Giammarioli: "Complimenti all'Ascoli, ha mantenuto atteggiamento giusto"
Ospite di Daniel Uccellieri nell'appuntamento mattutino di 'A Tutta C', il Direttore Stefano Giammarioli ha risposto ad alcune domande in vista del turno dei Playoff di questa sera.
Ovviamente i riflettori sono più puntati sulla gara del Rigamonti fra Union Brescia e Salernitana, visto il risultato dell'andata, visto che è tutto molto più aperto, perché dall'altra parte L'Ascoli con quel 4-0 nella gara di andata diciamo che ha messo una serie a ipoteca sul passaggio in finale.
"Sì, intanto comincerai con L'Ascoli, veramente fare complimenti perché non è facile trasportare il lavoro e la mentalità e l'atteggiamento in partite di campionato e ha continuato a giocare nello stesso modo: complimenti al mister e alla società, i ragazzi veramente hanno dato una dimostrazione di grande cultura nel calcio. Mentre per quanto riguarda la partita tra Salernitana e Brescia, ripeto, è una partita aperta perché troviamo due squadre con dei potenziali enormi sotto l'aspetto dei singoli. Si sarà meno tattica della partita precedente, ma ancora credo che sia tutto aperto anche con un leggero vantaggio del Brescia, però è ancora una partita da vederla con molta attenzione".
Direttore, parlo del Catania, che la sconfitta è stata pesante quella della gara d'andata. Ovviamente c'è ancora il ritorno questa sera, ma come dicevamo servirà veramente un'impresa sportiva per ribaltare il risultato dell'andata. Se dovesse andare come stiamo presumendo, ovvero con l'Ascoli che arriverà in finale, questa eliminazione del Catania potrebbe rappresentare il fallimento di una stagione?
"Il Catania di tutte le squadre di Serie C è quella che per struttura societaria, per numero di tifosi, per storia, per investimenti fatti è quella che credo sia la squadra che deluderebbe di più. Proprio perché gli investimenti sono tantissimi, le aspettative enormi, la piazza con 20.000 persone di partita, da far invidia a piazze di Serie A. Secondo me ridimensionerebbe molto anche quelli che sono gli obiettivi della società, perché gli investimenti fatti sono enormi".
Ne parlavamo poco fa in diretta con i colleghi di TuttoC, sempre sul Catania, parlavamo proprio del progetto del Catania, perché sulla carta all'inizio Catania era messa senza dubbio fra le favorite per la promozione diretta, senza neanche passare dai play-off, proprio perché come l'Arezzo era un percorso che si costruiva nel tempo, con la continuità in panchina, con il mister Toscano, con gli investimenti fatti. A suo avviso quel l'esonero arrivato nel finale di stagione, con quella parentesi di quattro settimane di viale, quanto può aver influito sull'andamento, poi ai play-off anche del Catania?
"Ci ha insegnato l'Arezzo che anche Bucchi ha avuto un momento di difficoltà, ma il Presidente anche in maniera abbastanza determinata ha dato a Bucchi certezze, rendendolo intoccabile. Quelle decisioni sono sempre il termometro di una società che ancora non è totalmente pronta a gestire situazioni del genere, perché credo che Toscano per la sua storia, per le sue capacità, per il suo carisma, non c'entrava niente in quel momento l'esonero. Credo che si stia pagando anche perché gli esoneri portano sempre a delle inclinature interne. Uno può parlare, può raccontare le barzelette che vuole, ma alla fine gli esoneri, i ritorni, creano sempre dei disordini e a volte sono anche determinanti, sono un filo sottile per essere forti e vincere. Per cui l'Arezzo ha la testimonianza di una grandissima motorità societaria, crede di finire in fondo in quello che si fa e poi i risultati pagano sempre. E' sempre un fatto, uso sempre, anche con i direttori sportivi più giovani, quando parliamo, una parola che è determinante, che è la gestione. E lì fa sempre la differenza per chi soprattutto vuole vincere".
Cambio discorso perché ci sono stati anche i play-out in Serie B e alla fine si è salvato il SudTirol e è stato retrocesso il Bari. Non penso che se glielo avessi chiesto all'inizio stagione non avrebbe pensato mai al Bari retrocesso in Serie C.
"No, nessuno avrebbe messo il Bari nel possibile elenco delle retrocesse. Ma anche lì si parla sempre di due poli opposti, nel senso Suttirol è una piccola realtà gestita in maniera parsimoniosa, con attenzione, con equilibrio. Dall'altra parte parliamo di una grande piazza dove gestire diventa difficile tutto: pressioni, tifosi, giornalisti. Credo che la differenza l'abbia fatta l'esperienza di un allenatore, anche se Longo ha fatto un discreto lavoro. E la gestione dell'ambiente, della serenità, un ambiente che ha lasciato lavorare tranquilli i ragazzi del Suttirol, un allenatore carismatico. La testimonianza, i valori dei giocatori, molte volte, soprattutto nelle parti finali, sono meno importanti se davanti non c'è una gestione sia societaria che tecnica fatta con serenità e con le giuste maniere".
Quale sarà la finale dei play-off di Serie C?
"La partita dell'Ascoli dura mezz'ora, se in mezz'ora non succede niente l'Ascoli è in finale. Mentre dall'altra parte è una partita molto equilibrata, anche se ho grandissima stima di Cosmi, credo che sia un po' più avvantaggiato dopo il risultato dell'altra volta. C'è sempre la presenza dei segnali, quando uno in Brescia riesce a fare un gol del genere in una partita così importante... sarà sempre il gesto del giocatore che determinerà tutto. Quel gol del Brescia è la testimonianza che c'è qualcosa in più".
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