Top & Flop di Virtus Verona-Renate

Top & Flop di Virtus Verona-RenateTMW/TuttoC.com
Daffara, TOP Virtus Verona
© foto di Federico Gaetano
Oggi alle 21:03Girone A
di Francesco Moscatelli

Tante motivazioni, tecniche e personali, di testa e anche di cuore. Tante motivazioni fanno succedere "tante cose", belle e brutte, le cose che attendevi e le cose che speravi di non vedere. Comunque una partita "piena", ricca, con un tabellino che ha voglia di raccontare. Racconta di quattro reti (2-2) tra Virtus Verona e Renate, i veneti due volte in vantaggio e i lombardi due volte a trovare la via del pareggio. Racconta di FVS promossi e FVS respinti, di un primo rigore (trasformato da Cernigoi) probabilmente viziato da una rimessa irregolare, di una maglia di Ekuban che si allunga in maniera innauturale ma non per l'arbitro, di un lampo di Bonetti appena tolte le briciole della merenda dell'intervallo, di un rigore questa volta più netto a portare Fabbro in cima alla classifica marcatori rossoblu, di un tap-in di Karlsson per un 2-2 sull'ottovolante del "Gavagnin-Nocini". E poi tante occasioni sprecate, forse una in più per i nerazzurri che con un po' più di cattiveria avrebbero potuto portare a casa l'intera posta in palio e superare il Trento. Un 2-2 che diverte chi ha guardato da fuori, un 2-2 che rinvia i destini di chi ha lottato, con alterne fortune, da dentro.

Vediamo ora coloro che, a nostro avviso, sono risultati essere i migliori e i peggiori nella partita disputata questa sera al Centro Sportivo "Gavagnin-Nocini" di Verona.  

TOP:

Daffara-Toffanin (Virtus Verona): in una squadra infarcita di giovanotti di belle speranze (i 2006 qui non si contano, in altre piazze per parlare di progetto "verde" bastano due, tre 2004...) serve sempre l'esperienza di questo terzino sinistro cresciuto a pane e AlbinoLeffe e poi fedele servitore di tante piazze, tra Perugia, Ancona, Padova fino ad un'esperienza portoghese. Caratterialmente è lui a prendere in mano la squadra nei momenti di difficoltà e questa caratteristica è praticamente una costante, non un fattore di una sera. A beneficiare di quest'aura di sicurezza e fiducia reciproca è anche il suo vicino di scrivania, quel Francesco Toffanin classe 2003 autore di interventi sempre puliti. E' un punto che serve sostanzialmente a poco, ma è da questo punto che continua una rincorsa difficile ma non ancora impossibile: da un buon approccio, dalla voglia di dare un abbraccio al presidente Fresco, da un gruppo che senz'altro accusa dei limiti ma che sempre risulta compatto nella propria voglia di lottare fino all'ultimo. SI DEVE COMUNQUE RIPARTIRE DA UN 2-2

Bonetti (Renate): niente condivisione di prime pagine, oggi il "premio" è giusto che sia tutto per Andrea. Terzo centro in stagione e un gol fatto tutto da solo, a conferma di una consapevolezza che indica questa stagione come la stagione di una svolta anche personale. Andrea ha i suoi tempi: promessa juventina, ha faticato per trovare una stabilità in serie C, quella stabilità che la tanto decantata squadra B ("Next Gen, "Futuro", "U23"... tutti nomi accattivanti ma che non dicono che in quelle stazioni il treno passa una volta sola) non ha ovviamente garantito perché in quelle latitudini ce ne sono subito altri 28 pronti a prendere la sua maglia da titolare dopo il primo errore. Non solo. Andrea ha faticato pure a Renate, perché anche in Brianza (dove è arrivato nell'estate del 2024) non sono mancati i momenti di scoramento e i passaggi a vuoto. E adesso eccolo qui, a confezionarsi i gol da solo, con quel mancino che aveva solo bisogno di continuità dopo la spinta iniziale che il talento naturale concede. Viva dunque Bonetti, viva la Serie C che sa aspettare, viva un Renate paziente e paterno, viva la fatica e il lavoro quotidiano che sanno sempre essere la strada giusta per raggiungere i propri sogni. UN ALTRO STEP RAGGIUNTO, PRIMA DEL PROSSIMO OBIETTIVO

FLOP:

Caia (Virtus Verona): indicare un nome specifico è un'operazione che serve a poco. Del resto il rendimento di Federico Caia, fin quando è rimasto in campo (un tempo) non è molto differente da tanti altri rendimenti. Ha avuto un'occasione per raddoppiare, ma sostanzialmente il livornese si è visto poco e infatti è rimasto negli spogliatoi tra un tempo e l'altro. Il problema è però un altro: è un 2-2 che conferma tutte le difficoltà di questa stagione. In vantaggio due volte (occasione quest'anno assai rara), per due volte la squadra di Chiecchi si è fatta raggiungere da un Renate oggi anche in versione Babbo Natale, sia sottoporta sia a centrocampo con tanti appoggi imprecisi. Insomma, è una Virtus Verona che non è riuscita a prendersi i tre punti nemmeno con il Renate più pasticcione dell'ultimo mese abbondante e questo senz'altro è un segnale che lascia un po' di inquietudine per le strade di Borgo Venezia. IL PARADOSSO DI UN PLAYOUT NON DA EVITARE MA DA CONQUISTARE

Vesentini-Calì-Delcarro (Renate): ancora un pareggio per la "Pantera" che sta dunque rallentando proprio sul più bello, quando il terzo posto sembra a portata di mano. E' un Renate che lascia sensazioni contrastanti, seppur rimarcando la presenza di alcune decisioni arbitrali apparse almeno cervellotiche (e alla fine non favorevoli al gruppo di Foschi). Da una parte è sembrato che ai nerazzurri bastasse relativamente poco per riportare il tabellino in posizione di equilibrio, dall'altra questi errori (e oggi non sono stati pochi) fanno un po' a pugni con un terzo posto da agguantare e poi blindare. E una vittoria sulle sponde dell'Adige sarebbe stata importante visto che sabato prossimo, a Meda, arriva il Vicenza. Da incoronare o già con la corona in testa, comunque una squadra che i regali non ama farne. A livello di singoli: l'aria di casa tradisce Vesentini, lui e la sua gelida manina (ma oggi poco propositivo anche in fase di spinta); Calì non sembra ripetere i ritmi davvero molto convincenti dello scorso anno; Delcarro come sempre grande cuore, ma con tutti i ruoli che sa (ben) interpretare siamo sicuri che una posizione così defilata valorizzi la sua grinta e, perché no, anche la sua visione della porta? LA DIFFICILE (IMPOSSIBILE?) RICERCA DEL PUNTO DI OTTIMO