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Banchieri: "Brescia favorito ma occhio a Novara, Renate e Trento"

Banchieri: "Brescia favorito ma occhio a Novara, Renate e Trento"TMW/TuttoC.com
Oggi alle 11:50Altre news
di Matteo Ferri

Il tecnico Simone Banchieri, ex allenatore tra le altre di Novara e Messina, ha fatto il punto sul calciomercato di Serie C ai microfoni di TMW Radio, nel corso di A Tutta C: "Come ogni anno il mercato in questo momento è abbastanza normale, poi si sa che negli ultimi due-tre giorni si fa tutto quello che non si è fatto nel mese precedente: andrà sempre così, i tecnicismi del mercato portano a questo. Io credo però che le squadre con ambizioni di vincere si siano mosse bene in tutti e tre i gironi, perché hanno stabilizzato la rosa e l'hanno rinforzata con giocatori di qualità: dal Brescia alla Salernitana, dal Catania al Novara, tutte quelle squadre che devono avere ambizioni di vincere".

Il Brescia parte favorito nel girone A dopo la finale playoff persa contro l'Ascoli. Chi può contendergli la vittoria?
"Il fatto di essere arrivati in finale porta dei vantaggi, perché hanno un allenatore bravo e una rosa già forte. Però ogni anno si riparte da zero, e squadre come il Novara, che ha preso Moretti e Zambataro - giocatori importanti per la categoria - hanno tutte le carte in regola per competere, anche per storicità di piazza: sono stato tanti anni a Novara e sarebbe un bell'auspicio. Lo stesso vale per il Renate, arrivato terzo lo scorso anno e ulteriormente rafforzato: davanti hanno un attaccante che io ho allenato, Karlsson, che garantisce comunque 15 gol. A Novara ci sono Lanini e Da Graca, due giocatori da 15-20 gol a testa se le cose vanno in maniera normale: quando hai attaccanti così davanti, le ambizioni ci possono essere. Anche il Trento è ormai da qualche anno nei primi posti e ha fatto un mercato intelligente e qualitativo. Ci sarà da lottare, ma è chiaro che il Brescia si sta muovendo con l'obiettivo dichiarato di vincere".

Il girone B è tradizionalmente il più equilibrato e negli ultimi anni ha sempre portato la quarta squadra promossa in B tramite playoff - prima il Pescara, poi l'Ascoli. Quest'anno arrivano anche tre delle quattro retrocesse dalla B. In questo contesto, che effetto fa vedere un giocatore come Ronaldinho, dopo una decina d'anni dal ritiro, tornare in campo con la maglia del Ravenna?
"Per il calcio italiano è sicuramente una cosa importante. Il Ravenna ha una proprietà incredibile come Cipriani, e Ravenna è una città bellissima. Lo scorso anno si è giocata il campionato fino alla fine, e l'operazione Ronaldinho, da quello che leggo, è soprattutto un'operazione di marketing e di immagine: leggo anche che diventerà socio del club, quindi credo sia una cosa bellissima per il movimento del calcio italiano, per la Serie C e chiaramente per il Ravenna, perché alza ambizioni e aspettative. Il Ravenna sul campo era già una squadra forte, e il potenziale economico per completare la rosa non manca di certo: la vedo competitiva in un girone dove ci sono Spezia, Reggiana, Pescara, piazze con ambizioni forti e strutture societarie e tecniche di altissimo livello".

Ronaldinho ha detto di voler segnare l'ultimo gol della carriera con la maglia del Ravenna, ma è fermo dal 2015: da allenatore, cosa serve per gestirlo?
"Premesso che mister Mandorlini non ha bisogno dei miei consigli, le dico comunque cosa farei: credo sia una cosa bella per la città, per il club e per il calcio italiano, quindi non farei altro che seguire il filo dell'immagine e del marketing. Ronaldinho, quando ha voglia, si allena, e per i ragazzi che lo vedranno farlo anche a quell'età sarà spettacolare, ne saranno ammirati. Quando dovrà giocare quella partita la giocherà, e i minuti che gli daranno saranno quelli corretti: per essere corretti serve tempo, ed è vero che non gioca da dieci anni"