giorni si è parlato molto di De Lucia dopo il gol subito a Giugliano. Come risponde alle critiche?

«Innanzitutto bisogna analizzare tutta l'azione. A mio avviso l'errore principale è stato permettere all'avversario di arrivare al tiro. Poi gli errori fanno parte del calcio. Un portiere può sbagliare come un attaccante o un centrocampista. Victor è un portiere forte, che conosco dai tempi di Frosinone, e non lo cambierei con nessun altro della Serie C. È un ragazzo serio, attaccato alla maglia e molto coinvolto nel progetto. Ho piena fiducia in lui».

Alcuni sostengono che i continui cambi in difesa possano incidere sul rendimento del portiere. È d'accordo?

«No. I numeri raccontano altro. Da quando sono arrivato siamo tra le squadre che concedono meno occasioni e meno tiri in porta agli avversari. Cambiare interpreti non significa perdere solidità. Anzi, tutti i difensori stanno rispondendo bene quando vengono chiamati in causa».

Lei cita spesso i dati. Quali sono quelli che la rendono più fiduciosa?

«Siamo tra le migliori squadre per recupero del pallone nella metà campo avversaria, tra quelle che tirano di più e che arrivano più spesso nell'ultimo terzo di campo. Stiamo pressando bene e costruendo molto. Dobbiamo migliorare nella precisione dei passaggi, nei duelli e nelle scelte negli ultimi metri, ma la base di lavoro è molto positiva. La crescita passa anche da questi aspetti».

I giorni successivi alla sconfitta di Giugliano sono serviti per correggere i problemi di concentrazione emersi in quella partita?

«Sì. Abbiamo lavorato molto attraverso video e allenamenti specifici. Gli errori non spariscono da un giorno all'altro, ma possono essere ridotti. L'obiettivo è passare da sei o sette errori importanti a partita a tre o quattro. Nel calcio gli errori ci saranno sempre, però alla lunga premiano le squadre che ne commettono meno».

Come spiega la differenza di rendimento tra le gare in casa e quelle in trasferta?

«Nelle trasferte abbiamo trovato campi molto difficili e avversari che tendevano ad aspettarci bassi. Al Pinto, invece, il terreno di gioco permette di sviluppare meglio il nostro calcio. Inoltre Monopoli e Bari sono squadre che lasciano più spazi rispetto a Sorrento o Giugliano. Ogni partita va interpretata in modo diverso. Contro il Casarano mi aspetto una gara nella quale avremo molto possesso palla e dovremo essere bravi a non concedere ripartenze».

Quali sono le ultime novità dall'infermeria?

«L'unico da valutare è Belli, che ha accusato un piccolo affaticamento muscolare. Decideremo con lo staff medico se sarà opportuno aggregarlo al gruppo o concedergli un turno di riposo. Per il resto stanno tutti bene».