Morrone: "A Salerno la vera garanzia si chiama Daniele Faggiano"
Ospite di TMW Radio, il presidente dell’ADICOSP Alfonso Morrone ha fatto il punto sulla lotta al vertice nei tre gironi della Serie C e sui prossimi playoff.
Buonasera direttore, questo fine settimana propone tre scontri al vertice, uno per ogni girone. Union Brescia-Lecco, Arezzo-Ravenna e poi Salernitana-Catania. Catania che nell'infrasettimanale si sposterà di qualche chilometro e andrà a giocare contro il Benevento. Ti chiedo quale di questi tre, a tuo avviso, può risultare più determinante per gli esiti dell'alta classifica dei tre gironi delle squadre coinvolte.
"Io penso che per quanto riguarda la promozione diretta, credo che ormai Vicenza abbia vinto il campionato, quindi Brescia-Lecco, secondo me, sarà importantissima per la griglia di partenza e per i play-off. C'è in gioco il secondo posto, in fin dei conti. Arezzo-Ravenna idem. Anche qui credo che solo i toscani possano perdere il campionato. Nel girone C, il Benevento ha un buon margine e solo il Catania può insidiarlo. Ma la Salernitana, anche con il cambio di allenatore, deve raddrizzare la classifica. Alcune squadre non sono interessate direttamente per la prima posizione, ma comunque devono pensare ai loro campionati e alla post-season. Sono tutti partite importantissime. Salernitana-Catania è una partita di Serie A, ma anche Arezzo-Ravenna è una partita di Serie B e lo stesso Brescia ha un grande seguito".
Hai citato Salerno, hai citato la scelta del direttore sportivo Daniele Faggiano di puntare su Serse Cosmi. Su Cosmi, allenatore sulle cui qualità e sul cui curriculum non si può dire assolutamente niente. È un allenatore che è stato per anni in Serie A e ha fatto la Serie B ad alti livelli, quindi le qualità del tecnico non si discutono. Perché ci si spacca? Perché da una parte c'è chi dice che la Salernitana ha scelto di puntare proprio su un profilo che conosce anche altre categorie. Dall'altra c'è chi dice che Cosmi, nome da Serie A, nome da Serie B, ma in Serie C non allena dal 1999-2000 ed è fermo da quattro anni.
"Sicuramente non è un allenatore che negli ultimi anni ha fatto la Serie C, quindi magari il campionato lo conosce di meno rispetto ad altri allenatori. Però la garanzia di questa scelta si chiama Daniele Faggiano, perché non possiamo dimenticare il grandissimo campionato che fece il Trapani, che ha visto quasi al traguardo della Serie A in quel finale play-off con il Pescara. Il direttore sportivo era Daniele Faggiano e l'allenatore era Serse Cosmi. Io credo che la scelta, oltre per la fiducia e per l'unione di intenti da parte del direttore con l'allenatore, dall'alto della sua esperienza calcistica Cosmi può ricompattare un ambiente che è un po' depresso e che purtroppo, va avanti in un contesto in questo momento molto particolare, perché ha una piazza, una tifoseria contro la società. Io però vorrei spezzare anche una lancia a favore del direttore e dalla società. Parliamo di una società che in tre anni è finita dalla Serie A alla Serie C, ma la Salernitana ha una grande rosa. Poi purtroppo ne vince uno e quando iniziano a inanellarsi i risultati non positivi, poi c'è anche il fato, la malasorte che fa il resto. I competitors si chiamano Catania e Benevento, quindi sicuramente qualche errore è stato fatto. Però l'esigenza di ricompattare tutto e andare sul sicuro con l'enigma della categoria, perché Cosmi ha fatto molto bene in altre categorie ma non scende in C da 26 anni".
Ti chiedo, in quest'ottica qui, se i valori che stiamo vedendo nella stagione regolare e nel campionato classico, secondo te li rivedremo riproposti anche come equilibri, anche nei play-off, perché, ok, tutto bello, ne vince una di queste nove, tre le saluteremo direttamente per la Serie B, le altre dovranno entrare in quel tritacarne che sono i play-off e te le aspetti tutte protagoniste allo stesso modo?
"Allora, i play-off sono un campionato un po' a parte, magari forse levando un po' le prime partite quando magari la decima gioca con la quinta, ma poi devi avere la fortuna di stare sul pezzo in quei quindici giorni, una squadra che sta in forma sotto l'aspetto psicofisico e atletico. E' come quando fai i mondiali europei, non sempre cambia che vince la squadra più forte, la nazionale più forte, vince magari quella che in quel momento ha una condizione migliore rispetto alle altre, non sottovalutando l'aspetto tecnico. Io mi ricordo l'anno in cui ero a Fondi, che stavamo lottando per non retrocedere con il Cosenza. Poi il Cosenza arrivò quinto o sesto, non ricordo, e poi batte il Siena, che era la sua favorita. Bisogna poi avere l'opportunità di ritrovarsi in quel periodo della stagione in grandissima forma. E quindi credo che comunque sia, prescindendo da questo mio ragionamento, vedremo un play-off di altissimo livello, perché troveremo almeno due tra Catania, Benevento e Salernitana, ma io vi aggiungerei Cosenza, Crotone, che non sono piazze da meno. Anche la Casertana, che sta facendo un ottimo campionato, con un grandissimo allenatore, Federico Coppitelli. Io lo volevo quando ero al Potenza, 25 anni fa, come calciatore. Era un classe '84 ed era anche bravo come calciatore. C'è anche il Cittadella di Stefano Marchetti che non bisogna sottovalutarlo. Io ho commentato per la Rai Vicenza-Cittadella e mi aspettavo qualcosa di più. Però non era facile, perché ormai il Vicenza, solo lei può buttare alle ortiche questo campionato. Dovrebbe fare anche peggio dell'Alessandria di qualche anno fa, che aveva ormai vinto il campionato e poi l'ha vinta la Cremonese di Serie C, ma il distacco ormai è così tanto che si può permettere anche di perdere in casa dopo tantissimo tempo. E quindi io credo che mai come quest'anno potremmo assistere a una B2 a livello di play-off, perché avremo grandissime piazze che si troveranno comunque contendere su 28 società che parteciperanno ai play-off. Soltanto una arriverà alla fine. Anche l'anno scorso non vinse la favorita, nonostante il Pescara sia una piazza da Serie A, ma non credo che all'inizio della stagione in molti avessero puntato su di loro. Forse sulla Ternana e qualche altra squadra, ma non sul Pescara che è stato bravo a farsi trovare pronto nel momento decisivo della stagione, meritando il passaggio di categoria pur soffrendo molto nella finale di ritorno".
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