Suggestione Papu Gomez per il Catania. Tra nostalgia e un timido contatto

Suggestione Papu Gomez per il Catania. Tra nostalgia e un timido contattoTMW/TuttoC.com
Alejandro Gomez
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Oggi alle 09:00Primo piano
di Valeria Debbia

La suggestione è di quelle che fanno rumore anche quando circola sottovoce: Alejandro “Papu” Gomez di nuovo al Catania. A rilanciarla è La Sicilia, che parla di un’idea nata quasi per caso, complice il ritorno dell’argentino in campo con il Padova dopo la lunga squalifica e, forse, anche l’effetto‑scia del colpo mediatico Ronaldinho a Ravenna.

Secondo quanto riportato dal quotidiano, un emissario avrebbe sondato la disponibilità del Catania, ricevendo in risposta un prudente “le faremo sapere”. Una formula che non apre scenari concreti, ma certifica che un primo contatto, seppur timido, c’è stato. Il club rossazzurro, oggi, ha altre priorità: ringiovanire la rosa, cedere chi non rientra nei piani, costruire un gruppo più leggero e sostenibile. Ma la suggestione resta lì, sospesa tra affetto, nostalgia e fantasia estiva.

Gomez, 38 anni, ha ancora un anno di contratto con il Padova e nell’ultima stagione ha collezionato otto presenze, prima di fermarsi per un problema alla caviglia. Le cure proseguono a Bologna in vista del raduno del 10 luglio, e non è escluso che il club biancoscudato decida di trattenerlo.

E allora perché se ne parla? Perché Catania è stata la sua prima casa italiana, il luogo dove sbocciò tra il 2009 e il 2011, diventando uno dei simboli dell’era Pulvirenti‑Lo Monaco. E perché sui social, seguiti da oltre cinque milioni di persone, il Papu continua a pubblicare ricordi rossazzurri, anniversari, foto, messaggi agli ex compagni: un filo emotivo che non si è mai spezzato.

Sul piano tecnico, un eventuale ritorno sarebbe un ruolo “alla Altafini”: un leader part‑time, un uomo d’esperienza da inserire in un gruppo giovane, più che un titolare da 90 minuti. Una presenza simbolica, identitaria, utile anche in vista della riapertura di Torre del Grifo, dove un testimonial internazionale avrebbe un peso non banale.

La domanda resta aperta: è solo una suggestione estiva o qualcosa di più? Per ora, la risposta è semplice: non è un’invenzione, ma non è una trattativa. È un’idea, un pensiero, un contatto minimo che nasce dall’affetto di una piazza e dalla storia di un giocatore che a Catania ha lasciato un pezzo di cuore.

E come tutte le suggestioni estive, si commenta sotto l’ombrellone: tra sogni, ironia, scetticismo e quel pizzico di speranza che, nel calcio, non muore mai.