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Lerda: "Al 9/7 senza tecnico? Sua centralità diminuita. Ronaldinho? Puro marketing"

Lerda: "Al 9/7 senza tecnico? Sua centralità diminuita. Ronaldinho? Puro marketing"TMW/TuttoC.com
Franco Lerda
Oggi alle 12:00Primo piano
di Valeria Debbia

Franco Lerda, tecnico esperto di Serie C, è stato ospite di 'A Tutta C', trasmissione in onda su TMW Radio iL61, offrendo una panoramica approfondita sulla situazione attuale del calcio italiano, in particolare sulla Serie C.

Mister, vent’anni fa il calcio italiano viveva un momento di salute un po’ migliore rispetto a quello attuale, è così?

"Sì, direi di sì… anche se solo “un attimino”, per scherzare. Sono passati tanti anni: sembra ieri che festeggiavamo, proprio in questo periodo. Purtroppo però sono diversi anni che guardiamo gli altri, e succede anche quest’anno".

L’Italia resta fuori dal Mondiale, e ai quarti ci sono praticamente solo europee, tranne l’Argentina e un Marocco che continua a confermarsi.

"Sì, è un paradosso. Ma ormai ci siamo abituati a guardare gli altri giocare certe competizioni".

Torniamo alla Serie C. Alcune squadre arrivano al 9‑10 luglio senza aver ancora scelto l’allenatore. Quanto incide sulla programmazione? Ritiro, amichevoli, staff…

"Purtroppo capita sempre più spesso. La centralità dell’allenatore, dico purtroppo, è diminuita: siamo in tanti, e le società hanno altre priorità da gestire. Questo però crea problemi: la preparazione del ritiro, le amichevoli, l’organizzazione dello staff… sono tutte cose che, fatte nei tempi giusti, portano vantaggi. Negli ultimi anni non è più così, quindi dobbiamo essere pronti a “saltare sulla nave in corsa” ed essere subito attivi e propositivi. Questo è il calcio di oggi".

Una delle squadre senza ufficialità è il Crotone. Si parla di Leandro Greco, ma nulla di definitivo. Penalizzazione, addio a Longo… sembra un momento complicato per l’era Vrenna.

"La famiglia Vrenna, con il presidente Gianni, ha sempre rispettato gli impegni e fatto cose importanti per la città. Senza di loro il Crotone sarebbe in enorme difficoltà. Hanno avuto problemi extracalcistici che non riguardano la società, e hanno dovuto fare di necessità virtù. Con grande onestà hanno detto che sarà un momento difficile. La squadra verrà ridimensionata, come già in parte l’anno scorso, e l’obiettivo sarà salvarsi. L’allenatore arriverà a breve, ne sono certo".

Bari, Spezia, Pescara, Reggiana: quanto è complicato riadattarsi alla C dopo anni in B o addirittura in A?

"Non è semplice, l’ho provato io a Crotone tre anni fa. Quando scendi dalla B alla C è un salto importante; quando scendi dalla A alla B e poi alla C è ancora più difficile. Hai costi di gestione più alti, ricavi molto inferiori, giocatori con contratti onerosi che dopo la retrocessione non trovano sistemazione. Il mercato si blocca: se non esce qualcuno, non può entrare nessuno. Se non hai una società molto solida alle spalle, fai fatica: tanti esuberi, malumori, chiacchiericci… parti male, ed è un dato di fatto. Solo quando ti liberi di questi problemi puoi pensare a costruire la squadra. Se tutto collima - paracadute, giocatori che restano volentieri - hai vantaggi. Ma spesso non è così, anche in piazze importanti come Bari".

Non ci sono ancora i gironi ufficiali, ma il C sembra una “B2”: Foggia, Bari, Catania, Casertana, Cosenza, Crotone, Salernitana… Le retrocesse andranno nel B, con Ravenna e Perugia (che ha fatto l’operazione Ronaldinho). Il girone A sembra più livellato verso il basso. Si ritrova in questa lettura?

"Sì, mi ritrovo. Le tre retrocesse - Reggiana, Spezia, Pescara - andranno probabilmente nel girone B, che già era competitivo e lo sarà ancora di più. Nel girone A mi aspetto il Cittadella: di solito fa campionati importanti, quest’anno è stato sotto tono. Il girone C è il solito: insidioso, difficile, con piazze come Bari e Catania che se la giocheranno fino alla fine, insieme alla Salernitana. Se una tra Spezia e Reggiana finisse nel girone A, aumenterebbe la competitività. Se invece vanno nel B, come sembra, il girone B sarà di altissimo profilo".

Che ne pensa dell’affare Ronaldinho a Ravenna?

"È puro marketing, lo ha detto anche la società. Mi rifiuto di pensare che possa essere utile dal punto di vista prestazionale: l’età passa per tutti. Dal punto di vista del marketing, invece, è un’operazione importante".

Anche perché sono undici anni che ha smesso…

"Esatto. Magari farà un’apparizione in una partita importante, ma non credo si andrà oltre. Grazie all’amicizia con Cipriani ha lanciato il suo brand, che vestirà le maglie del Ravenna. È stato un volano per far conoscere il club nel mondo".