Provocazione ma mica tanto: non è che un'Under 23 servirebbe in Serie B?

Provocazione ma mica tanto: non è che un'Under 23 servirebbe in Serie B?
Oggi alle 00:00Il Punto
di Sebastian Donzella

Le seconde squadre sono il futuro o il male del calcio italiano? Probabilmente né l'uno né l'altra. Di sicuro esistono e, di conseguenza, serve farle rendere al meglio. Per questo, chi vi scrive, pensa che sarebbe davvero utile avere almeno un'Under 23 in Serie B. Perché due categorie di differenza, tra prima e seconda squadra, rischiano di far perdere per strada giocatori. Magari troppo bravi per la C ma ancora acerbi per la A.

Prendiamo il caso di Marco Palestra, al momento il migliore dei prodotti delle squadre B di Serie C. L'unico, o comunque uno dei pochissimi, a salvarsi nella vergogna Nazionale andata in scena in Bosnia. Parliamo di un classe 2005 che, alla prima stagione tra i Professionisti, si è ambientato benissimo in terza serie, risultando uno dei migliori per rendimento. L'anno scorso, però, non era né carne né pesce: troppo forte per la C, non ancora strutturato per la A. O, almeno, in una squadra come l'Atalanta, a caccia di piazzamenti europei e non di salvezze. 

Per questo, nella passata stagione, è sceso in campo in 15 occasioni. Tante, direte voi. Poche, guardando i minuti giocati: quattro sole gare da titolare, di cui una in Coppa Italia contro una squadra di B e due al termine della stagione. Certo, c'è stato l'esordio in Champions League. Certo, ha potuto vivere uno spogliatoio come quello bergamasco con grandi giocatori. Eppure alla fine i minuti giocati sono stati meno di 400. In pratica quattro partite dall'inizio alla fine. Una miseria, se si pensa agli oltre tremila giocati fino a pochi mesi prima in terza serie.

Il miglior prospetto italiano attuale, insomma, a 20 anni aveva messo insieme giusto una manciata di presenze in A, vivendo da protagonista un campionato di C. Per fortuna il Cagliari ha creduto in lui ed è letteralmente esploso, in quest'ultimo campionato di massima serie, giocandole praticamente tutte da titolare. Eppure, col senno di poi, se avesse avuto la possibilità di giocare un altro anno in B, magari sempre con l'Atalanta U23, non sarebbe stato meglio? 

Con i se e con i ma non si fa la storia. Però lo stato del calcio italiano ci dice che i giovani italiani approdano pochissimo in A e si perdono alla grande tra le nazionali minori e quella maggiore. Del resto, se non servono a portare giocatori in massima serie, a cosa servono le squadre B?