Nicoletti: "Ascoli, il cambiamento ti ha portato in B. Ora rinforzati e restaci"
Costantino Nicoletti, ex amministratore unico dell'Ascoli, ai microfoni di TuttoC.com ha analizzato la promozione dei bianconeri in Serie B al termine dei playoff.
Quale scelta societaria si è rivelata decisiva per la promozione?
"Diciamo che ci voleva un cambiamento, anche se non sempre cambiare significa migliorare! La precedente gestione aveva investito molto, ma i risultati non gli hanno dato ragione".
Il mister ed il suo staff sono stati determinanti, al punto da finire nel mirino di diversi club di B.
"Sicuramente di mister Tomei e il suo staff, già si parlava positivamente nei salotti del calcio, prima ancora di questa promozione".
Qual è stata la partita in cui hai capito che l'Ascoli poteva davvero andare in Serie B?
"Ho visto la squadra quattro volte dal vivo, e vi posso dire che, dopo la vittoria per 3-0 a Livorno, ho avuto sensazioni positive".
Quale giocatore è stato il simbolo della stagione bianconera?
"A me sono piaciuti molto D'Uffizi, Silipo, Gori ed ovviamente il mio omonimo Nicoletti".
Qual è stato il momento più difficile del campionato per l'Ascoli?
"Entrambi nei playoff: la gara con il Potenza e qualche momento con il Catania nella semifinale di ritorno"
Quale vittoria ricordi come la più importante della regular season?
"La serata di Arezzo, umida e uggiosa ma con uno stadio pazzesco. Con una presenza dei tifosi bianconeri nel settore ospiti al top e poi il goal di Corazza nel recupero".
Quale acquisto si è rivelato decisivo per la promozione?
"Direi che nel rivoluzionare la rosa tutti sono stati determinati, sicuramente avere avuto una panchina profonda ha inciso".
Quale gol consideri il più importante dell'intera stagione?
"Il goal sempre del joker Corazza nel derby con la Samb".
Quale avversaria ha messo più in difficoltà l'Ascoli durante l'anno?
"Nessuna in particolare, però le due gare con l'Arezzo sono state le più difficili".
Quale immagine ti resterà impressa della festa promozione al Del Duca?
"Le lacrime dei tifosi, l'attesa fuori dallo stadio prima della partita, la presenza di tantissimi giovani tifosi, il che vuol dire che stanno lavorando bene gli ultras, nel tramandare la passione per il Picchio".
Lo spogliatoio unito e compatto è stato decisivo.
"Molto, hanno remato tutti nella stessa direzione: città, politica, stampa, ultras, sponsor, società, ed ovviamente tutti i giocatori, soprattutto quelli impegnati meno".
Il prossimo anno da dove ripartire?
"Mantenere la categoria, far crescere i giovani avendo una tradizione importante con il settore giovanile. E individuare 4/5 profili più esperti per la categoria".
Un applauso anche al direttore Patti.
"Sì, oggi tra l'altro è il suo compleanno, quindi si è fatto ed ha fatto ad un popolo intero, quello Piceno un gran bel regalo, ha maturato in un recente passato importanti esperienze. Adesso raccoglie i frutti".
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