Lumezzane, Filigheddu: "Da 0 punti nelle prime 4 gare ai playoff. Grazie a Troise"
Stefano Filigheddu, portiere del Lumezzane, è stato ospite di 'A Tutta C', trasmissione in onda su TMW Radio e iL61, raccontando la sua esperienza in una stagione ricca di alti e bassi.
Stefano, parliamo di esempi poco virtuosi, mi riferisco a quello che sta succedendo a Terni. Nonostante la tua giovane età, stravolgo la scaletta mentale che mi ero fatto per questa intervista e ti chiedo: che effetto fa vedere, a due giornate dalla fine, una società professionista di blasone come la Ternana rischiare praticamente di scomparire e ribaltare completamente un girone come quello B?
"Sono cose che fanno dispiacere, sì. Soprattutto per i tifosi e per chi lavora lì. È davvero triste vedere una realtà così importante in difficoltà".
Torniamo al Lumezzane, che per fortuna è una realtà affidabile, una società seria, senza questi problemi. Anzi, finora è stata autrice di una vera rinascita in stile araba fenice. Con il massimo del rispetto, le prime giornate della vostra stagione sono state negative. Poi è arrivato il mister Troise e sembra che siano stati cacciati via i cugini scarsi (sto cercando di buttarla un po’ sul ridere perché l’inizio è stato pesante). Siete venuti fuori in maniera strepitosa: adesso siete matematicamente ai playoff e avete fatto una scalata allucinante.
"Esatto, come hai detto tu, hai spiegato benissimo la situazione. All’inizio ci vedevamo forse un po’ sfortunati, ma sicuramente anche per meriti nostri. Siamo partiti ultimi con zero punti dopo quattro partite: statisticamente nessuna squadra era mai riuscita a salvarsi con zero punti dopo le prime quattro. Invece noi siamo arrivati addirittura settimi, da soli in quella posizione, e matematicamente ai playoff. Penso sia un risultato incredibile e, come hai nominato tu, gran parte del merito va al mister Troise".
Che cosa vi ha fatto scattare qualcosa nella testa? Deve essere scattato un interruttore…
"Sicuramente il mister ci ha messo del suo. È arrivato molto sicuro di sé, con le sue idee chiare. Ci ha dato due o tre accorgimenti semplici, senza troppe idee o confusione. Venivamo da un periodo negativo, lui è riuscito a estraniarci un po’ da tutto. Poi, quando arrivano i risultati, si lavora con più serenità e tranquillità. Si è innescato un meccanismo positivo che è culminato con risultati importanti. È aumentata l’autostima, la fiducia, e con i risultati sportivi siamo arrivati ai playoff".
Parlando di te: sei stato il padrone di casa nelle ultime stagioni. Quest’anno hai vissuto in coabitazione la porta con Drago, un portiere che ha fatto tanti gettoni con il Lumezzane, non è cosa di poco conto. Se non ricordo male, siamo intorno alla centesima presenza. Quando ti ho visto in campo nell’ultima gara ho ritrovato il portiere che aveva fatto 34 presenze lo scorso anno. Questo è un complimento, spero lo sia. Che stagione è stata per te, come l’hai vissuta e cosa ti ha insegnato?
"Fare tutte queste presenze con la maglia del Lumezzane, per me che sono di casa, è doppiamente un orgoglio. Questa stagione mi ha aiutato molto dal punto di vista umano. Venivo da un infortunio, non era facile: sono partito titolare, poi sono diventato capitano, poi sono stato messo fuori… Ho trovato, e per me è stata una fortuna, un compagno di reparto come Giacomo, a cui voglio davvero bene. Da fuori magari si pensa che ci sia una competizione non sana, invece tra me e Giacomo c’è grandissimo rispetto e una competizione molto sana. Lo reputo un amico, siamo molto in sintonia anche fuori dal campo, ci confrontiamo. Questa cosa è stata una forza per entrambi. Sicuramente per lui, che ha giocato quasi tutte le partite, è stata una crescita continua. Confrontarsi con un portiere come me gli è servito. E questa cosa mi ha aiutato molto anche quando ho dovuto giocare l’ultima partita: è stato lui il mio primo tifoso, mi ha fatto l’in bocca al lupo e poi è venuto a congratularsi con me a fine partita. Questo è l’esempio di quanto il nostro rapporto sia vero e sano. Penso sia una cosa veramente bella al giorno d’oggi".
Arrivate da un periodo in cui nelle ultime dieci giornate avete perso una volta sola, raccogliendo 19 punti. Solo il Trento ha fatto meglio con 20 punti, ma ha perso due gare. Voi ne avete persa una sola nello scorso weekend, con il successo di misura sul Brescia. Non è propriamente una gara normale per chi vive nella provincia di Brescia. Io inizierei da lì: credo che il mini-campionato tra le bresciane ve lo siate aggiudicato. Il trittico Brescia-Ospitaletto-Lumezzane era una sorta di girone dentro il girone. Come ha vissuto il territorio questa situazione particolare? Il Brescia è abituato ad altre categorie e di punto in bianco si è trovato in una sorta di “sagra di paese” con le due sorelle più piccole dell’hinterland, però alla fine voi avete fatto una gran bella figura.
"Penso che della figura ne abbiamo fatta la migliore, vincendo tutti e quattro i derby (andata e ritorno). Credo sia la prima volta che succeda una cosa del genere, quindi fa molto piacere. La piazza ha dato tanto entusiasmo. Penso all’andata contro il Brescia al Rigamonti: uno stadio con una storia importante. Andare a vincere 1-0 lì per il Lumezzane è un motivo di orgoglio enorme. E potersi vantare di aver vinto tutti e quattro i derby è una cosa molto importante per la nostra città".
Il prossimo fine settimana vi aspetta una trasferta in casa dell’AlbinoLeffe, che mi viene da definire un antipasto per i playoff che vi attendono.
"Esatto. È un avversario molto forte che si sta giocando tanto: credo sia pari punti con il Brescia al momento. Sarà sicuramente una bella sfida. Noi dobbiamo giocarla come abbiamo fatto tutte le altre: preparandola nel migliore dei modi. Poi quello che succederà succederà, ma non andremo sicuramente con l’idea di farci una passeggiata".
Sempre in proiezione playoff: come cambiano (e se cambiano) per voi calciatori la percezione delle avversarie? Ci sono squadre che nella storia della Serie C si sono dimostrate più adatte a uno sprint playoff piuttosto che a una maratona di 38 giornate. Nel vostro girone, tra quelle che entreranno nella prima fase dei playoff (quella tra formazioni dello stesso raggruppamento), quale secondo te è da tenere più d’occhio? So che probabilmente mi dirai che nei playoff si ribaltano tutti i pronostici e che è impossibile rispondere, ma ci provo lo stesso.
"Tu sei stato perfetto nella disamina. Secondo me è tanto un fattore di precisione e di dettagli, più che di fortuna o sfortuna. Mi ricordo due anni fa, quando abbiamo giocato i playoff contro il Legnago: loro erano in forma stratosferica, hanno fatto una delle migliori partite della stagione. Noi abbiamo preso 3-4 pali, ma con il pareggio passavano loro, quindi siamo andati a casa. Bisogna curare i dettagli al massimo e, una volta fatto gol, essere ancora più attenti per portare a casa il risultato. Se proprio devo risponderti, una delle più temibili secondo me può essere l’Alcione. È stata sempre verso i vertici del campionato, dimostra grande maturità come squadra. È una delle formazioni che prende meno gol di tutte, quindi è abituata a giocare quando sta vincendo, a difendersi e ripartire. Penso sia una delle avversarie più difficili".
Non posso che ringraziarti, Stefano, anche solo per non avermi dato la classica risposta democristiana. Grazie per esserti smarcato. Un flash prima di salutarti: sta arrivando alla fine la prima stagione con la FVS, la tecnologia a supporto degli arbitri. Ti piace? Ti ha convinto? Cambieresti qualcosa o lasceresti tutto com’è?
"Secondo me è una cosa interessante. È stata utile. Le proteste nel calcio ci saranno sempre, fa parte del gioco e della vita. Però questa tecnologia può aver limitato tanti errori evidenti che prima rimanevano tali. Nella maggior parte dei casi ha aiutato. La protesta ci sarà sempre, però secondo me ha dato una mano. Diciamo che è passata bene".
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