Lecco, Valente: "Sidler ci darà tanto. Mercato? Serve ancora qualcosa. Obiettivo primi 5 posti"

Lecco, Valente: "Sidler ci darà tanto. Mercato? Serve ancora qualcosa. Obiettivo primi 5 posti"TMW/TuttoC.com
Federico Valente
Ieri alle 23:45Girone A
di Valeria Debbia
Il tecnico bluceleste presenta la sfida con l’Arzignano tra rispetto per l’avversario, nuovi innesti e ultimi movimenti di mercato.

Alla vigilia dell'esordio in campionato, che vedrà il suo Lecco impegnato contro l'Arzignano Valchiampo, è intervenuto in conferenza stampa mister Federico Valente.

Mister, comincia il campionato contro una squadra che l’anno scorso fu tra le più difficili da decifrare. Che Arzignano si aspetta?

«Hanno fatto un bel percorso, si sono qualificati ai playoff. Anche loro hanno avuto un periodo complicato in classifica, ma poi con un mister in gamba, che ha idee chiare sia con la palla sia in fase difensiva, sono risaliti. Abbiamo visto solo la partita di Coppa contro l’AlbinoLeffe, dove hanno meritato il passaggio del turno. È una squadra ben strutturata, con gamba sulle fasce e giocatori pericolosi davanti. Noi stiamo cercando le soluzioni adatte per affrontarli sabato al Rigamonti‑Ceppi».

È arrivato un difensore che conosci molto bene: Sidler. Che giocatore è e quanto gli servirà per essere pronto?

«Silvan l’ho conosciuto alla mia prima esperienza da allenatore nel settore professionistico: giocava già con i più grandi perché era tecnicamente e tatticamente avanti. A Lucerna ha fatto il percorso giovanile, poi è arrivato in prima squadra e ha collezionato tante presenze in Serie A svizzera. È un terzino che può giocare a destra e a sinistra senza far notare il piede forte, anche se sulla carta è il destro. È umile: quando è sceso in campo per il primo allenamento era nervoso, e un ragazzo con 200 presenze che si emoziona così dimostra quanto tenga a migliorare. Ha giocato anche in seconda Bundesliga, poi è tornato in Svizzera e negli ultimi tre anni ha fatto la Serie A, anche da braccetto. Può darci una mano sia a destra sia a sinistra, può fare il quinto, capisce il gioco. Sarà molto importante. Gli serviranno ancora un paio di giorni: è stato fermo e bisogna fare attenzione».

Qual è la situazione degli indisponibili? E il modulo?

Fuori rosa non c’è nessuno: la lista è aperta. Mallamo è squalificato, Dalmasso pure (due giornate). Kritta si sta riprendendo: vediamo se potrà avere minutaggio ridotto. Metli ha avuto un virus, oggi si è allenato ma deve recuperare le forze. Gli altri sono disponibili. Sul modulo: chi ha visto la partita di sabato ha visto un centrocampo a tre e due punti davanti, larghi o stretti. Questa è l’idea».

Sul mercato: manca ancora qualcosa dietro? E davanti? E in mediana?

«Sì, dietro ci serve un centrale di difesa a tre. Silvan può farlo nei casi estremi, ma cerchiamo un profilo specifico. Arena può fare sia il braccetto sia il centrale. Stiamo valutando con direttore e società: negli ultimi dieci giorni di mercato c’è poco movimento e tanta fuffa, tanti nomi che girano. Chi ci conosce sa che non facciamo le cose di fretta solo per farle: sembra che non si muova nulla, ma dietro le quinte si lavora tanto. Davanti abbiamo bisogno di una punta. In mezzo al campo ci sono slot da riempire: o un giovane di grande potenzialità, o un giocatore esperto. Bisogna capire bene chi mettere dove».

Le partite ufficiali aiutano a spegnere il brusio del mercato? E avete scelto il nuovo capitano?

«Giocare aiuta a spostare il focus sul campo, anche se i rumors restano: entrate, uscite, situazioni da definire. La settimana è breve, abbiamo giocato domenica e giochiamo domani: questo aiuta. La prossima settimana, quella decisiva, spero che tutto sia chiaro prima della partita. I ragazzi sono carichi: abbiamo analizzato bene la gara e possiamo essere più precisi in costruzione e più intensi senza palla. La fascia? Stefano (Bonaiti, ndr) l’ha portata domenica, è uno dei più grandi e si prende responsabilità. La scelta finale la faremo insieme a staff e squadra».

Il presidente parla di primi cinque posti, la tifoseria è scettica. Lei dove si colloca?

«Il campionato è lungo e partire bene è importante. Con due o tre innesti che ci servono, più i giocatori che non erano disponibili domenica (Kritta, Metlika, Mallamo), già la squadra cambia tanto. Non che chi ha giocato abbia fatto male, ma loro hanno più consapevolezza della struttura e dei principi. Se arrivano i rinforzi giusti e ci alleniamo bene, l’obiettivo è arrivare nei primi cinque. Capisco che fuori si percepisca che tutti vanno e nessuno viene, ma bisogna guardare lo sviluppo dei ragazzi. Abbiamo una media di 21 anni: se tutti remiamo nella stessa direzione, possiamo far bene. La tifoseria ci deve dare una mano».