Cittadella, Musso: "Antonucci non convocato. Mercato? Arriverà qualcun altro"
Roberto Musso, tecnico del Cittadella, presenta in conferenza stampa la sfida di domani sul campo del Renate.
Mister, è appena terminata la rifinitura. Chi recuperi e chi no?
«Recuperiamo praticamente tutti. Amatucci e Frisenna si sono allenati in gruppo negli ultimi due giorni, ma preferiamo tenerli qui a lavorare per averli a disposizione giovedì. Rientra anche Michael Fabbro, che ha risolto il suo piccolo problema. Siamo praticamente al completo».
Prima di parlare della partita, inevitabile chiederti di Antonucci: come sta, quando potrà essere pronto e dove lo vedi?
«Mirko ha accettato con grande entusiasmo il ritorno a Cittadella. Ci siamo sentiti spesso nelle ultime settimane: è un ragazzo speciale, ha lasciato un ricordo ottimo a tutti. Conosciamo le sue qualità tecniche: nel nostro modulo può giocare da seconda punta.
A livello fisico è un po’ indietro, perché nell’ultimo periodo si è allenato da solo. Gli abbiamo preparato un programma personalizzato e valuteremo giorno per giorno la sua condizione per metterlo nelle migliori condizioni il prima possibile. Non è convocato».
All’esordio si è visto un Cittadella con idee chiare. Che step chiedi domani?
«Sarà una partita difficile contro una squadra che negli ultimi anni ha sempre fatto bene. È una squadra fisica: ci sarà da lottare, tanti duelli individuali e tanti contrasti.
Chiedo le solite cose: atteggiamento giusto, come abbiamo avuto finora, e continuare a lavorare sui nostri concetti e principi».
C’è qualcosa o qualcuno del Renate che temi particolarmente?
«In generale è una squadra molto fisica. Riempiono bene l’area, hanno giocatori che si inseriscono con pericolosità e sono molto forti sui calci piazzati. Dovremo essere bravi a limitarli in queste situazioni».
Qual è il passo in avanti che vorresti vedere?
«C’è sempre da migliorare. I ragazzi stanno mettendo in campo tutto ciò che chiediamo e siamo molto soddisfatti. Settimana dopo settimana cerchiamo di limare le piccole cose: settimana scorsa, pur facendo una buona partita, nei primi minuti abbiamo commesso errori che vanno corretti subito, perché se la gara prende una piega diversa diventa complicato riprenderla.
Abbiamo lavorato su due-tre aspetti, soprattutto in fase di non possesso, e domani mi aspetto di vederli migliorati».
Sono usciti tre giocatori e ne è arrivato uno importante. Ti aspetti ancora qualcosa?
«Il mercato chiude martedì: ci sono ancora tre giorni. Sappiamo dove dobbiamo sistemarci, il direttore sta lavorando e penso - anzi, spero - che arriverà qualcos’altro.
La squadra è già completa così: è stata costruita in un certo modo. Martedì vedremo se resteremo questi o se arriverà qualcuno».
Con i giocatori che hai, ci sono varianti sia nel modo di stare in campo sia nel modo di proporsi.
«Sì. Antonucci, con le sue caratteristiche, ci dà opzioni in più in fase offensiva. Ora abbiamo cinque giocatori nel reparto avanzato, tutti con caratteristiche diverse: questo ci permette più soluzioni».
Nel reparto avanzato può arrivare ancora qualcosa? Una prima punta “pura”?
«Oggi abbiamo cinque attaccanti. Come prima punta vera c’è solo Joseph Ekuban. Vediamo cosa succede: il mercato cambia tutto da un momento all’altro. Finché un giocatore non firma, non è di nessuna squadra.
Intanto andiamo a Renate con una rosa importante e completa. Poi, fino a martedì, vediamo».
Ti aspetti una gara fisica? Si può decidere sui palloni inattivi?
«Penso che tutte le partite quest’anno si possano decidere sugli episodi. Questa, in particolare, richiede molta attenzione sui calci piazzati: il Renate ha il 90% dei giocatori sopra il metro e 85, è una squadra molto fisica e preparata. Dovremo stare molto attenti».
Un giocatore di cui si parla poco ma che è sempre utile: D’Alessio. Può essere mezzala o resterà un jolly?
«D’Alessio è un giocatore molto intelligente tatticamente. Tutti gli allenatori vorrebbero uno come lui. È arrivato tre anni fa come mezzala dalla Roma, poi ha fatto il quinto, il terzino, il braccetto.
Quest’anno, sulla struttura iniziale, era un quinto. Ora, per esigenze, sta facendo la mezzala. Magari giocherà sempre mezzala se continua così, ma sulla carta nasce come quinto. È un giocatore che non attira l’occhio dei tifosi, ma chi lo allena sa quanto sia importante».
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