Top & Flop di Renate-Arezzo

15.12.2019 18:52 di Francesco Moscatelli   Vedi letture
Gabriele Gori, TOP Arezzo
© foto di Giacomo Morini
Gabriele Gori, TOP Arezzo

Finire l'andata in bellezza dopo un cammino convincente, soprattutto nell'ultimo mese. Un obiettivo che solo una delle due contendenti poteva conseguire, com'era ovvio che fosse. Così, per non fare torto a nessuna, il pallone ha provato a disegnare un compromesso (1-1) che mantiene intatte le ambizioni di Renate e Arezzo in vista di un girone di ritorno che, di fatto, comincia già all'alba di domani. Due squadre in salute e lo hanno dimostrato: con un primo tempo accorto e una ripresa che inizia con il botto, il secondo centro consecutivo di Plescia, questa volta ben imbeccato da Anghileri. Poi è sempre più Arezzo, gruppo che acquista certezze di domenica in domenica anche in mancanza di una vittoria esterna che tarda ancora ad arrivare: il gol sul secondo palo di Gori ad un minuto dal termine del tempo regolamentare re-distribuisce i meriti tra due contendenti assolutamente autorevoli. Forse ad uscire con la bocca amara, per come è stata la dinamica della gara, è dunque proprio il Renate, ma è un'amarezza che deve essere circoscritta ad un secondo tempo un po' sciocchino, tutto qua. E' un Renate che dice 33. Altro che dottore: vira a metà del tracciato più vivo che mai.

Ecco coloro che, a nostro avviso, sono risultati essere i migliori e i peggiori nel match disputato questo pomeriggio al "Città di Meda":

TOP:

Plescia-Baniya (Renate): bravi oggi questi due giovani che crescono. Bravo Plescia, per due motivi. Il primo è per il fatto che si sta svelando per quello che è: un rapace da area piccola, puntuale nell'avventarsi su ogni cross anche solo con la punta del piede. Seconda partita da titolare e secondo gol consecutivo, il miglior viatico per un girone di ritorno che lo può e lo deve vedere grande protagonista. Il secondo è per questa sua capacità di usare non solo la punta di fioretto per indirizzare la palla in rete, ma anche la spada nel lavoro sporco. Questo aspetto, in realtà, non è mai mancato al palermitano che è sempre uscito dal campo tra gli applausi per l'impegno profuso. Prova di maturità nel complesso superata anche per Baniya, apparso il più tonico tra i tre centrali difensivi nel cucire e rattoppare. Bravo in realtà per ottantanove minuti, perché il gol di Gori nasce pur sempre (anche) dalla sua zona di competenza. Una frazione di secondo dove, peraltro, si sono "assentati" in tanti, l'italo-turco non è certo l'unico. Si cresce soprattutto con gli errori. E gli errori, da queste parti, sono elementi di una crescita, anche individuale, lenta ma costante. UN CAMMINO VIRTUOSO CHE HA TANTI VOLTI

Caso-Gori (Arezzo): Cutolo nel primo tempo ha spiegato davvero i concetti di "carisma" e "personalità". Partito da posizione molto defilata, l'esperto terminale offensivo si è caricato la squadre in molti frangenti. A scompaginare però un risultato che stava già andando sulle rotative dei giornali è la serpentina di questa (relativamente) giovane ala sinistra che già nella precaria situazione del Cuneo dello scorso anno aveva fatto vedere buone potenzialità. Salto non di categoria ma sicuramente di "piazza" quello effettuato dal ventunenne di Torre Annunziata, davvero efficace nell'azione decisiva ma non solo. Una palma di miglior amaranto da dividere con Gori, il cui gol è giusto premio per una partita che lo ha visto in poche occasioni ma sempre concentrato e pericoloso. Non è buona la "prima" se un palo non è d'accordo. Nuovo ciak ed è sesta rete in stagione. Davvero non male per un '99... IL SAGGIO PREDICA, I GIOVANI ESEGUONO

FLOP:

La gestione del vantaggio (Renate): una squadra che sa amministrare anche il tesoretto, abbassando i ritmi e facendo girare a vuoto gli avversari. Abbiamo scritto questa (nuova) abilità nerazzurra in più di un'occasione, a riprova di un Renate che nel decennale tra i "prof" discute la tesi di laurea sulla gestione delle molteplici fasi di una partita, soprattutto quelle da condurre in porto. Oggi il secondo tempo nerazzurro non è stato senz'altro la migliore frazione vista in questo 2019 in crescendo: l'azione del gol, in modo particolare, è da rivedere perché Caso, giunto al limite dell'area, andava fermato. Con le buone o con le cattive. Ma i 26 "soli" punti degli amaranto non devono trarre in inganno: è un Arezzo molto competitivo, fatto di vecchie volpi e di giovani davvero molto promettenti (basti considerare il rapporto ultraconsolidato con la inesauribile cantera interista). E' ancora un po' attardato in classifica, ma con questa determinazione la truppa di Di Donato sarà senz'altro protagonista nel girone di ritorno. Al netto di un baricentro brianzolo repentinante troppo schiacciato a protezione dell'esiguo vantaggio, ci sono pur sempre gli avversari. Che trovano un palo, che trovano il pari. Meritatamente. SALA VIDEO GIA' PRENOTATA

La catena di destra (Arezzo): il gioco amaranto si concentra in modo particolare sulla corsia mancina, molto effervescente anche nel primo tempo con le sovrapposizioni Caso-Cutolo. Musica che non cambia nemmeno nel corso della ripresa: anzi, è proprio dalla mancina avversaria che nasce il cross che porta il nerazzurro Plescia in rete. Ed è il momento successivo al momentaneo vantaggio ospite a rappresentare anche la fase più difficile per gli amaranto. Cinque-dieci minuti di paralisi mentale, poi l'organizzazione di nuove idee per una spinta mai davvero pericolosa ma alla luce dei fatti sfiancante per gli avversari. Prima o poi il gol arriverà. E arrivato: poi, anzi quasi alla fine. Ma ancora assolutamente in tempo. CORSIE AD ALTERNE VELOCITA'