TMW Radio

Marcolini: "Serie C equilibrata, chi dovrebbe ammazzare il campionato..."

Marcolini: "Serie C equilibrata, chi dovrebbe ammazzare il campionato..."TMW/TuttoC.com
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 16:40Altre news
di Marco Pieracci

Ospite di A Tutta C, su TMW Radio, il tecnico Michele Marcolini ha parlato delle nuove norme che consentono a chi viene esonerato entro il 20 dicembre di trovare un'altra squadra nel corso della stessa stagione: "Più che parlare di casta, dire innanzitutto chi ha questa possibilità fa bene a sfruttarla, metto in chiaro il mio pensiero. C'è questo tipo di possibilità e tutti gli allenatori che ne approfittano fanno bene, perché stare a casa non piace a nessuno: avere la possibilità di lavorare sul campo è quello a cui tutti noi aspiriamo perché sì, è il lavoro, ma è la passione comunque che ci porta ad andare in campo, a creare i gruppi, a provare emozioni forti. Credo però che eticamente non sia una cosa giusta, soprattutto nello stesso girone o nella stessa categoria, , nel senso che tanti allenatori la domenica prima potevano giocare contro la squadra che poi magari possono andare ad allenare: non è una bella situazione. Ma le norme lo consentono e si deve accettare. Ad ogni modo, a prescindere dal fatto che poi ci possano essere allenatori più o meno chiusi, a me non piace parlare di casta: credo che chi ha appeal prima o poi va ad allenare, chiaramente dove e come, cosa accettare, valutare le proposte arrivano, come sempre". 

Non si dovrebbero valutare meglio i percorsi?

"Non sono la persona giusta per giudicare, sono chiamato in causa quindi non mi piace commentare queste situazioni. Credo semplicemente che ogni società faccia le scelte per quelle che sono le idee, le esigenze, le necessità. Poi i matrimoni bisogna farli in due, perché a volte è la società a cui non piace un certo tipo di situazione societaria, la verità del resto è anche questa, non tutte le situazioni sono chiare, limpide. Quindi tante volte ci sono dei pensieri sul fatto di lanciarsi o meno in un'avventura. A me piace sempre dire che la verità sta un po' nel mezzo. Come anche nella scelta dei giocatori, siccome è una scelta molto importante, va cercato di conoscere tutto il pacchetto di un tecnico, alla fine noi allenatori dobbiamo portare le idee, dobbiamo portare un'organizzazione, il tipo di persona è dunque importante. Sui criteri di scelta non so dire, perché sono ancora dall'altra parte, quindi mi adatto a quello che succede". 

Come sta vedendo questa Serie C?

"Sempre uguale: ci sono delle sorprese, però c'è equilibrio. La squadre che dovrebbero, tra virgolette, ammazzare il campionato, perché sono delle grandi piazze, perché hanno un grande tifo, un grande seguito, fanno più fatica di quello che era preventivabile, e faccio l'esempio della Salernitana, oppure di un Catania che è però ora in ripresa, poi, per contro, ci sono le sorprese come il Potenza del mio amico Tisci, per il quale contentissimo: sta facendo benissimo, risultati ma anche prestazioni, tanti gol. Ma cito anche lo Spezia, esempio più lampante: Turati ha costruito una squadra forte, ma a prescindere dal fatto che sia forte, è organizzatissima, con tanto possesso, ma non fine a se stesso, anzi sempre rivolto ad andare a far male. Mi sta piacendo davvero tanto, come mi era piaciuto da impazzire l'Ascoli l'anno scorso. Ricordiamoci però che la Serie C non è così semplice come tanti magari possono immaginare,  lo dimostra anche il fatto che il Brescia, una signora squadra, si trova a rincorrere, perché anche Cittadella e Trento stanno facendo molto bene. Oltre ciò, però, mi auguro che ci sia sempre un utilizzo maggiore dei giovani italiani, in A siamo lontani da questo, ma c'è bisogno di calciatori italiani, farebbero bene in primis alla Nazionale, poi al nostro calcio".