Reggiana, Tesser: "Basta paura e negatività in spogliatoio. Pineto più difficile Spezia"
Due sconfitte di fila hanno fatto perdere terreno alla Reggiana, ora al quarto posto a quota 14 insieme al Livorno. I granata cercheranno di rimettersi in carreggiata domani sul campo del Pineto. Alla vigilia è quindi intervenuto in conferenza stampa mister Attilio Tesser.
Mister, come ha visto la squadra dopo la sconfitta contro lo Spezia? Ci sono novità dall'infermeria?
"Spero che la sconfitta sia stata metabolizzata. L'abbiamo analizzata, soffermandoci sia sugli aspetti positivi sia su quelli negativi. Resta la consapevolezza che la squadra abbia fatto il proprio dovere e che, per quanto visto in campo, probabilmente avrebbe meritato anche un risultato positivo. È stata una settimana corta, perché giocando di sabato abbiamo avuto meno tempo per lavorare tutti insieme. Ci siamo ritrovati al completo solo negli ultimi giorni. Fortunatamente non ci sono stati problemi fisici dopo l'ultima partita. Abbiamo recuperato Jonsson, che da oggi è tornato ad allenarsi regolarmente con il gruppo. Per quanto riguarda gli altri infortunati, servirà ancora un po' di tempo, anche se per Henry ci stiamo avvicinando al rientro: presto potrebbe tornare a lavorare con il gruppo anche nella parte tecnica, oltre che in quella fisica".
Che avversario sarà il Pineto?
"Guai a sottovalutare qualsiasi squadra. Basta guardare quello che succede nei tre gironi di Serie C: ogni partita è complicata e si vedono spesso risultati sorprendenti. Squadre che avevano infilato lunghe serie positive sono cadute contro avversarie meno blasonate. Noi veniamo da due sconfitte consecutive e quindi, già per questo motivo, non possiamo permetterci di sottovalutare nessuno. Ci sarà da combattere duramente".
Questa partita può ricordare sfide come quelle contro Vado o Vis Pesaro? Serve uno scatto dal punto di vista della personalità?
"Il Pineto merita grande rispetto. Soprattutto in casa è una squadra che si è sempre dimostrata molto competitiva e che ha creato difficoltà a tutti. Gioca con grande intensità e noi dovremo rispettarne le caratteristiche, cercando al tempo stesso di far valere le nostre qualità. Arriviamo da due gare molto diverse: quella di Perugia è stata negativa sotto il profilo della prestazione, mentre contro lo Spezia abbiamo giocato una buona partita senza però raccogliere punti. Dobbiamo invertire rapidamente questo trend. Serviranno concentrazione, cattiveria agonistica e determinazione. Troveremo una squadra che farà dell'intensità la propria arma principale e noi dovremo rispondere allo stesso modo. Se sbagliamo l'approccio significa che non abbiamo imparato nulla. Ai ragazzi ho presentato questa partita come ancora più difficile di quella contro lo Spezia. Lo penso davvero. Lo Spezia ha forse una qualità tecnica superiore, ma queste sono le gare più insidiose, quelle in cui bisogna mantenere altissima l'attenzione e non sbagliare nulla".
Crisetig sembra in crescita. Quanto può essere importante in questo momento?
"Penso che Lorenzo sia il giocatore che, per ruolo e caratteristiche, abbia una delle personalità più importanti all'interno della squadra. In quel ruolo è fondamentale avere leadership e capacità di guidare il gioco. Contro lo Spezia ha disputato una buona partita e credo stia migliorando anche dal punto di vista della condizione fisica. Deve essere un giocatore importante per noi. Lui, come Portanova, deve prendere per mano la squadra sotto l'aspetto della personalità. Servono giocatori che sappiano guidare i compagni e trasmettere leadership in campo".
Dopo due sconfitte e con otto punti di ritardo dalla vetta, cosa dice alla squadra per mantenerla concentrata sugli obiettivi?
"Bisogna essere umili ma anche consapevoli delle proprie qualità. Se vogliamo essere protagonisti, dobbiamo pensare soltanto a noi stessi e cercare di dare il massimo in ogni partita. In un campionato lungo tutti attraversano momenti difficili. C'è chi li vive prima e chi dopo. La cosa importante è sbagliare il meno possibile e non trasformare questa rincorsa in un problema mentale. Se ci facciamo schiacciare dalla pressione, rischiamo di peggiorare le cose. La tensione deve essere quella giusta, quella che ti aiuta a tirare fuori energie e prestazioni. Noi abbiamo sempre pensato di poter essere una squadra competitiva e dobbiamo continuare a dimostrarlo sul campo, attraverso il lavoro e la crescita quotidiana".
Quanto conta la classifica in questo momento della stagione?
"La classifica è ancora molto corta. A parte lo Spezia, tutte le squadre sono molto vicine. Nessuno ci ha mai detto che dobbiamo vincere il campionato, ma nessuno ci ha nemmeno detto il contrario. Dentro di noi dobbiamo conservare ambizione, sogni e obiettivi. È giusto averli. Però dobbiamo lavorare per ottenere il massimo possibile, senza fare proclami all'esterno. Quello che conta è la volontà del gruppo di migliorare e ottenere più risultati possibile. Adesso, dopo due sconfitte, dobbiamo essere bravi a ribaltare subito il momento e ritrovare continuità".
Pesa l'assenza di alcuni giocatori importanti?
"Non mi sono mai lamentato delle assenze e continuo a non farlo. Però è evidente che alcuni giocatori abbiano un peso specifico importante. Penso a Castagnetti. Sulla carta stiamo parlando di elementi di grande valore. Oggi non li abbiamo ancora a disposizione e quindi sappiamo di avere margini per alzare ulteriormente il livello della squadra quando rientreranno. Detto questo, chi c'è ha già dimostrato, eccezion fatta per la gara di Perugia, di poter essere competitivo".
In una gara tra due squadre che arrivano entrambe da due sconfitte consecutive prevale la voglia di vincere o la paura di perdere?
"Io mi auguro che prevalga la voglia di vincere. La paura e la negatività devono restare fuori dallo spogliatoio, perché altrimenti il rendimento cala. Ci deve essere soltanto la determinazione di uscire da un momento difficile e riportarlo su un binario positivo. Questa deve essere la nostra mentalità".
Come si prepara una partita contro una squadra che ha cambiato da poco allenatore?
"Non è semplicissimo, perché il Pineto ha cambiato sistema di gioco più volte anche in passato. Nell'ultima gara ha utilizzato una struttura diversa rispetto a quella che si vedeva più spesso in precedenza. Non abbiamo ancora riferimenti certi, perché siamo soltanto alla prima partita della nuova gestione. Se dovessero confermare il sistema di gioco visto nell'ultima uscita, abbiamo lavorato soprattutto su quello".
Ha ancora dubbi di formazione?
"Uno sì. Me lo porterò dietro fino all'ultimo. È un dubbio che riguarda il reparto offensivo e devo ancora fare una valutazione tecnica".
La continua alternanza tra Rover e Girma rischia di togliere certezze a entrambi?
"Assolutamente no. Oggi una squadra deve ragionare come un gruppo composto da 24 giocatori. Tutti devono essere pronti a entrare e uscire dalla formazione. Inoltre non parlerei di alternanza continua. Girma ha giocato titolare sei partite su otto, quindi l'80% delle gare disputate. Direi che è una percentuale molto importante e non certo il segnale di un giocatore che entra ed esce continuamente dalle scelte iniziali".
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