TMW Radio

Pesoli: "Carpi, innesti mirati per la favola. Pineto non è più realtà che stupisce"

Pesoli: "Carpi, innesti mirati per la favola. Pineto non è più realtà che stupisce"TMW/TuttoC.com
Emanuele Pesoli
Oggi alle 11:30Primo piano
di Valeria Debbia

Emanuele Pesoli, tecnico ex Viterbese e Frosinone Primavera, è stato ospite di 'A Tutta C', trasmissione in onda su TMW Radio iL61, offrendo una panoramica approfondita sulla situazione attuale della Serie C. 

Prima di portarti sul tema Serie C, ti chiedo della tua situazione attuale. Recentemente il tuo nome è stato accostato alla panchina del Messina: torneresti in una prima squadra dopo tanti anni nelle giovanili?

"Sì, ho ricevuto questa chiamata. Abbiamo parlato con il direttore, è stata una cosa che mi ha fatto piacere e l’ho valutata. Poi c’è stata una piccola frenata perché la società ha deciso questa settimana di programmare la partita con il mister dell'U19, quindi sono in attesa. Qualora ci fosse un ripensamento o almeno un approfondimento, lo farei molto volentieri. È una piazza bellissima: Messina è una grande città che manca dal calcio professionistico da qualche anno. Con la nuova proprietà puntano a fare qualcosa di importante e il fatto che mi abbiano pensato mi fa molto piacere. Sto sicuramente valutando".

Il Messina l’anno scorso ha vissuto una stagione turbolenta, culminata con la retrocessione ai playout persi contro il Foggia. Ti porto invece sul Girone C attuale, dove i siciliani militavano la passata stagione. C’è un’altra formazione siciliana, il Trapani, che sta vivendo una crisi profonda, con rischio esclusione per la società di patron Antonini. Come vedi dall’esterno questa situazione?

"Sono cose che purtroppo fanno male al calcio, fanno male alla passione dei tifosi, a chi lavora e fa del calcio la propria vita. Vedo tanta confusione, tante promesse vane, tante parole dette a caso su basi poco solide. Dispiace, perché sia Messina lo scorso anno che Trapani sono due piazze importanti: negli ultimi decenni hanno fatto buone stagioni. Il Trapani qualche anno fa ha rischiato la Serie A. Fa male, perché subentrano queste cordate, questi presidenti che te la raccontano bene e poi alla fine è tutto fumo. È un peccato: illudono la gente e fanno male al calcio".

Chi invece tiene i piedi ben saldi per terra – anche se secondo me potrebbe guardare un po’ oltre – è il Carpi. Continua a parlare di salvezza, è sesto nel Girone B con una società solida. È vero che l’Ascoli terzo dista 10 punti, ma ti sorprenderebbe una scalata del Carpi magari verso il quarto posto?

"Il Carpi sta tenendo un ruolino di marcia positivo: perde poco, fa sempre punti. Ha un allenatore importante che ha dato una sua idea di gioco e una solidità in campo. In rosa ci sono giocatori che conoscono la categoria, hanno fatto la categoria, e giovani bravi ben integrati. Naturalmente, per parlare di una squadra che va dritta verso i playoff ci andrei cauto. Sicuramente ha bisogno di qualche intervento mirato nel mercato, per reparto, per affrontare con più aderenza il girone di ritorno che è un altro campionato. Le squadre che lottano per i primi posti faranno innesti importanti, chi deve salvarsi farà altrettanto: saranno tutte squadre rinforzate. Quindi serviranno innesti mirati per credere in una bella favola".

Il terzo posto sembra appannaggio dell’Ascoli, è vero che il Pineto non è troppo distante, ma la formazione bianconera con il recente innesto di Galuppini qualcosa vuol dire?

"No, il Pineto non è più una realtà che stupisce. Sono anni che il presidente Brocco ha individuato una strada giusta con un mister capace e molto bravo come Ivan Tisci: il Pineto comincia a essere una realtà consolidata. Io però non dimenticherei in questa griglia la Ternana. Si è ristrutturata a livello dirigenziale, ha messo pedine nuove a livello tecnico e come direttore sportivo, ha una proprietà importante con budget da investire. Se fa le cose per bene, come leggo e vedo, può essere una candidata seria a arrivare fino in fondo, anche ai playoff".