TLP - CONSIGLI PER GLI ACQUISTI: REY MANAJ

Da un'idea di Luca Esposito
10.01.2015 23:00 di Nicolò SCHIRA Twitter:    vedi letture
TLP - CONSIGLI PER GLI ACQUISTI: REY MANAJ
TMW/TuttoC.com
© foto di Jacopo Duranti/Tuttolegapro.com

Stimmate da predestinato. Rey Manaj, pur essendo un classe '97, ha già fatto parlare di sè. Qualità tecniche importanti e idee chiare: nel settore giovanile della Sampdoria ha incantato con gli Allievi Nazionali di Pedone prima e la Primavera di Chiesa poi. In estate i blucerchiati non hanno investito 250mila euro per riscattarlo e così il gioiellino albanese è tornato alla Cremonese. Un diamante grezzo che Montorfano ha affinato, lanciandolo in prima squadra. Per il futuro lo seguono Juventus, Palermo ed Inter. Il grande salto potrebbe avvenire già in estate. Intanto TuttoLegaPro.com ha intervistato la punta diciassettenne per la rubrica dedicata ai migliori giovani nel panorama della terza serie e denominata "Consigli per gli acquisti".

Rey, ci racconta il suo primo ricordo legato al calcio.

"Quando sono venuto in italia mio padre mi ha iscritto ad una palestra per fare sport. Da lì ho iniziato a giocare a pallone. Avevo otto anni".

Quando guardava la tv chi ammirava in particolare fra i tanti campioni protagonisti all'epoca in Serie A?

"Ronaldo mi faceva impazzire. Il Fenomeno era il mio idolo".

Lei ha ricevuto paragoni importanti: oggi chi ha come punto di riferimento?

"Ibra o Balotelli, cerco di emulare questi due campioni. Chi preferisco? Ibra mi piace di più".

Che effetto le fa giocare fra i professionisti ad appena diciassette anni?

"Adesso mi sembra una cosa normale, ma all'inizio non è stato semplice: mi sono dovuto organizzare e abituare agli impegni e conciliare il tutto con la vita di un ragazzo".

Cosa cambia dal Campionato Primavera a quello di Lega Pro?

"In Primavera conta più il nome che come ti comporti in allenamento tutti i giorni. Giochi sempre senza particolari difficoltà. Invece nei professionisti è molto più dura. Se in settimana lavori male, non riesci a scendere in campo. Bisogna restare sempre sul pezzo. Servono tanti sacrifici ed allenarsi ad alta intensità".

Contro l'Alessandria a metà ottobre ha segnato il suo primo gol nei professionisti: ricordi?

"Il primo gol non l'ho sentito molto, ti direi una bugia se ti dicessi che è stato speciale o che mi sono emozionato. Il gol in Lega Pro lo ritengo solo di passaggio: il mio sogno è quello di riuscire a segnare in Serie A".

Se le dico Sampdoria, a cosa pensa?

"E' stata una grande esperienza. Era la Samp di mister Mihajlovic, che mi riempiva di complimenti e consigli ogni volta che mi aggregavo alla Prima Squadra per gli allenamenti".

Con chi ha legato particolarmente in blucerchiato?

"All'inizio con gli Allievi cercavo un tunnel in più o calciavo da centrocampo. Lo facevo per mettermi in mostra. Dopo ho legato molto con Obiang, Mustaafi, Gastaldello, Maxi Lopez e De Silvestri. Loro mi hanno aiutato molto con incoraggiamenti e consigli, ancora adesso ci sentiamo molto spesso".

Lei è in prospettiva un uomo-mercato: la seguono Juventus, Palermo e Inter. Che idee si è fatto in merito?

"Ritengo uno stimolo in più i complimenti e le squadre che mi vengono a seguire,  Comunque non voglio pensare al mercato, ma solo alla Cremonese. Sono concentrato solo su di me e sulla squadra grigiorossa".

In che ruolo offensivo si trova meglio?

"Non c'è un modulo in particolare che prediligo. Bisogna sapere adattarsi ad ogni schema offensivo. Cerco di fare bene sia come unica punta, che in un tridente o in un attacco a due".

Lei è nel giro delle Nazionali albanesi: si aspetta una chiamata da Gianni De Biasi?

"Non ti nascondo che punto alla nazionale maggiore. Mi piacerebbe conquistarla, ma per ora sto con i piedi per terra".

Cosa è cambiato per lei nel passaggio di testimone in panchina da Montorfano a Giampaolo?

"Con mister Montorfano ho avuto grande spazio, le più belle partite le ho fatte giocando appunto da titolare. Il cambio di allenatore si è sentito. La squadra con un nuovo tecnico cambia modo di allenarsi, tutti sono stimolati nel mettersi in mostra e mutano le gerarchie. Con Giampaolo, inizialmente, sono rimasto escluso in due gare e ciò mi ha stimolato nel conquistarmi il posto. Al momento non capivo le esclusioni e le ho vissute male, adesso le capisco. Il mister in questo modo mi ha aiutato a crescere, stimolandomi a fare sempre meglio...".

Lei è legatissimo ai suoi genitori, tanto da dedicare a loro il primo contratto da professionista.

"La famiglia è sempre la famiglia: come tuo padre e tua madre non ti vuole bene nessuno nel mondo. Sono punti di riferimento importantissimi. Di giocatori che in allenamento sembrano dei talenti e la domenica non combinano nulla, è pieno il mondo. Basta un gol per finire sui giornali e si rischia di montarsi la testa. Cerco di non pensare a nulla e loro mi aiutano a restare sulla strada giusta".

Ormai Cremona è diventata la sua città d'adozione.

"Con Cremona ho sempre avuto un bel rapporto, in particolare con il presidente Simoni e la sua famiglia, ma ho instaurato un ottimo feeling anche il direttore Giammarioli e tutti i tifosi. Il pubblico mi ha sempre incitato e sostenuto sin dalle mie prime apparizioni in grigiorosso. Ricordo ancora i loro primi applausi mentre mi riscaldavo prima di entrare in campo".

Se le dico Cremonese in cadetteria...

"Ci spero. Sarebbe bello centrare una promozione in Serie B con questa squadra. Potrebbe accadere quest'anno come in futuro. Siamo un gruppo giovane che ha bisogno di tempo. Ci sono anche i Playoff per salire di categoria, tutto può ancora accadere...".

Quali difensori l'hanno messa in difficoltà quest'anno?

"Non bado mai all'avversario, senza nulla togliere a nessuno. Non è una mancanza di rispetto, ma semplicemente penso solo a me stesso".

Come si immagina fra cinque anni...

"Il sogno nel cassetto è di giocare nel Real Madrid. Sarebbe bello fra cinque anni poter giocare in un club del genere".

Con CR7 o al posto del lusitano?

"Sarebbe il massimo fare coppia con un campione del genere. Io avrò ventidue anni e lui trentatre, chissà...".