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Quaresmini: "L'obiettivo è la salvezza, ma questo Ospitaletto può essere una mina vagante"

Quaresmini: "L'obiettivo è la salvezza, ma questo Ospitaletto può essere una mina vagante"
© foto di Roberto Della Corna
Oggi alle 16:40Primo piano
di Laerte Salvini
fonte Intervista a cura di Raffaella Bon

L'Ospitaletto si gode il terzo posto nel Girone A di Serie C dopo nove giornate. La vittoria per 1-0 sul campo del Treviso, decisa dal rigore di Galuppini, ha permesso alla squadra di Quaresmini di ripartire subito dopo il pareggio contro il Renate e di salire a quota 18 punti, con cinque vittorie, tre pareggi e una sola sconfitta. Un avvio superiore alle aspettative, costruito attraverso il lavoro, la compattezza del gruppo e un'identità precisa, senza perdere di vista l'obiettivo principale: la salvezza. In questa intervista a TuttoC, il tecnico dell'Ospitaletto analizza il momento della squadra, il valore del gruppo, il percorso di crescita dei giovani e le prospettive di un campionato in cui Cittadella e Union Brescia rappresentano due riferimenti importanti.

Mister Quaresmini, ieri è arrivata una vittoria pesantissima per 1-0 sul campo del Treviso, grazie al rigore di Galuppini. Dopo il pareggio beffardo contro il Renate, quanto è importante aver ritrovato subito i tre punti?

"Ieri è stata una bella iniezione di fiducia. Quello che meritavamo in più contro il Renate l'abbiamo ottenuto ieri, quindi penso che sia stata una bella risposta, soprattutto per la prestazione dei ragazzi sotto l'aspetto del sacrificio. Non abbiamo disputato una delle nostre migliori partite dal punto di vista qualitativo, ma c'è stato tanto spirito di sacrificio da parte di tutti e questa è sempre una nota positiva".

Terzo posto solitario con 18 punti dopo nove giornate: cinque vittorie, tre pareggi e una sola sconfitta. Si aspettava una partenza così importante? Possiamo definire l'Ospitaletto la vera sorpresa del Girone A?

"Non sono io a dover dire se siamo o non siamo la sorpresa del Girone A. Sicuramente non mi aspettavo questa partenza, mi auguravo che potessimo fare bene, ma non pensavo fino a questo punto. In queste partite, però, penso che tutto quello che abbiamo ottenuto ce lo siamo meritato".

Davanti a voi ci sono Cittadella e Union Brescia, due realtà importanti. Quanto è grande il divario rispetto alle prime della classe e quanto può essere ambizioso questo Ospitaletto?

"Il divario, a mio avviso, non è paragonabile, considerando la realtà che rappresenta il Brescia rispetto a noi e la storia calcistica del Cittadella, una squadra che ha militato per tanti anni in Serie B e che quindi non può certamente essere paragonata all'Ospitaletto. Noi ora ci troviamo al terzo posto, è piacevole, ma siamo una squadra che c'entra poco con quella situazione. Se saremo bravi a mantenere questo spirito, però, potremo garantirci un campionato differente. Non dobbiamo perdere di vista il nostro obiettivo, che è quello di mantenere la categoria. Finché non avremo questa certezza, dovremo ragionare soltanto su questo. Questi sono punti utili in vista di eventuali momenti di difficoltà che potrebbero arrivare. Non siamo una squadra che può pensare a lungo raggio, dobbiamo continuare a ragionare partita dopo partita, cercando di ottenere il massimo da ognuna e mettendo in ogni singola gara la nostra prerogativa, che è l'intensità. Se ci riusciremo, potremo pensare di essere una mina vagante e mettere in difficoltà chiunque. Se abbassiamo questo livello, diventiamo una squadra normalissima".

Partiamo dalla gara di ieri. Qual è la sua analisi della prestazione della squadra? Che cosa le è piaciuto maggiormente e che cosa, invece, avrebbe voluto vedere di diverso?

"Il Treviso ha disputato una grande partita mettendoci a lungo in difficoltà. Forse è la squadra che ci ha messo più in difficoltà finora e quella che ci ha fatto giocare meno bene rispetto alle altre. Mi tengo stretti i tre punti e lo spirito che ho visto nei ragazzi. Nel primo tempo abbiamo cercato di giocare e siamo riusciti a ottenere il vantaggio. Nel secondo tempo il Treviso ci ha messo alle corde per tanto tempo, anche se noi abbiamo comunque avuto due o tre occasioni nelle quali avremmo potuto fare meglio e segnare il 2-0. Il predominio è stato comunque del Treviso, ma i ragazzi hanno dimostrato di sapersi difendere con ordine e si è vista quell'unione che ci ha consentito di portare a casa i tre punti. Ieri sarebbe bastato anche un punto percentuale in meno da parte di un giocatore per compromettere il raggiungimento del risultato pieno".

Al di là del risultato, quali indicazioni ha ricevuto dalla partita? Ritiene che la squadra stia seguendo il percorso di crescita che aveva immaginato?

"Penso che la squadra, per i punti conquistati in classifica, sia oltre le aspettative. Per quanto riguarda la crescita del gioco, abbiamo tanti giocatori giovani che possono e devono migliorare, perché secondo me hanno qualità importanti. Sicuramente, come squadra, abbiamo una coesione all'interno dello spogliatoio che si trasferisce anche in campo. Abbiamo un'ossatura esperta, composta da giocatori che si conoscono, ma dietro ci sono giovani interessanti e ieri ne abbiamo avuto la prova. Penso che Cantamessa e Valente siano entrati in un momento difficilissimo della partita e abbiano dato un contributo fondamentale per conquistare i tre punti".

Come giudica il momento che sta attraversando l'Ospitaletto? È soddisfatto della continuità di rendimento mostrata finora?

"Sono soddisfatto della continuità, delle prestazioni e dei risultati arrivati di conseguenza. L'ho già detto in precedenza, posso imputare alla squadra alcuni spezzoni di partita nei quali siamo stati al di sotto dei nostri livelli, ma la prestazione nell'arco dei novanta minuti c'è sempre stata. Finora non posso dire nulla, perché sotto l'aspetto dell'atteggiamento la squadra non ha mai sbagliato".

L'Ospitaletto è una realtà che vuole consolidarsi nel calcio professionistico. Quali sono le principali difficoltà che state incontrando e quali, invece, i punti di forza del gruppo?

"La società sta facendo tanto affinché questa squadra possa rimanere tra i professionisti. Sotto l'aspetto del mio lavoro non sto incontrando difficoltà. Essendo a Ospitaletto da tanti anni, so com'è l'ambiente, conosco le strutture, questa realtà e quello che propone. Soprattutto, so che a Ospitaletto si lavora seriamente e ti lasciano lavorare con tranquillità. Questo, per un allenatore, è fondamentale. In prospettiva, penso che la società voglia consolidare la categoria e adeguare le strutture alle esigenze di questo campionato. È una società che sta facendo passi in avanti, sempre misurati, senza mai andare oltre le proprie possibilità".

Guardando al Girone A di Serie C, che campionato sta vedendo? Quali squadre l'hanno impressionata maggiormente in questo avvio di stagione?

"È un campionato difficile, ci sono tante squadre competitive e non esistono partite semplici. Tra le squadre che mi stanno impressionando c'è il Cittadella, che sta disputando un campionato con un ruolino di marcia impressionante. Il Brescia ha incontrato qualche difficoltà, ma penso che abbia un potenziale incredibile. Poi c'è un gruppo di squadre che possono dare fastidio. Personalmente, memore dell'anno scorso, il Trento è una squadra che mi è sempre piaciuta e credo che alla fine possa dare fastidio a Brescia e Cittadella. Chi mi ha impressionato più di tutti, oltre a noi, è l'Arzignano, che con una squadra giovane ha già collezionato tanti punti. Se devo sceglierne una che mi ha impressionato per i punti conquistati, dico l'Arzignano".

Qual è l'obiettivo concreto dell'Ospitaletto in questa stagione? La priorità è una salvezza tranquilla oppure crede che questa squadra possa ambire a qualcosa di più?

"L'obiettivo è una salvezza tranquilla, poi dipenderà da noi. Ora è presto per fare questi ragionamenti. Al momento tutto quello che stiamo facendo è in ottica salvezza, strada facendo vedremo. Logicamente, se dovessimo continuare su questi livelli, penseremo ad altro. Non dobbiamo volare troppo con la testa, perché il calcio insegna che basta un attimo per tornare alla normalità".

Quanto conta l'aspetto mentale nella gestione dei momenti complicati e come lavora per mantenere alta la fiducia dei suoi giocatori?

"Il fatto di saper gestire i momenti complicati è l'aspetto fondamentale. Cerco di far sentire tutti importanti all'interno del gruppo e di fare in modo che tutti possano sentirsi protagonisti, anche per poco tempo. Non è facile, ma ho un piccolo vantaggio, avendo allenato questa squadra per quattro anni e avendo giocatori che conosco bene. Lo zoccolo duro di questa squadra è sempre in grado di tenere la barra dritta e chi arriva di nuovo si accoda volentieri a questa idea. Viviamo la nostra realtà per quella che è, con serenità sia in campo che fuori".

A livello personale, che cosa rappresenta per lei allenare l'Ospitaletto e quale impronta vorrebbe lasciare a questa squadra?

"Allenare l'Ospitaletto, se analizzo questi quattro anni, è una tappa fondamentale per la mia carriera di allenatore. Ho ricevuto tanto dall'Ospitaletto, perché mi ha fatto crescere, e ho lasciato qualcosina anche in termini di risultati. Spero di concludere bene quest'anno per poter lasciare un'impressione buona e vincente del mio percorso qui a Ospitaletto. Quello che mi preme maggiormente è aver lasciato l'impressione di una persona seria, a modo, che ha sempre rispettato e rispetta tuttora la società. Mi sento gratificato per il lavoro che ho fatto e più volte mi è stata ribadita la stima nei miei confronti. Ospitaletto è un passaggio importante per la mia carriera ed essendo di Brescia, fare bene nella propria zona è sempre un piacere. Sono circondato da persone con cui lavoro da tanti anni e quindi c'è anche un feeling extracalcistico che mi consente di lavorare con serenità e di trasmetterla ai giocatori, affinché possano esprimersi al meglio".

Guardando ai prossimi impegni, quale passo in avanti si aspetta dai suoi ragazzi per affrontare al meglio il prosieguo del campionato?

"Ci sono ancora tanti passi in avanti da fare, a partire dal miglioramento dei giovani. Guardo al breve termine, ora abbiamo la Pergolettese. Sappiamo che è una squadra difficile da affrontare perché, al di là della classifica, ha perso due partite contro Cittadella e Brescia. Subisce pochi gol, dovremo stare molto attenti e avere rispetto di questi numeri, ma anche la convinzione di avere le qualità per poter mettere in difficoltà chiunque, a patto che ci siano quella voglia, quell'intensità e quell'unione che ieri hanno fatto la differenza. Non possiamo prescindere da questo. La crescita si vedrà poi partita dopo partita. Dopo questo inizio mi aspetto una squadra che mantenga questo atteggiamento. Capiteranno partite che non approcceremo nel migliore dei modi, ma credo che questa squadra si sia creata un DNA al quale non può rinunciare per poter arrivare al risultato".