Eramo: “Benevento ha tutto da perdere col Crotone, non va presa sotto gamba”

Eramo: “Benevento ha tutto da perdere col Crotone, non va presa sotto gamba”TMW/TuttoC.com
© foto di Federico Gaetano
sabato 3 gennaio 2026, 23:30Altre news
di Laerte Salvini

Mirko Eramo conosce bene Benevento, il campionato e le dinamiche di una stagione lunga. Intervistato da Il Mattino edizione Benevento, l’ex centrocampista giallorosso – protagonista della promozione in Serie A del 2017 – analizza la ripartenza dopo la sosta e lo scenario che attende la capolista contro il Crotone, prossimo avversario.

“Il rientro dopo uno stop non è mai semplice – spiega Eramo – possono esserci risultati strani e cambiare gli equilibri del torneo. La situazione societaria del Crotone può distogliere l’attenzione, ma il Benevento non dovrà prenderla sotto gamba: ha tutto da perdere”. Parole accompagnate anche da una riflessione personale sul momento dei rossoblù: “Mi dispiace per il Crotone, conosco il presidente e i sacrifici fatti. Probabilmente è stanco di dover fare tutto da solo senza aiuti”.

Sulla corsa promozione, Eramo invita alla prudenza: “Un primo bilancio reale si potrà fare a marzo. Benevento e Catania hanno una loro identità ben definita: i giallorossi divertono, segnano tanto e giocano bene; i rossazzurri sono più esperti, solidi e concreti”.

Alle spalle del duo di vetta, l’ex centrocampista individua un possibile outsider: “La Salernitana può fare un mercato importante, allo stesso livello di Benevento e Catania, e può tenere il passo. Per Cosenza e Casertana, invece, credo sia più difficile restare agganciate”.

Eramo torna poi alla sua esperienza nel Benevento di Baroni, inserendosi in un gruppo già rodato: “Paradossalmente è più complicato fare mercato quando le cose vanno bene. Basta una scelta sbagliata per rompere il giocattolo. Carli è un direttore molto bravo e farà le scelte giuste. Questa squadra è già abbastanza completa in tutti i reparti, probabilmente si cercherà di migliorare nelle alternative”.

Un passaggio anche sui singoli, con il paragone tra Simonetti e il suo ruolo nel 2017: “Avere giocatori duttili è un grande vantaggio. Io non avevo una caratteristica dominante, ma potevo fare tutto. Simonetti sa adattarsi, vede la porta ed è un valore aggiunto. C’è anche Manconi dietro la punta, un po’ come Falco allora”.