Dg Grosseto: "Fabri un uovo di Pasqua da scartare. Indiani proposto rinnovo al 2029"
Filippo Vetrini, direttore generale del Grosseto, analizza in conferenza stampa il successo interno per 2-0 contro la Torres.
Direttore, in settimana abbiamo sottolineato la soddisfazione per la squadra più giovane d’Italia. I biancorossi continuano a dare spettacolo e mettono in fila un’altra grande prestazione.
«Eh sì, non credo che ci siano parole sufficienti per descrivere quello che stanno facendo i ragazzi, quindi c’è soltanto da sperare di continuare il più possibile questo sogno perché credo che anche lo Zecchini stia recependo l’importanza del momento. Sinceramente, nei nostri tre anni e mezzo, io un calore così da parte della curva e della tribuna non l’avevo mai visto. Ma non credo che sia la categoria: credo che sia proprio il modo di giocare di questi ragazzi che invitano ad essere trascinati e appoggiati.
È naturale che arriveranno dei momenti difficili e bisognerà vedere la reazione della squadra. Però io sinceramente non me ne preoccuperei ora: penso che sarebbe importante cercare di far durare il più a lungo possibile questo momento. Poi, quando verranno le difficoltà, ci porremo il problema».
Mercato finito. Qualcuno, non conoscendo calciatori così giovani, aveva espresso dubbi. Oggi molti dei colpi si stanno rivelando estremamente positivi. C’è qualche sassolino da togliersi?
«Ormai sono diventato buono, non me lo fanno neanche dire… scherzo. Il tifoso è giusto che applauda quando si fanno prestazioni come quella di oggi ed è giusto che sostenga la squadra nei momenti meno felici. Le dinamiche di mercato è giusto che vengano lasciate a me e al mister.
Non abbiamo mai guardato la carta d’identità. È naturale che, per il modo di giocare di Indiani, serva una determinata categoria di calciatori: gli esperti, magari troppo abituati alla categoria, anche a livello di allenamenti, fanno più fatica ad assimilare ciò che il mister richiede. Il giovane, essendo più pronto a ricevere questo tipo di informazioni, è più facile da inserire.
È naturale che, se poi il materiale non c’è, è una questione di ricettività. Crediamo di aver assemblato un organico - speriamo - all’altezza della categoria. I dubbi li avevamo, perché l’ottanta per cento di questa squadra non aveva presenze in Serie C. Ci auguriamo che questo percorso possa continuare, perché magari i ragazzi, con l’abitudine alla categoria, possano continuare a fare questo tipo di prestazioni».
Quanto c’è di Indiani in questo Grosseto? E dove può arrivare Fabri, che sta sorprendendo tutti?
«Dove può arrivare? Allora, è un ragazzo intelligente, calcisticamente parlando, e anche fuori dal campo. Secondo me ancora non sa quali siano le sue potenzialità, perché ci sorprende giorno per giorno. Anche quando siamo andati a prenderlo a titolo definitivo dall’Empoli, nonostante la mia insistenza nei confronti del ragazzo e della persona che lo assiste, che si è fidato di me perché ci conosciamo da tanti anni, non lo so… è come un uovo di Pasqua da scartare. In questa prima fase di campionato sta sorprendendo anche me per quello che fa in campo: non credevo che fosse a questo livello di fronte a questo tipo di squadre, di questo girone, di questa categoria. Quelli che sono i suoi limiti credo che ce li possa dire soltanto lui.
Per quanto riguarda Indiani, giustamente se mi chiedi quanto c’è di Indiani… Indiani per me non è una sorpresa: è una sorpresa che non abbia mai allenato in Serie B o in Serie A. Ce lo teniamo stretto: l’altro giorno ho proposto di rinnovare almeno fino al 2029. Per me non è una sorpresa.
È ovvio che bisogna dargli un gruppo giovane, predisposto al sacrificio e all’ascolto: allora quello che dà Indiani, i suoi colleghi – con tutto il rispetto – credo che alle loro squadre non riescano a darlo. Per questo ce lo teniamo stretto, l’abbiamo voluto tenere con tutte le forze».
Cosa le è piaciuto in particolare della partita di oggi?
«A me è piaciuto tutto. La Torres non ha una quota nell’undici titolare, mi sembra due o tre fra le riserve. Il Grosseto oggi mi è sembrato superiore in tutto e per tutto.
Credo che questi ragazzi e lo staff tecnico meritino un grande applauso. Speriamo che questo tipo di prestazioni riescano a superare anche qualche incomprensione fuori dal campo - e tanto sapete che mi riferisco all’amministrazione comunale. Mi auguro che negli ultimi giorni, perlomeno, ho visto qualche cambiamento anche in questo senso, perché credo che il Grosseto se lo meriti: sia per quanto riguarda quelli che scendono in campo, sia per quelli che lavorano dietro le quinte e che cercano di far sì che questa partecipazione, aver riportato il Grosseto fra le prime 100 squadre d’Italia, sia un tesoro che tutti debbono conservare».
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