Il doppio ex Menichini: "Finale d'andata sarà determinante per Brescia e Ascoli"
"Playoff migliori non potevano esserci, sono tutte grandi squadre con un passato in Serie A: peccato ne salga solo una": così, in esclusiva ai microfoni di TuttoMercatoWeb.com, il tecnico Leonardo Menichini, che ha commentato le semifinali playoff di Serie C giocate di ieri, che lo vedono indiretto protagonista. È stato infatti vice allenatore al Brescia di Mazzone, ha allenato la Salernitana e ha giocato all'Ascoli: tre delle quattro semifinaliste.
Con la Salernitana grande delusa, la finale sarà infatti Union Brescia-Ascoli.
"A Salerno si vive di calcio, ora ci sarà da ricompattare una piazza dopo l'amarezza data dalla serata di ieri, ma vincere la C non è mai semplice: io con i granata l'ho vinta nella stagione 2014-2015, ma non fu facile, devono mettersi insieme tante componenti, e nemmeno i grandi nomi danno certezza sull'esito. E tante compagini che non hanno centrato il salto di categoria lo dimostrano, non solo i campani. Che per altro, ieri, hanno affrontato una grande squadra".
Si è visto, forse per la prima volta, un Brescia in stato di grazia. Anche se il Girone A non ha avuto partita con il Vicenza...
"C'è stata anche l'esplosione di Crespi che si aggiunge al tutto, ma forse è vero che la vera essenza del Brescia si è vista ieri. Ha recuperato diversi elementi di una rosa molto importante, che ha i presupposti per fare bene: alla luce di questo, vanno anche ingigantiti i meriti di un Vicenza comunque stratosferico. Credo che i lombardi abbiano tutte le possibilità per centrare la B, ma l'Ascoli è una squadra forte anche se ieri qualcosa ha sofferto, a dimostrazione che nel calcio nulla è scontato. Ribadisco comunque che tutte le quattro semifinaliste avrebbero meritato il salto".
A proposito dell'Ascoli, Oviszach è stato provvidenziale. Quanto pesa la gara di ieri, sofferta al Massimino?
"Il go di Oviszach ha spento la gara per il Catania, la rimonta diventata difficilissima. Ripeto che l'Ascoli è una squadra forte, anche nella panchina che cambia spesso l'esito dei confronti, è messa bene in tutti i reparti. Non si possono far pronostici su questa finale, si stanno vedendo da tempo squadre forti, evolute e mature".
Il ritorno al Del Duca potrebbe avvantaggiare forse i marchigiani?
"Credo non ci si debba focalizzare sul discorso casa o trasferta, alle volte fuori casa si gioca con meno pressioni e, per quanto il pubblico sia importante, avere la testa più leggera può aiutare. La gara di andata, comunque, sarà determinante per orientare il ritorno, e gli episodi saranno sicuramente determinanti".
Nota al Catania: quando pesa questa B mancata dopo anni di ingenti spese?
"Il Catania adesso si deve rimboccare le maniche, e allestire una rosa per vincere la C: occorre puntare più su calciatori di categoria, no su coloro che scendono dalla B. Molto spesso, e il discorso è generale, si pensa di fare una squadra per vincere la C e fare bene in B, ma sono due categorie troppo differenti per poter fare sì che questo ragionamento funzioni. Un obiettivo alla volta: prima di vince la C, al resto si pensa dopo. Del resto, credo che anche Ascoli e Union Brescia, in caso di promozione, cambieranno qualcosa. Prima va raggiunto il risultato, poi viene quello che c'è dopo".
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