Desenzano, Gaburro: "Siamo squadra in evoluzione, ma gruppo lavora con ordine"

Desenzano, Gaburro: "Siamo squadra in evoluzione, ma gruppo lavora con ordine"TMW/TuttoC.com
Marco Gaburro
Oggi alle 21:30Girone A
di Valeria Debbia
Il tecnico dei bresciani alla vigilia del match col Trento: settimana utile per sistemare le basi, attenzione al tour de force e fiducia nel nuovo arrivato Liberati.

Marco Gaburro, tecnico del Desenzano, presenta in conferenza stampa la sfida di domani contro il Trento.

Mister, è stata una settimana particolare per la squadra. Come l’avete gestita e che indicazioni ha sulla condizione del gruppo?

«È vero che dopo tutta la preparazione c’era voglia di iniziare, e questo si è percepito sia in Coppa sia nella partita di Vercelli. Siamo però una squadra in evoluzione, con tante cose da sistemare. Sto spingendo molto su questo punto, e avere un giorno in più ci ha fatto comodo.
Arriviamo a un tour de force di tre partite in sette giorni: se non avessimo sfruttato bene questa settimana, rischiavamo di non essere pronti sulle situazioni base per le gare che ci aspettano.
L’obiettivo è sempre migliorarci rispetto al nostro percorso. Abbiamo individuato molte cose da sistemare, ora stiamo facendo una scrematura per capire quali affrontare nell’immediato.
Ho visto una squadra giusta: ha lavorato bene, con ordine, non solo con foga agonistica. Percepisco un gruppo che vuole mettersi a posto sulle basi, migliorare la comunicazione e arrivare ad avere un pensiero comune, che è fondamentale».

Una settimana con tre sfide ravvicinate, di cui due contro il Trento. Come la state approcciando?

«Io guardo solo questa partita. L’ho detto ai ragazzi stamattina: non mi permetto di dire cosa ho in mente per la seconda o la terza gara, perché molto dipenderà da questa. 
Dipenderà da come usciamo, dalle risposte psicologiche e tecniche. È vero che tre partite così vicine coinvolgeranno il gruppo in maniera più piena rispetto alle prime due, ma non possiamo sapere né come né in quali punti.
La nostra unica preoccupazione oggi è far bene in questa partita, che è la prossima».

Sarà la prima partita “in casa” su un campo in erba, non più sintetico, e in uno stadio che vi ospiterà per alcune gare. Che impatto può avere?

«È un elemento nuovo. Di solito la partita in casa non dovrebbe esserlo, ma nel nostro caso sì.
Dobbiamo far finta di giocare in trasferta per un po’, perché che sia Ospitaletto, Lecco o Vercelli cambia relativamente: è sempre un giocare fuori rispetto al nostro ambiente naturale, dove ci alleniamo e viviamo la settimana.
Sapevamo che sarebbe stato così. Finora le gare in trasferta non ci hanno dato fastidio: cerchiamo di continuare su questa linea, facendo bene a Ospitaletto come abbiamo fatto nelle altre due partite».

Tutti disponibili? E qualche indicazione su Liberati, il nuovo centrocampista arrivato questa settimana.

«L’unico non disponibile è Bovolon: ha un percorso leggermente più lungo rispetto a quanto pensavamo, ma tra poco rientrerà nel gruppo. Per ora è fuori.
Liberati è un giocatore che avevamo seguito e che avevamo cercato di prendere dall’inizio del mercato. Buon per lui che ha avuto la possibilità di stare più tempo a Carrara: è stato un passaggio importante rispetto alle situazioni vissute l’anno scorso.
È un giocatore di prospettiva, con tantissimo margine per migliorarsi e continuare la sua carriera. Ma secondo me anche nell’immediato ci dà caratteristiche che avevamo poco: l’attacco alla porta, centimetri a centrocampo, presenza fisica.
Penso sia un’arma in più, diversa, per affrontare un inizio di stagione che sappiamo essere impegnativo».