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Giacomo Sali, l'esterno che non sapeva di essere una punta: la rivelazione silenziosa dell'AlbinoLeffe

Giacomo Sali, l'esterno che non sapeva di essere una punta: la rivelazione silenziosa dell'AlbinoLeffeTMW/TuttoC.com
© foto di Francesco Moscatelli
Oggi alle 21:15Girone A
di Laerte Salvini

Ci sono storie che cominciano in sordina, quasi in punta di piedi, come se il protagonista stesso non volesse fare troppo rumore. Giacomo Sali è arrivato all'AlbinoLeffe nell'estate 2025 dalla Varesina, dopo oltre settanta presenze in Serie D, non esattamente come prima scelta. Classe 2004, nato per fare l'esterno, abituato a correre lungo la fascia e a crossare. A Zanica lo hanno preso, gli hanno detto grazie per la presentazione, e poi lo hanno messo al centro dell'attacco. Una trasformazione. Quasi un esperimento. Giovanni Lopez, con la saggezza di chi conosce i giocatori meglio di quanto loro conoscano se stessi, ha intuito qualcosa che le statistiche della Serie D non potevano raccontare. "Era un esterno, l'abbiamo trasformato in punta centrale. È un giocatore scaltro, furbo, secondo me può fare molto meglio", ha detto il tecnico romano a stagione in corso, rivendicando con orgoglio una scelta che sembrava una scommessa e che si è rivelata una certezza.

Il girone di andata è stato di rodaggio, come prevedibile per un ragazzo al primo anno tra i professionisti. Poi qualcosa si è acceso. Gol col Cittadella, gol col Novara, poi ancora e ancora, fino alla doppietta all'Arzignano a metà febbraio. A fine stagione il conteggio recita 9 reti e 11 assist in 35 presenze, con 4 rigori procurati aggiunti al curriculum di un giocatore che non si tira mai indietro nei contrasti, che cade, si rialza e riparte più forte di prima. "Prima viene la salvezza, poi se ne faccio 10 tanto meglio", aveva detto in un intervista raccolta da TuttoC a marzo, con la semplicità di chi ha le priorità chiare. La media realizzativa parla di un gol ogni 300 minuti: numeri da attaccante vero, non da scommessa estiva. E poi c'è la velocità: nelle gare di questa stagione ha toccato i 35,5 km/h in uno scatto secco, tra i dati più alti dell'intera categoria. Quando parte, non lo prendi più. Lopez lo sapeva. Per questo non lo toglieva dal campo nemmeno quando non stava bene: "Sali non sta bene, si vede. Però è un giocatore essenziale per noi, faremo di tutto per averlo", diceva il tecnico nelle ultime giornate.

Adesso Lopez se ne è andato, per sua scelta, per riavvicinarsi alla famiglia. Ma Sali resta, con un contratto fino al 2028 e la voglia di dimostrare che il primo anno in Serie C non è stato un fuoco di paglia. Arriva Marco Zaffaroni, che conosce bene l'ambiente seriano e sa cosa significa lavorare con giovani di qualità. Il testimone è passato. E Giacomo Sali, 21 anni, il ragazzo che veniva dalla Varesina e che nessuno aveva segnato in rosso come priorità, si ritrova ad essere uno dei punti fermi del progetto bluceleste. A volte il calcio funziona così: entri dalla porta secondaria, e poi ti ritrovi a occupare tutto il palcoscenico.