Altamura, Memushaj: "Curioso di vedere a che punto siamo. Mi aspetto identità"

Altamura, Memushaj: "Curioso di vedere a che punto siamo. Mi aspetto identità"TMW/TuttoC.com
Ledian Memushaj
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Ieri alle 23:30Coppa Italia
di Valeria Debbia
Il tecnico biancorosso chiude il ritiro con buone sensazioni e guarda al debutto di Coppa: fiducia in un gruppo di 22 titolari e richiesta di coraggio e personalità.

L’Altamura si prepara al debutto ufficiale della stagione 2026‑27: domani sera allo Zaccheria va in scena la sfida di Coppa Italia contro il Foggia, in un contesto particolare e a porte chiuse. Alla vigilia, Ledian Memushaj ha risposto alle domande dei colleghi, tracciando un primo bilancio del ritiro e le aspettative per la gara.

«Ho avuto buone indicazioni in questo ritiro» ha spiegato il tecnico. «Abbiamo lavorato bene e sono curioso anche io di vedere domani a che punto siamo. Sono convinto che i ragazzi faranno una buonissima gara».

“Contentissimo della rosa: ho 22 titolari”

Sul mercato, Memushaj non ha dubbi: «Non mi aspetto nulla ad oggi. Sono contentissimo di quello che ho: ragazzi eccezionali che si sono messi subito a disposizione e che fino ad oggi mi hanno dato tutto. Il direttore penserà al resto: io sono soddisfatto di come stiamo lavorando».

Tra i singoli, inevitabile il riferimento a Giancarlo Malcore: «È un giocatore importante per noi, ci aspettiamo tanto da lui come dagli altri. Ho la fortuna di non avere solo 11 titolari, ma 22 ragazzi: 22 titolari. Mi aspetto tanto da tutti».

“Prima partita vera: serve minutaggio per tutti”

Memushaj ha chiarito che la gara di Coppa servirà soprattutto per mettere minuti nelle gambe: «Penso che tutti abbiano bisogno di minutaggio. Fino ad oggi abbiamo giocato amichevoli, ma le partite vere sono un’altra cosa. Non ragiono sul Monopoli: oggi c’è la Coppa Italia, l’obiettivo è andare a Foggia e cercare di passare il turno. Dopo penseremo al campionato».

“Mi aspetto identità, coraggio e personalità”

Alla domanda su cosa voglia vedere in campo, il tecnico è stato netto: «Vorrei vedere quello che abbiamo fatto in ritiro, le cose che abbiamo provato. Mi aspetto un’identità, una squadra coraggiosa, con personalità, che sappia interpretare bene la partita e fare entrambe le fasi: possesso e non possesso».

“A porte chiuse dispiace, ma non deve cambiare nulla”

La gara si giocherà senza pubblico, un elemento che Memushaj avrebbe voluto diverso: «Peccato si giochi a porte chiuse, sarebbe stato bello a porte aperte. Ma non deve cambiare niente: dobbiamo andare là e provare a passare il turno».

“Foggia? Partita difficile: partiranno forte”

Sull’avversario, Memushaj ha grande rispetto: «Affrontiamo una squadra difficile, che magari non è ancora completa perché è partita in ritardo, ma avrà un’identità. Conosco benissimo l’allenatore, lo stimo tanto: troveremo una squadra pronta, aggressiva, che partirà forte. Dobbiamo farci trovare pronti».

“Obiettivo stagionale: salvarci il prima possibile”

Guardando più avanti, il tecnico non si nasconde: «Dobbiamo cercare di salvarci il prima possibile. Mi piace ragionare partita dopo partita: domani c’è la Coppa Italia, una partita importantissima dove proveremo a passare il turno. Da domani si inizierà a pensare al campionato».

Situazione infermeria: Florio squalificato, Gagliardi quasi pronto

Capitolo indisponibili: «Abbiamo Florio che deve scontare un turno di squalifica. Per il resto la squadra è al completo. L’unico indisponibile è Gagliardi, ma penso che a breve ritornerà in gruppo. Sono contento anche sotto questo punto di vista: non è facile uscire da un ritiro con pochi infortuni».

“Foggia squadra tosta: servirà maturità”

Memushaj ha chiuso con un’analisi tecnica dei rossoneri: «Hanno preso giocatori importanti per la categoria: Di Pasquale, Koulibaly, Gallo, Oviszach, Panico. Sarà una gara difficile. Troveremo una squadra organizzata e dobbiamo affrontarla nel migliore dei modi, sapendo che ci saranno difficoltà. Mi aspetto una squadra matura: quando c’è da soffrire deve saper soffrire, quando c’è da giocare deve avere la personalità per giocare».