AlbinoLeffe, Sali: "Ce la siamo sudata, il successo in casa mancava da troppo tempo"
Il gol del momentaneo 3-1 contro la Pergolettese ha permesso a Giacomo Sali di tornare protagonista in una serata particolarmente importante per l'AlbinoLeffe. Il successo per 3-2 ha infatti interrotto un periodo in cui i seriani avevano raccolto meno di quanto prodotto sul campo.
«È una vittoria che ci mancava. Nelle ultime partite abbiamo raccolto forse meno di quello che meritavamo», ha spiegato l'attaccante, sottolineando le caratteristiche del reparto offensivo costruito da Zaffaroni. «Davanti siamo tutti attaccanti bravi tecnicamente e cerchiamo di combinare tra di noi come ci chiede il mister. Le nostre caratteristiche sono ben definite: siamo piccoli, veloci e proviamo a sfruttarle il più possibile».
Sali ha poi parlato della sua evoluzione tattica. Nato come esterno offensivo, negli ultimi mesi si è adattato a giocare più vicino alla porta: «Ho fatto l'esterno praticamente per tutta la carriera prima di arrivare qui, però stare vicino alla porta è sicuramente più stimolante per un attaccante. Sto imparando questo ruolo da quando sono arrivato all'AlbinoLeffe e al momento mi trovo molto bene».
Grande soddisfazione anche per il rendimento interno della squadra, che ha finalmente ritrovato continuità davanti al proprio pubblico: «Ce la siamo sudata. È dall'anno scorso che non vincevamo in casa e nelle prime partite avevamo probabilmente subito troppi gol. Anche contro la Pergolettese non è stata una gara semplice, ma finalmente la vittoria è arrivata e adesso ce la godiamo».
L'azione che ha portato a una delle reti seriane nasce da una pressione offensiva particolarmente efficace, un aspetto sul quale la squadra lavora molto: «Più che un regalo della difesa avversaria, credo che siamo stati bravi noi ad andare a prenderli alti. Sappiamo che dobbiamo lavorare tanto sulla pressione e in quell'occasione siamo riusciti a farla tutti insieme nel modo giusto».
Infine un passaggio sulla sua stagione. Dopo un avvio complicato, Sali sembra aver ritrovato serenità e continuità di rendimento: «All'inizio me la vivevo un po' peggio, pensavo troppo alle prestazioni e non riuscivo a esprimermi come volevo. Quando ho capito che dovevo liberare la testa e pensare soltanto a giocare, le cose hanno iniziato a venire più naturalmente».
I numeri gli danno ragione, ma l'attaccante guarda soprattutto ai risultati della squadra: «Gol e assist fanno piacere, però contano soprattutto quando portano vittorie. Si lavora per vincere le partite e i numeri arrivano di conseguenza».
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