Spezia, Turati: "Essere accostato a Zeman è uno dei complimenti più belli ricevuti"

Spezia, Turati: "Essere accostato a Zeman è uno dei complimenti più belli ricevuti"TMW/TuttoC.com
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di Matteo Ferri

Marco Turati, allenatore dello Spezia, ha commentato con un filo di voce la sesta vittoria consecutiva dei liguri, arrivata sul campo del Pescara e valsa il primato solitario in classifica: "Il complimento di essere accostati anche solo lontanamente al gioco di Zeman è uno dei più belli che abbia ricevuto da quando faccio l'allenatore: un maestro che ho sempre ammirato, da calciatore e poi da allenatore, per quello che ha fatto e che spero farà. Per quanto riguarda noi, penso che abbiamo fatto una bellissima partita: forse ci è mancata la qualità nell'ultimo settore di campo, negli ultimi venticinque-trenta metri, dove di solito siamo molto più fastidiosi. Nel primo tempo in particolare abbiamo regalato qualche pallone, e da quei palloni sono nate alcune ripartenze contro una squadra come il Pescara, che davanti ha attaccanti forti: trovarsi di fronte Parigi, D'Ausilio, Ferraris, gente con grandissima gamba e grande struttura in area, ci ha fatto essere forse un po' ingenui in alcune situazioni. Tutto sommato è stato un bel banco di prova per una squadra giovane come la nostra, che deve mettere dentro tantissime conoscenze: fare partite così ci fa sicuramente crescere".

Mazzocchi è stato richiamato in panchina dopo settanta minuti, lasciando spazio a Zilli, poi decisivo con il gol del 2-1: "Simone Mazzocchi è un attaccante forte, completo, che fino a oggi ha trascinato la squadra: è un ragazzo serio, che si allena sempre forte, e oggi ha fatto settanta minuti di grandissimo sacrificio, forse con meno qualità rispetto ad altre partite. Quando ho visto che stava leggermente calando, avendo la fortuna di avere in panchina un altro attaccante come Zilli, che non ha fatto ritiro con noi ed è arrivato l'ultimo giorno di mercato, quindi con poco minutaggio finora, non ho esitato a metterlo dentro. Si è comportato veramente bene: venti minuti di grandissima qualità, e spero sia per noi un'arma in più per il futuro".

La squadra è apparsa consapevole della propria forza, capace di ottenere il massimo con il minimo sforzo: "Siamo partiti come una squadra giovane, che doveva costruirsi piano piano: l'ingrediente primario che avevo chiesto era la fame e un'aggressività che ci rendesse riconoscibili in una categoria complicata e difficile, come sappiamo tutti. Quanto alla qualità, penso stia migliorando nelle scelte, anche se oggi, come dicevo, negli ultimi trenta metri non siamo stati lucidi. Ma quando hai a disposizione ragazzi giovani che ogni giorno danno grandissima disponibilità, i miglioramenti si vedono a vista d'occhio: spero che questo sia solo un punto di partenza, anche per loro, che hanno bisogno di diventare grandi e di ambire a fare partite belle come quella di oggi".

Quattro mesi fa, a campi invertiti, le due squadre si giocavano lo stesso confronto in Serie B, chiudendo entrambe con una retrocessione, ma oggi le due realtà sembrano molto distanti in termini di identità: "Quattro mesi fa ero anch'io davanti alla televisione a guardare Spezia-Pescara, ed ero rammaricato, perché Pescara è una piazza che dal mio punto di vista dovrebbe stare in Serie A, come lo Spezia: siamo retrocessi entrambi. Quando sono stato chiamato a Spezia sapevo delle difficoltà, perché abbiamo cambiato ventidue calciatori, e gli unici due rimasti dall'anno scorso sono rientrati nel mio gruppo il 3 settembre, quindi hanno avuto pochissimo tempo per lavorare con noi. Se oggi abbiamo un'identità chiara, il grande merito è di questi ragazzi, che ogni giorno mi danno una disponibilità fuori dal comune: ci è capitato di sbagliare per inesperienza, ma sull'impegno, la serietà e soprattutto la fame non ho mai avuto mezza giornata da recriminare a questo fantastico gruppo. So che la strada è ancora lunga, che abbiamo tantissimi margini di crescita e ancora qualche piccolo problema, perché in qualche ruolo siamo scoperti e devo adattare qualche calciatore: ma il fatto che sia ancora settembre e abbiamo già una buona identità è motivo d'orgoglio per me".

Sulla lettura degli equilibri del campionato, ancora tutt'altro che definiti dopo sette giornate: "Assolutamente no, lo dico quotidianamente e non per retorica: ho fatto tanti anni il calciatore, ne ho viste di tutti i colori, rimonte pazzesche. Oggi abbiamo visto il Perugia, reduce da tre sconfitte di fila, mettere sotto una vera corazzata come la Reggiana e ributtarsi dentro il gruppone. Noi abbiamo un piccolissimo vantaggio, ma ci sono squadre come questo Pescara che hanno tutto per venirne fuori: una società veramente solida, calciatori che per la categoria non c'entrano nulla e altri che devono recuperare, fuori per infortunio o per una condizione fisica non ancora ottimale. Dal mio punto di vista in questo campionato ci sono sette-otto squadre con rose forti, e noi vogliamo essere lì con loro".