Dolomiti, l’esplosione di Ba: "In C decidono i dettagli. Qui mi sento a casa"
Dal Senegal alle Dolomiti, passando per Cosenza. Racine Ba si sta ritagliando un ruolo sempre più importante nella Dolomiti Bellunesi, confermandosi tra le note più positive di questo avvio di stagione. Il centrocampista classe 2003, arrivato in estate in Veneto, ha raccontato il suo ambientamento nel nuovo club, soffermandosi sul percorso della squadra, sul prossimo impegno contro il Novara e sul legame che continua a conservarlo alla sua terra d'origine.
Per Ba, l'impatto con la realtà dolomitica è stato immediatamente positivo: «Qui mi sono subito sentito a casa. Sto benissimo insieme ai compagni, a mister Andrea Bonatti e, in generale, alle persone legate a questo ambiente. Sono davvero contento».
Il centrocampista guarda con fiducia al percorso intrapreso dalla formazione di Bonatti, reduce dal pareggio ottenuto sul campo dell'Union Brescia: «La squadra finora si è espressa su buoni livelli, ma possiamo crescere. Con tanti giovani in rosa, abbiamo ampi margini di miglioramento. È necessario continuare a lavorare e rimanere focalizzati sui nostri obiettivi».
Parole di grande stima anche per il tecnico: «Il mister è un grande professionista, vuole giustamente che ognuno di noi sia sempre sul pezzo e si concentri sui dettagli. Ha ragione. Perché, in Serie C, sono proprio i dettagli a far vincere o perdere una partita. Come è accaduto col Lumezzane: avevamo la gara in mano, ma un errore ci è stato caro».
All'orizzonte c'è ora la sfida contro il Novara, in programma domenica allo Zugni Tauro: «Sarà una partita dura, tosta, difficile. Paradossalmente, a volte è meno complicato interpretare le sfide con squadre di alta classifica, che non quelle contro avversari in lotta per la salvezza. Ma, in generale, dipende soprattutto da noi. Se saremo bravi a mettere in pratica quanto preparato in allenamento, potremo toglierci delle soddisfazioni».
Fuori dal campo, Ba sta imparando ad apprezzare sempre di più il territorio che lo ha accolto: «Adoro queste zone e non vedo l’ora di visitarle in maniera più approfondita, insieme alla mia famiglia e alla mia bambina».
Resta però forte il legame con il Senegal, che continua a seguire con grande passione, soprattutto quando scende in campo la Nazionale: «Sono legato al Senegal e, quando gioca la Nazionale, la seguo sempre. Peccato per gli ultimi Mondiali: nei sedicesimi di finale, contro il Belgio, abbiamo avuto un po’ di sfortuna. Eravamo in vantaggio 2-0 fino a 5’ dallo scadere e non siamo riusciti a ottenere la qualificazione. Peccato».
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